Lilt: 31 maggio giornata mondiale senza tabacco

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Il 31 maggio ricorre la Giornata Mondiale Senza Tabacco promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a partire dal 1988 con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sui rischi legati al consumo di tabacco e nicotina e di sostenere iniziative di prevenzione efficaci.

L’Europa continua a fare i conti con una delle principali emergenze di salute pubblica legate al tabacco. Ogni anno nel continente si registrano quasi 700mila decessi associati al fumo, mentre le persone che utilizzano prodotti contenenti nicotina sono circa 179 milioni. Questi numeri sono stati riportati nel contesto della European Conference on Tobacco or Health (ECToH) 2026, il principale appuntamento europeo dedicato alle politiche di contrasto al tabagismo, organizzato per la prima volta in Italia da LILT e svoltosi a Milano dal 20 al 22 maggio.

Al centro del confronto emerge una proposta precisa: costruire città sempre più libere dalla nicotina, intervenendo non solo sul fumo tradizionale ma anche sui nuovi prodotti che negli ultimi anni hanno cambiato il panorama del consumo. A conclusione delle iniziative legate alla GMST 2026, anche quest’anno la LILT attraverso il Coordinamento Regionale Lombardia di cui fa parte l’Associazione Provinciale di Lecco, ha affidato alla società di ricerca SWG una nuova indagine sulle abitudini del fumo in Lombardia.

La presentazione dell’indagine si è svolta mercoledì 27 maggio, presso la Sala Lombardia ATS Bergamo. La ricerca, illustrata da Riccardo Grassi - Head of Research di SWG – nel confermare il trend di decrescita dei fumatori - nel 2026 la percentuale si attesta al 37% sul totale della popolazione regionale in calo del 4% rispetto al 2024 – evidenzia come la sigaretta stia diventando sempre più un elemento chiave di percezione identitaria (fattore che richiede estrema attenzione in un’epoca di identità deboli nella quale è forte la ricerca di strumenti identitari) e come il consumo di nicotina tra i giovani stia profondamente cambiando: accanto alla sigaretta tradizionale si diffondono dispositivi elettronici, tabacco riscaldato, puff, svapo e nicotine pouches sempre più percepiti come strumenti “normali” di socialità e gestione dello stress in un’ottica di consumo generazionale piuttosto che come ausilio per “smettere di fumare” o per la loro ipotetica funzione di prodotti di transizione per ridurre il danno tra i fumatori abituali.

L’indagine qualitativa mette in luce come il primo contatto con il fumo avvenga quasi sempre all’interno del gruppo dei pari: i prodotti da fumo vengono utilizzati più come mezzo che fonte di piacere rappresentando un momento di appartenenza, inclusione e costruzione dell’identità personale. Dalle testimonianze, emerge inoltre il forte legame tra consumo di nicotina e gestione dell’ansia, dello stress scolastico e lavorativo e dei ritmi quotidiani; il fumo viene spesso vissuto come una forma di decompressione emotiva e come uno spazio personale di pausa e tranquillità. I rischi e i danni per la salute sono ampiamente conosciuti, ma non vengono percepiti come tali.

La ricerca sottolinea anche un elemento particolarmente critico: molti giovani che utilizzano sigarette
 elettroniche o prodotti alternativi non si percepiscono come fumatori e tendono a sottovalutare il rischio di dipendenza da nicotina. Tra i dati emersi dalla ricerca spicca e preoccupa la percezione di minore pericolosità attribuita ai prodotti a tabacco riscaldato, spesso considerati anche dalle famiglie una soluzione “meno dannosa” rispetto alle sigarette tradizionali valutate nettamente il dispositivo più dannoso per la salute (soprattutto dai fumatori stessi) e che tuttavia restano il dispositivo più fumato.

Questi risultati confermano la necessità di ripensare profondamente le campagne di prevenzione, superando i toni paternalistici e affrontando il tema della nicotina anche nei suoi risvolti relazionali, identitari ed emotivi poiché i giovani – che rifiutano il concetto di fumatore come “etichetta” vivendolo come un giudizio morale – si troveranno inevitabilmente di fronte al bivio se fumare o meno: un passaggio cruciale in cui l’obiettivo è farli arrivare preparati e informati sulle conseguenze affinché possano compiere una scelta consapevole, concentrando quindi l’attività di prevenzione innanzitutto sugli effetti negativi di breve periodo e sul concetto di dipendenza.

Il report dell’ indagine 2026 è consultabile su www.legatumorilecco.it 

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