Sabbioncello: don Eugenio al Convento per il suo 60°
Un momento di festa, preghiera e gratitudine ha accompagnato, nel pomeriggio di sabato 1° agosto, la ricorrenza del Perdono d’Assisi vissuta al convento di Santa Maria Nascente di Sabbioncello a Merate.
Alle 18:30 è stata celebrata la santa Messa presieduta da don Eugenio Folcio, sacerdote di Novate Brianza, in occasione del sessantesimo anniversario della sua ordinazione presbiterale. Un traguardo importante che era già stato festeggiato nelle scorse settimane e al quale era stata dedicata anche un’intervista per ripercorrere la lunga esperienza pastorale.


Nel corso dell’omelia don Eugenio ha condiviso con i fedeli la gioia e la commozione per essere stato invitato a presiedere la celebrazione, inserita in una giornata particolarmente significativa, dedicata alla misericordia e al perdono. Il sacerdote ha invitato i presenti a tornare alla sorgente della fede cristiana, riscoprendo il significato dell’annuncio rivolto dall’angelo a Maria: “Piena di grazia, il Signore è con te”. Parole ascoltate molte volte, ma che devono continuare a interrogare e sorprendere il credente.
Al centro della riflessione è stato posto proprio il tema della grazia, intesa come l’amore gratuito di Dio per ogni persona. Un amore che non dipende dai meriti, ma che raggiunge ciascuno anche nelle ferite, nei limiti, nelle fragilità e nelle fatiche della vita quotidiana.


“Grazia vuol dire che Dio ti ama gratis”, ha sottolineato il sacerdote, ricordando come questa consapevolezza rappresenti il fondamento della vita cristiana e possa trasformarsi in una luce capace di sostenere anche nei momenti più complessi.
Richiamando l’esempio di Maria, che dopo l’Annunciazione si mise in cammino verso Elisabetta, don Eugenio ha evidenziato come la fede non possa lasciare immobili o ripiegati su sé stessi. La grazia mette in movimento il cuore e spinge a raggiungere chi è solo, chi soffre, i giovani, gli anziani, gli ammalati e quanti hanno bisogno di vicinanza.
Da qui l’invito a essere portatori di gioia nella quotidianità. Non una gioia superficiale o priva di difficoltà, ma quella che nasce dalla certezza di essere amati da Dio. Anche la vita di Maria, ha ricordato il celebrante, non fu semplice né priva di prove, ma rimase sempre illuminata dalla promessa ricevuta nella casa di Nazareth.


Don Eugenio ha quindi ripreso alcune parole di papa Francesco rivolte ai giovani durante la Giornata mondiale della gioventù, ricordando che la fede in Gesù Cristo “non è uno scherzo”, ma qualcosa di serio, capace di chiedere scelte concrete. Il riferimento è andato alle Beatitudini e al capitolo 25 del Vangelo di Matteo, indicati come strade per comprendere come vivere il rapporto con gli altri e in particolare con le persone più fragili.
Il sacerdote ha invitato inoltre le comunità cristiane, le parrocchie e le istituzioni a non chiudersi, ma a uscire e a incontrare le persone. Un’esortazione in piena sintonia con lo spirito francescano della festività del Perdono d’Assisi e con l’esempio di san Francesco, capace di vivere la fede con libertà, entusiasmo e semplicità.


La conclusione dell’omelia è diventata anche una preghiera personale. Don Eugenio ha chiesto ai presenti di ricordarlo affinché, nel tempo che il Signore ancora gli concederà, possa comprendere sempre più profondamente il dono della grazia e continuare ad avvicinarsi alla misericordia di Dio.
Una celebrazione intensa, dunque, che ha unito il ringraziamento per i sessant’anni di ministero sacerdotale di don Eugenio Folcio a un messaggio rivolto a tutti: riscoprire la gioia di essere amati e portarla fuori dalla chiesa, nelle relazioni e nei gesti di ogni giorno.
Alle 18:30 è stata celebrata la santa Messa presieduta da don Eugenio Folcio, sacerdote di Novate Brianza, in occasione del sessantesimo anniversario della sua ordinazione presbiterale. Un traguardo importante che era già stato festeggiato nelle scorse settimane e al quale era stata dedicata anche un’intervista per ripercorrere la lunga esperienza pastorale.

Don Eugenio

Nel corso dell’omelia don Eugenio ha condiviso con i fedeli la gioia e la commozione per essere stato invitato a presiedere la celebrazione, inserita in una giornata particolarmente significativa, dedicata alla misericordia e al perdono. Il sacerdote ha invitato i presenti a tornare alla sorgente della fede cristiana, riscoprendo il significato dell’annuncio rivolto dall’angelo a Maria: “Piena di grazia, il Signore è con te”. Parole ascoltate molte volte, ma che devono continuare a interrogare e sorprendere il credente.
Al centro della riflessione è stato posto proprio il tema della grazia, intesa come l’amore gratuito di Dio per ogni persona. Un amore che non dipende dai meriti, ma che raggiunge ciascuno anche nelle ferite, nei limiti, nelle fragilità e nelle fatiche della vita quotidiana.


“Grazia vuol dire che Dio ti ama gratis”, ha sottolineato il sacerdote, ricordando come questa consapevolezza rappresenti il fondamento della vita cristiana e possa trasformarsi in una luce capace di sostenere anche nei momenti più complessi.
Richiamando l’esempio di Maria, che dopo l’Annunciazione si mise in cammino verso Elisabetta, don Eugenio ha evidenziato come la fede non possa lasciare immobili o ripiegati su sé stessi. La grazia mette in movimento il cuore e spinge a raggiungere chi è solo, chi soffre, i giovani, gli anziani, gli ammalati e quanti hanno bisogno di vicinanza.
Da qui l’invito a essere portatori di gioia nella quotidianità. Non una gioia superficiale o priva di difficoltà, ma quella che nasce dalla certezza di essere amati da Dio. Anche la vita di Maria, ha ricordato il celebrante, non fu semplice né priva di prove, ma rimase sempre illuminata dalla promessa ricevuta nella casa di Nazareth.


Padre Pietro Pagliarini
Don Eugenio ha quindi ripreso alcune parole di papa Francesco rivolte ai giovani durante la Giornata mondiale della gioventù, ricordando che la fede in Gesù Cristo “non è uno scherzo”, ma qualcosa di serio, capace di chiedere scelte concrete. Il riferimento è andato alle Beatitudini e al capitolo 25 del Vangelo di Matteo, indicati come strade per comprendere come vivere il rapporto con gli altri e in particolare con le persone più fragili.
Il sacerdote ha invitato inoltre le comunità cristiane, le parrocchie e le istituzioni a non chiudersi, ma a uscire e a incontrare le persone. Un’esortazione in piena sintonia con lo spirito francescano della festività del Perdono d’Assisi e con l’esempio di san Francesco, capace di vivere la fede con libertà, entusiasmo e semplicità.


La conclusione dell’omelia è diventata anche una preghiera personale. Don Eugenio ha chiesto ai presenti di ricordarlo affinché, nel tempo che il Signore ancora gli concederà, possa comprendere sempre più profondamente il dono della grazia e continuare ad avvicinarsi alla misericordia di Dio.
Una celebrazione intensa, dunque, che ha unito il ringraziamento per i sessant’anni di ministero sacerdotale di don Eugenio Folcio a un messaggio rivolto a tutti: riscoprire la gioia di essere amati e portarla fuori dalla chiesa, nelle relazioni e nei gesti di ogni giorno.
E.Ma.
























