Merate: un viaggio fotografico nella storia dei 175 anni del Mandic
"Non è solo un anniversario, ma la riaffermazione di un’identità". Con queste parole Marco Trivelli, Direttore Generale dell'ASST di Lecco, ha dato il via all'inaugurazione della mostra fotografica per i 175 anni del presidio ospedaliero di Merate. Allestita mercoledì 17 marzo, la mostra ha infatti trasformato l'atrio di ingresso dell'ospedale in un percorso della memoria, capace di unire il passato alle sfide del domani per la sanità del meratese.


"Questa mostra è il frutto di un lavoro straordinario dei volontari nei nostri archivi storici", ha esordito Trivelli, spiegando come il Mandic non sia un’entità statica, ma il risultato di continue evoluzioni. Dalle forme di assistenza post-bellica, nate grazie alla lungimiranza di figure come Luigi Rusca, fino alla complessità odierna, l’ospedale ha saputo adattarsi. Il Direttore ha inviato un messaggio di rassicurazione e orgoglio: "Il bisogno di questa funzionalità è permanente. Sono certo che tra dieci anni il Mandic sarà ancora qui, magari con servizi diversi perché la medicina cambia, ma con i suoi 200 letti necessari alla comunità. Questa mostra fa capire che non siamo ciò che spesso veniamo descritti, ma una realtà resistente e fondamentale".


Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Merate, Mattia Salvioni, che ha evidenziato come l’esposizione all’ingresso del nosocomio sia una scelta precisa per permettere a chiunque entri di respirare la storia del presidio. "Abbiamo collaborato con convinzione a questo progetto perché crediamo che far vivere la storia dell’ospedale sia il modo migliore per far vivere l’ospedale stesso", ha dichiarato il primo cittadino. Salvioni ha poi ringraziato la rete di volontari, ex dipendenti e associazioni che hanno materialmente aiutato a raccogliere le testimonianze, sottolineando che il Mandic non è mai stato "calato dall’alto", ma è una storia di persone, di cura e di un territorio che sostiene le proprie istituzioni. "La mostra è uno strumento per comprendere l’evoluzione passata e, di conseguenza, orientare quella futura".
A chiudere gli interventi è stato il dottor Dario Perego, medico in pensione, ex sindaco di Merate e oggi presidente dell’associazione "L’Incontro", nonché consigliere comunale di minoranza. Perego ha ripercorso con emozione le tappe fondamentali del Mandic, dai primi quattro posti letto in via Sant’Ambrogio nell’Ottocento fino alla costruzione dell’attuale sede, resa possibile dalla generosità dei grandi donatori locali. "Tutto parte dall’attaccamento che i cittadini hanno per questo ospedale", ha spiegato, ricordando come già dal 1800 la sensibilità del territorio fosse orientata al bisogno dei più fragili. Perego ha poi rievocato gli anni in cui, da sindaco, si batteva contro chi metteva in dubbio la sopravvivenza del presidio: "Già allora si diceva che saremmo scomparsi, invece siamo ancora qui, pronti a sostenere e rinnovare questa passione". Pur parlando da "pensionato legato alle radici", ha confermato il suo impegno incrollabile nel difendere una struttura che appartiene strettamente al mondo meratese.

La mostra, curata da Giulia Perego, resta ora a disposizione dei cittadini, offrendo attraverso le immagini quel passaggio dall’Ottocento ai giorni nostri che permette di rinnovare, oggi più che mai, l’orgoglio di una comunità intorno al suo ospedale.


"Questa mostra è il frutto di un lavoro straordinario dei volontari nei nostri archivi storici", ha esordito Trivelli, spiegando come il Mandic non sia un’entità statica, ma il risultato di continue evoluzioni. Dalle forme di assistenza post-bellica, nate grazie alla lungimiranza di figure come Luigi Rusca, fino alla complessità odierna, l’ospedale ha saputo adattarsi. Il Direttore ha inviato un messaggio di rassicurazione e orgoglio: "Il bisogno di questa funzionalità è permanente. Sono certo che tra dieci anni il Mandic sarà ancora qui, magari con servizi diversi perché la medicina cambia, ma con i suoi 200 letti necessari alla comunità. Questa mostra fa capire che non siamo ciò che spesso veniamo descritti, ma una realtà resistente e fondamentale".


Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Merate, Mattia Salvioni, che ha evidenziato come l’esposizione all’ingresso del nosocomio sia una scelta precisa per permettere a chiunque entri di respirare la storia del presidio. "Abbiamo collaborato con convinzione a questo progetto perché crediamo che far vivere la storia dell’ospedale sia il modo migliore per far vivere l’ospedale stesso", ha dichiarato il primo cittadino. Salvioni ha poi ringraziato la rete di volontari, ex dipendenti e associazioni che hanno materialmente aiutato a raccogliere le testimonianze, sottolineando che il Mandic non è mai stato "calato dall’alto", ma è una storia di persone, di cura e di un territorio che sostiene le proprie istituzioni. "La mostra è uno strumento per comprendere l’evoluzione passata e, di conseguenza, orientare quella futura".

La mostra, curata da Giulia Perego, resta ora a disposizione dei cittadini, offrendo attraverso le immagini quel passaggio dall’Ottocento ai giorni nostri che permette di rinnovare, oggi più che mai, l’orgoglio di una comunità intorno al suo ospedale.
M.Pen.
























