Caldo e afa, sale l’allerta nelle campagne
Sale l’allerta anche nelle campagne delle province di Como e Lecco, strette nella morsa del caldo e dell’afa che stanno interessando l’intera Lombardia. È quanto evidenzia Coldiretti Como Lecco alla luce del bollettino Humidex di Arpa Lombardia, che segnala per i prossimi giorni condizioni di forte disagio da calore su gran parte del territorio regionale.
«Anche nelle province di Como e Lecco gli agricoltori stanno facendo i conti con temperature elevate e un clima sempre più difficile da gestire» sottolinea il presidente di Coldiretti Como Lecco, Fortunato Trezzi. «Gli effetti del caldo si fanno sentire sia negli allevamenti sia nei campi, con animali e coltivazioni sottoposti a un forte stress. È un fenomeno che si ripete con sempre maggiore frequenza e che richiede strumenti adeguati per consentire alle imprese agricole di adattarsi ai cambiamenti climatici».
A soffrire il caldo, infatti, non sono soltanto le persone ma anche gli animali allevati nelle aziende agricole del territorio. Nelle stalle sono entrati in funzione ventilatori, doccette e sistemi di raffrescamento, mentre l’alimentazione viene ricalibrata per aiutare gli animali a sopportare le alte temperature.
Per le mucche, ricorda Coldiretti Como Lecco, la temperatura ideale è compresa tra i 22 e i 24 gradi. Oltre questa soglia gli animali tendono a mangiare meno, aumentano il consumo di acqua e diminuisce la produzione di latte. Per questo nelle aziende zootecniche vengono mantenuti in funzione nebulizzatori e sistemi di ventilazione, garantendo inoltre una continua disponibilità di acqua fresca negli abbeveratoi. Analoghe misure vengono adottate anche negli allevamenti di suini e avicoli.
Per contrastare gli effetti della calura, gli allevatori stanno inoltre intervenendo sulle razioni alimentari, introducendo pasti più leggeri e integrati con sali minerali e potassio. Misure necessarie, ma che comportano un aumento dei costi aziendali legati soprattutto ai maggiori consumi di acqua ed energia.
L’attenzione resta alta anche per le coltivazioni. Le riserve idriche lombarde risultano inferiori del 26% rispetto alla media e il progressivo abbassamento dei livelli dei corsi d’acqua rappresenta un ulteriore elemento di preoccupazione in vista delle prossime settimane estive.
«Il rischio – prosegue Trezzi – è che le alte temperature e la scarsità di precipitazioni finiscano per mettere in difficoltà anche le produzioni agricole del nostro territorio. La tendenza alla tropicalizzazione del clima è ormai evidente e impone un cambio di passo: bisogna passare dalla gestione dell’emergenza alla programmazione, investendo in interventi strutturali che consentano di trattenere l’acqua nei periodi più piovosi e renderla disponibile nei momenti di maggiore necessità».
Per Coldiretti Como Lecco, dunque, il caldo di questi giorni rappresenta l’ennesimo segnale di un’agricoltura chiamata a confrontarsi con fenomeni climatici sempre più estremi e imprevedibili, che richiedono strumenti di adattamento e una pianificazione di lungo periodo per garantire la tenuta delle produzioni e la sostenibilità delle imprese agricole del territorio.
«Anche nelle province di Como e Lecco gli agricoltori stanno facendo i conti con temperature elevate e un clima sempre più difficile da gestire» sottolinea il presidente di Coldiretti Como Lecco, Fortunato Trezzi. «Gli effetti del caldo si fanno sentire sia negli allevamenti sia nei campi, con animali e coltivazioni sottoposti a un forte stress. È un fenomeno che si ripete con sempre maggiore frequenza e che richiede strumenti adeguati per consentire alle imprese agricole di adattarsi ai cambiamenti climatici».
A soffrire il caldo, infatti, non sono soltanto le persone ma anche gli animali allevati nelle aziende agricole del territorio. Nelle stalle sono entrati in funzione ventilatori, doccette e sistemi di raffrescamento, mentre l’alimentazione viene ricalibrata per aiutare gli animali a sopportare le alte temperature.
Per le mucche, ricorda Coldiretti Como Lecco, la temperatura ideale è compresa tra i 22 e i 24 gradi. Oltre questa soglia gli animali tendono a mangiare meno, aumentano il consumo di acqua e diminuisce la produzione di latte. Per questo nelle aziende zootecniche vengono mantenuti in funzione nebulizzatori e sistemi di ventilazione, garantendo inoltre una continua disponibilità di acqua fresca negli abbeveratoi. Analoghe misure vengono adottate anche negli allevamenti di suini e avicoli.
Per contrastare gli effetti della calura, gli allevatori stanno inoltre intervenendo sulle razioni alimentari, introducendo pasti più leggeri e integrati con sali minerali e potassio. Misure necessarie, ma che comportano un aumento dei costi aziendali legati soprattutto ai maggiori consumi di acqua ed energia.
L’attenzione resta alta anche per le coltivazioni. Le riserve idriche lombarde risultano inferiori del 26% rispetto alla media e il progressivo abbassamento dei livelli dei corsi d’acqua rappresenta un ulteriore elemento di preoccupazione in vista delle prossime settimane estive.
«Il rischio – prosegue Trezzi – è che le alte temperature e la scarsità di precipitazioni finiscano per mettere in difficoltà anche le produzioni agricole del nostro territorio. La tendenza alla tropicalizzazione del clima è ormai evidente e impone un cambio di passo: bisogna passare dalla gestione dell’emergenza alla programmazione, investendo in interventi strutturali che consentano di trattenere l’acqua nei periodi più piovosi e renderla disponibile nei momenti di maggiore necessità».
Per Coldiretti Como Lecco, dunque, il caldo di questi giorni rappresenta l’ennesimo segnale di un’agricoltura chiamata a confrontarsi con fenomeni climatici sempre più estremi e imprevedibili, che richiedono strumenti di adattamento e una pianificazione di lungo periodo per garantire la tenuta delle produzioni e la sostenibilità delle imprese agricole del territorio.
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