Mandic: cresce l’ambulatorio multidisciplinare per disturbi del sonno attivo da sei mesi

A circa sei mesi dalla sua attivazione, l’Ambulatorio multidisciplinare dedicato ai disturbi del sonno dell’Ospedale San Leopoldo Mandic di Merate traccia un primo bilancio positivo e introduce nuove modalità di presa in carico e strumenti diagnostici. Nato all’interno della Neurologia dalla collaborazione tra più specialità, il servizio ha già effettuato oltre un centinaio di screening e segue attualmente circa 50-60 pazienti, con un’età compresa prevalentemente tra i 40 e i 60 anni, anche se non mancano persone più giovani e anziane.
 A fare il punto sul percorso avviato lo scorso febbraio sono il direttore della Neurologia Lorenzo Lorusso, la neurologa Paola Melzi e la pneumologa Daniela Bonardi. L’ambulatorio era nato per colmare una carenza nel territorio lecchese, fino ad allora privo di un servizio strutturato e multidisciplinare dedicato alla medicina del sonno.
 Una delle principali novità introdotte negli ultimi mesi è la telemedicina. Quando la tipologia di consulto non richiede necessariamente una visita fisica, il paziente può infatti incontrare lo specialista in videochiamata attraverso una piattaforma messa a disposizione da Regione Lombardia, alla quale si accede tramite Spid. Una possibilità particolarmente utile per chi lavora o ha difficoltà negli spostamenti. I professionisti dell’ospedale hanno seguito una formazione specifica per utilizzare il sistema, che si affianca alle tradizionali visite in presenza. L’accesso al percorso avviene comunque sulla base di un’indicazione medica.
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La dottoressa Paola Melzi, la dottoressa Daniela Bonardi e il dottor Lorenzo Lorusso

Il punto di forza dell’ambulatorio rimane, tuttavia, l’approccio multidisciplinare, che prevede il coinvolgimento di diverse competenze specialistiche: l’otorinolaringoiatria, con il dott. Benedetto Colella; la pneumologia, con la dott.ssa Daniela Bonardi; e la neurologia, con le dott.sse Larissa Airoldi e Paola Melzi. Molti pazienti, infatti, non presentano un unico disturbo: insonnia, russamento, apnee notturne, eccessiva sonnolenza o problematiche neurologiche possono intrecciarsi, rendendo necessaria una valutazione congiunta. Nei casi indirizzati all’ambulatorio multidisciplinare il paziente viene quindi visto contemporaneamente dagli specialisti coinvolti, così da impostare fin dall’inizio il percorso più adatto. 
Proprio nelle ultime settimane il Mandic si è inoltre dotato di nuova strumentazione per lo studio del sonno a domicilio.
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Tra i dispositivi ci sono gli actigrafi, apparecchi simili a orologi che possono essere lasciati al paziente anche per una quindicina di giorni e permettono di raccogliere informazioni sui movimenti, sui periodi di sonno e veglia e sulle abitudini notturne. A questi si aggiungono degli anelli, dispositivi più evoluti per il monitoraggio della saturazione, utili anche per individuare eventuali alterazioni respiratorie e sospette apnee. Resta inoltre disponibile la diagnostica attraverso polisonnografia, mentre l’obiettivo è ora potenziare ulteriormente anche la dotazione dedicata allo studio della componente respiratoria.
 La casistica affrontata in questi primi mesi ha confermato quanto i disturbi del sonno siano trasversali. Una parte consistente dei pazienti presenta problematiche respiratorie, in particolare apnee notturne, mentre proprio la componente neurologica rappresentava uno degli ambiti nei quali sul territorio esisteva una maggiore carenza assistenziale. 
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L’attenzione non riguarda però soltanto la qualità del riposo. Individuare e curare precocemente alcuni disturbi del sonno può infatti avere un importante ruolo di prevenzione rispetto a patologie cardiovascolari e neurologiche. Le apnee, ad esempio, possono rappresentare un fattore di rischio per problemi cardiaci e sono per questo guardate con crescente attenzione anche dai cardiologi; allo stesso tempo lo studio del sonno assume rilievo nell’ambito della prevenzione del deterioramento cognitivo e delle demenze. In alcuni pazienti possono inoltre essere presenti alterazioni endocrinologiche sottostanti o associate al disturbo, come nel caso delle modificazioni ormonali che si verificano nelle donne durante la menopausa.
 Accanto alla diagnostica, il percorso comprende anche l’indirizzamento del paziente verso il trattamento dell’insonnia attraverso la terapia cognitivo-comportamentale, un approccio psicologico che punta, tra le altre cose, a modificare quei meccanismi e quei pensieri che finiscono per alimentare le difficoltà ad addormentarsi o i risvegli notturni.

 Il progetto è comunque ancora in evoluzione. Tra gli obiettivi c’è quello di riorganizzare l’attività diagnostica e si sta ragionando sull’ingresso di ulteriori figure professionali nella rete multidisciplinare.
Infine, un altro fronte sul quale l’équipe sta investendo è quello della collaborazione con i medici di medicina generale. Proseguono infatti gli incontri di aggiornamento rivolti sia ai medici del territorio sia a coloro che frequentano i corsi di formazione in medicina generale, con l’obiettivo di aiutarli a riconoscere i segnali che richiedono un approfondimento specialistico e a individuare i pazienti da indirizzare al servizio. 
Dopo i primi sei mesi, dunque, l’ambulatorio multidisciplinare dei disturbi del sonno del Mandic si prepara a una nuova fase volta consolidare quanto costruito, ampliare la diagnostica e mettere sempre più in rete le diverse specialità. Un percorso che riflette anche la crescente attenzione della neurologia e, più in generale, della medicina verso il sonno non soltanto come problema capace di compromettere la qualità della vita, ma come vero e proprio indicatore dello stato di salute generale e strumento di prevenzione.
E.Ma.
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