Olgiate: il racconto dell’uomo che per primo ha soccorso il 17enne accoltellato. Ai domiciliari l’aggressore 27enne
Sono ore d’angoscia per la famiglia del 17enne di Olgiate Molgora che nella serata di giovedì 30 aprile è stato accoltellato a Calco, in via Cornello, dopo un diverbio sfociato in rissa con un 27enne, suo concittadino. Il giovane, ricoverato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo non si è ancora svegliato e le sue condizioni gravissime sono in costante monitoraggio da parte del personale medico. Il padre – che nei giorni scorsi aveva tenuto ad esprimere il suo ringraziamento alle prime persone che avevano soccorso il figlio – insieme al resto della famiglia sta facendo spola da Olgiate all’ospedale ogni giorno con la speranza di vedere il figlio riprendersi.
“Per fortuna possiamo vederlo e stare con lui più volte al giorno, dal mattino alla sera, anche se purtroppo non si è ancora svegliato” dice dall’ospedale, spiegando che probabilmente la gamba a cui suo figlio è stato accoltellato non tornerà più come prima. Anche alcuni organi sembrerebbero compromessi. “I medici al momento non si sbilanciano oltre finché non si sveglia. Noi preghiamo per lui” aggiunge, ringraziando nuovamente chi quella sera, sentendo le grida d’aiuto è sceso in strada per soccorrere suo figlio e ha pensato bene di bloccargli la copiosa fuoriuscita di sangue dalla gamba stringendogli una corda. "I ringraziamenti vanno anche ai soccorritori, i medici e le Forze dell’Ordine intervenute" ha concluso.
Quella sera il giovane stava andando in motorino dalla fidanzata quando, a causa di una mancata precedenza in strada, si è ritrovato coinvolto in una discussione con un’automobilista di 27 anni. Dalle parole i due sono passati alle mani, fino a quando non è stata estratta una lama. “Queste cose non devono succedere assolutamente” prosegue il padre del 17enne. “Vederlo così per terra è stato bruttissimo, per noi, per la sua ragazza, per tutti. Sono cose che non auguro a nessuno”.
Se il giovane riuscirà a salvarsi è anche grazie a chi non ha esitato ad aiutarlo nell’istante in cui il suo aggressore l’ha lasciato cadere al suolo ferito a una gamba. Michele, uno dei residenti che l’ha soccorso, ha voluto rispondere ai ringraziamenti del padre: “Voglio solo dire che quello che ho fatto è come se l'avessi fatto a mio figlio. In quel momento non vedevo un estraneo, vedevo mio figlio, e dovevo fare qualcosa. Sono sincero, ho avuto un attimo di tentennamento quando ho visto tutto quel sangue, ma poi ho preso coraggio e ho immerso le mie mani nel sangue di quel ragazzo. Non volevo che morisse, e nello stesso tempo non ero sicuro di aver fatto abbastanza, non ero sicuro di aver stretto bene quella corda. Adesso l'unico mio pensiero è sapere che il ragazzo sta bene e che si salvi. Avrei piacere di vederlo per abbracciarlo. Un caro saluto ai genitori”.
Quando al 27enne di Olgiate che, dopo la colluttazione e l’accoltellamento, è fuggito a bordo della sua auto per poi costituirsi ai Carabinieri, il Giudice di Lecco ha confermato per lui il fermo e disposto gli arresti domiciliari con l’accusa di tentato omicidio.



Quando al 27enne di Olgiate che, dopo la colluttazione e l’accoltellamento, è fuggito a bordo della sua auto per poi costituirsi ai Carabinieri, il Giudice di Lecco ha confermato per lui il fermo e disposto gli arresti domiciliari con l’accusa di tentato omicidio.
E.Ma.
























