Merate: in politica la forza dei numeri non sempre paga

L’espressione triste sul viso di Valeria Marinari dopo il ritiro del punto all’ordine del giorno relativo al via libera alla convenzione per realizzare anche a Merate al Giardino dei Giusti, ha plasticamente rappresentato il corto circuito in cui è finita la maggioranza di ViviAmo, guidata da Mattia Salvioni.
Una miscela letale tra difficoltà interpretative del regolamento comunale – che pure Sindaco e Segretaria dovrebbero conoscere a memoria – e incapacità di dare un indirizzo organico alle decisioni della Giunta Municipale.
Era già accaduto con l’affidamento della cura del verde a Silea. Ma lì avevano giocato le date e più della supponenza aveva fatto premio l’inesperienza. Qui invece è emersa la precisa volontà di scavalcare il massimo organo istituzionale locale, il Consiglio comunale. Non si è trattato di uno scivolone, come bonariamente l’ha definito Dario Perego. No, è stato un atto di precisa arroganza politica. Il segno evidente del nuovo corso che il pur giovane Sindaco intende percorrere con quel modo di fare, sempre più noto e sempre meno sopportato anche dai colleghi del territorio, dal meratese al casatese. Quel voler far credere di essere sempre un passo avanti, di sapere già tutto prima, di avere previsto ogni cosa, di stare un gradino sopra gli altri anche nelle interlocuzioni con soggetti esterni all’Amministrazione.
Il Giardino dei Giusti è una storica iniziativa e molto bene hanno fatto i dieci comuni convenzionati a farla propria come momento sociale e culturale per noi e per chi verrà dopo di noi. Ricordare i nomi di quanti hanno fatto la storia dalla parte del bene comune è di importanza capitale soprattutto in un momento dove l’uomo e la notizia durano lo spazio di un cinguettio.
Ma non si può convocare il venerdì una conferenza stampa per presentare il progetto che il Consiglio comunale deve approvare il lunedì successivo. Mai si era visto uno sgarbo istituzionale di tale portata, almeno negli ultimi quarant’anni.
Un bagno di umiltà, una discesa dal monte Olimpo sulla terra dura, sono necessari per ridare ordine e dignità all’Aula e poter recepire anche utili suggerimenti da due ex sindaci e tre consiglieri comunali con vasta esperienza amministrativa.
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O così o si va allo scontro permanente. E, come si è visto lunedì sera, non sempre la forza dei numeri porta alla vittoria. Salvioni riguardi l’espressione amareggiata di Valeria Marinari. E ne faccia tesoro.
Claudio Brambilla
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