Gestione degli Ospedali di Comunità di Merate e Introbio a gara europea per 11 milioni. L’ennesima apertura al privato?

Non potendo visionare il capitolato, una sola cosa è certa: gli ospedali di comunità di Introbio e Merate saranno occupati da personale privato. In quale forma, organizzativa e soprattutto gerarchica, non è dato sapere. Ma sarà il privato, cooperativa o holding, a agire dentro le mura dei due plessi sanitari.
Con la deliberazione dell’8 maggio nr. 420 (CLICCA QUI) l’Azienda Socio-sanitaria Territoriale di Lecco ha indetto una gara europea aperta per affidare a un soggetto terzo la gestione integrale degli ospedali di comunità di Merate, con 20 posti letto e Introbio, con dieci posti letto, comprensiva della gestione logistica, dei servizi di manutenzione degli immobili, degli impianti, degli arredi, dell’esecuzione dei servizi di pulizia, lavanolo, ristorazione nonché dell’erogazione di prestazioni di assistenza sanitaria ai pazienti per garantire tutto quanto necessario per il corretto e ottimale funzionamento del plesso.
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Letta così la deliberazione parrebbe assegnare al gruppo o cooperativa privata che vincerà la gara l’intera gestione degli ospedali di comunità lecchesi.
L’ospedale di comunità, è bene sottolinearlo, ha una funzione decisiva ai fini dell’eventuale ospedalizzazione del paziente in quanto rappresenta un elemento chiave del nuovo modello di sanità territoriale previsto dal PNRR, configurandosi come una struttura finalizzata a esercitare una funzione intermedia tra la cura domiciliare e il ricovero ospedaliero, così concorrendo alla riduzione dei ricoveri impropri e al potenziamento della capacità di presa in carico territoriale anche in un’ottica di prossimità e continuità di cure.
Se a vincere la gara, ad esempio, fosse una holding che già gestisce importanti strutture ospedaliere come il gruppo San Donato per fare un esempio (2.7 miliardi di fatturato e 380 milioni di ebitda nel 2025) non si potrebbe escludere una sorta di “interesse privato” nel dirottare il paziente da ospedalizzare. Una ipotesi, questa, ovviamente, ma nella complessità della materia e in assenza di altri elementi ricavabili dal capitolato, merita comunque di essere citata.
E quando si tratta di recuperare risorse da mettere sul mercato privato, sembra che non sia una operazione faticosa. La deliberazione, redatta dalla dirigente Viviana Sganga e controfirmata dalla direzione strategica alla cui guida siede il direttore generale Marco Trivelli, ha per oggetto l’indizione di procedura aperta, suddivisa in due lotti di gara funzionali e geografici distinti e indivisibili, per l’affidamento dei servizi di gestione integrata degli ospedali di comunità di Merate (lotto 1) e di Introbio (lotto 2), per un periodo di 72 mesi per un importo a base d’asta di 10.770.000 euro oltre oneri e iva, con facoltà di rinnovo per ulteriori 24 mesi. In pratica gli ospedali di comunità saranno gestiti dal soggetto che vincerà la gara per i prossimi 6 anni a 1.8 milioni l’anno con possibilità di aggiungere altri due anni.
La decorrenza presunta è indicata al primo settembre prossimo con scadenza al 1° agosto 2032. L’ospedale di comunità di Merate, con 20 posti letto, ha come base d’asta l’importo di 6.070.000 di cui però 4.443.105,66 sono costi non ribassabili in quanto riferiti alla manodopera, cioè al personale che opera mediante contratti di lavoro. L’ospedale di comunità di Introbio (lotto 2, 10 posti letto), ha come base d’asta 4.680.000 euro di cui 3.528.002,52 di costi non ribassabili, come sopra.
Fin qui i dati noti. E’ auspicabile che i sindaci vogliano capirne di più, data l’eccezionale importanza dell’operazione.
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