Chi vota sceglie, chi non vota si arrende

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Dal momento che, come afferma un non meglio identificato signor Emilio, nessuna persona al mondo, “dopo aver letto e magari capito” quanto scrivo potrebbe “anche solo sognare di voler votare NO”, il clima olimpico che ancora respiriamo in questi giorni mi induce a offrire a lui, e alle persone che la pensano come lui, un consiglio disinteressato: perché non cercate di diffondere il più possibile i miei messaggi sull’argomento tra i vostri conoscenti? Voglio anche sportivamente fare di più, e aiutare in questo compito i miei avversari mettendo a loro disposizione qualche link:

https://www.merateonline.it/notizie/153869/referendum-considerazioni-sul-caso-palamara ;

https://www.merateonline.it/notizie/153924/il-referendum-e-il-signor-fancesco-che-ci-azzecca-in-arrivo ;

https://www.merateonline.it/notizie/154245/le-carriere-dei-magistrati-un-anomalia-italiana ;

https://www.merateonline.it/notizie/154436/la-nuova-alta-corte-disciplinare-e-le-vere-ragioni-del-quot-s-i-quot ;

https://www.merateonline.it/notizie/154531/magistrati-e-politica-un-piccolo-esercizio-sugli-effetti-del-sorteggio-in-arrivo ;

https://www.merateonline.it/notizie/154638/referendum-divide-et-impera ;

https://www.merateonline.it/notizie/154697/norme-costituzionali-principi-generali-e-garanzie-reali .

Permettetemi ora, per par condicio, di suggerire a tutti la lettura del testo della legge di revisione costituzionale 253/2025 (agevolmente disponibile sul sito della Gazzetta Ufficiale: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/10/30/25A05968/sg) che saremo chiamati domenica prossima ad approvare o a rifiutare: penso infatti che davvero, dopo averlo letto e capito, a nessuno di noi verrebbe in mente di votare “sì”. Certo, capire il senso di tali macchinose disposizioni volutamente redatte in un linguaggio alquanto oscuro (basta confrontarle con il resto della Costituzione) non è per noi cosa facile. Del resto non ci è riuscito fino in fondo nemmeno chi le ha scritte, come ho cerato di spiegarvi nell’ultimo dei messaggi elencati qui sopra, e ha ottenuto così il risultato di partorire delle norme contradittorie che renderanno più difficoltosa l’applicazione delle sanzioni disciplinari più gravi previste per i magistrati. Se non mi credete, provate a rileggere con attenzione l’ultima parte del mio intervento appena citato (poi magari, come dice il sig. Emilio, correrete a votare per il “sì”). Chi comunque avesse bisogno di maggiori chiarimenti per esprimere un voto consapevole può trovare su questo stesso portale una sintesi chiara ed efficace delle nuove norme, nonché delle tesi sostenute dalle due parti, nella rubrica “Il dizionario del referendum” curata con raro equilibrio dal giudice Colasanti.
“Fatto, ho esercitato il mio diritto e il mio dovere al voto -  dichiarava Matteo Salvini il 12 Giugno 2022 all’uscita dal seggio nel quale aveva espresso il suo suffragio in occasione dei cinque referendum sulla giustizia tenutisi quell’anno - … Chi vota sceglie, chi non vota si arrende”. Anche se tre anni dopo doveva cambiare idea e invitando i suoi seguaci a disertare le urne allo scopo di far fallire per mancanza di quorum una tornata referendaria a lui meno gradita, in quel momento aveva pienamente ragione. Come faccio sempre, andai infatti anch’io a votare. Fortunatamente però il referendum confermativo che si terrà nei prossimi giorni non pone problemi di quorum, e fortunatamente, su un tema vitale per tutti noi come quello che ci viene ora sottoposto, la richiesta di una partecipazione consapevole travalica oggi l'opportunismo di tanti politici. “In un clima generale di disimpegno, che affiora ogni volta che siamo convocati alle urne, sentiamo l’esigenza di ribadire l’importanza della partecipazione. Tutti noi parteciperemo, perché corresponsabili del bene comune del nostro Paese. Invitiamo quindi tutti ad andare a votare, dopo essersi informati e aver ragionato sui temi e sulla posta in gioco per il presente e per il futuro della nostra società, senza lasciarsi irretire da logiche parziali”. Le parole che ho appena riportato, tratte dall’Introduzione del cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, ai lavori del Consiglio Episcopale Permanente tenutisi a Roma tra il 26 e il 28 Gennaio di quest’anno, ne sono un esempio. Come è giusto, l’autorevole esortazione dei vescovi italiani a recarsi alle urne è strettamente legata all’invito a informarsi e a ragionare con la propria testa sulla posta in gioco: se dovessimo esprimere un voto che non rifletta altro che il nostro tifo da stadio, tanto varrebbe che restassimo davvero a casa.
Buon voto e buona fortuna a tutti noi.
Michele Bossi
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