Sospensione (forse) azzardata
Con tutta la stima e il rispetto che portiamo al dottor Marco Trivelli ci sentiamo di dissentire sulla sospensione dal servizio in Pronto Soccorso della dottoressa Carmen Salvatore. La coordinatrice medica, con oltre trent’anni di professione, in servizio nel reparto diretto dal dottor Giovanni Buonocore da molto tempo, all’indomani del “caso” Vincenzo Campanile, ha subìto un provvedimento di sospensione, si ritiene per ragioni del tutto esterne sia al Ps di Merate sia all’ambito più strettamente clinico. Ciò ha creato un ulteriore indubbio aggravio del lavoro da parte del personale medico, in qualche misura supportato da professionisti provenienti dal Pronto soccorso di Lecco. La dottoressa Salvatore ha avuto in passato problemi con la Giustizia per un caso di presunta truffa, del 2021 ma era stata assolta in primo grado, condannata in Appello con sentenza annullata dalla Cassazione e rimando degli atti. Nel contempo è scattata la prescrizione.
Però di lei la cronaca ricorda diversi casi di grande professionalità: nel 2024 prendendo il solito caffè al bar esterno al presidio aveva notato un pallore nel volto di un barista. E, conoscendolo, gli aveva quasi imposto di entrare in ospedale per un esame del sangue e un elettrocardiogramma. Il barista attribuiva al notevole carico di lavoro ma la dottoressa Salvatore aveva intuito un principio di infarto. E ci aveva azzeccato.
Un fatto circoscritto, è un medico quindi niente di eccezionale. Tuttavia è un elemento importante nella valutazione meramente clinica della professionista.
Ci fermiamo qui perché se il Direttore Generale ha assunto un provvedimento così drastico avrà avuto i suoi motivi. Un procedimento per falso e peculato relativo al periodo in cui la Salvatore era medico presso il carcere di Ferrara è tuttora in corso. Ma anche questo era noto da tempo. Curiosa la coincidenza della sospensione subito dopo il caso Campanile e in coincidenza con la circolare del direttore generale della sanità lombarda Melazzini di un controllo serrato al casellario penale dei gettonisti. Inevitabile o meno, la sospensione ha prodotto ulteriori problemi al PS del Mandic, già sotto pressione.
L’auspicio è che mentre il dottor Trivelli assieme al Direttore di dipartimento Salvatore Alongi e al primario del Mandic Giovanni Buonocore predispone un piano di copertura dei turni riducendo al minimo l’apporto della cooperativa, ci sia un ripensamento circa la posizione della dottoressa Carmen Salvatore.
Però di lei la cronaca ricorda diversi casi di grande professionalità: nel 2024 prendendo il solito caffè al bar esterno al presidio aveva notato un pallore nel volto di un barista. E, conoscendolo, gli aveva quasi imposto di entrare in ospedale per un esame del sangue e un elettrocardiogramma. Il barista attribuiva al notevole carico di lavoro ma la dottoressa Salvatore aveva intuito un principio di infarto. E ci aveva azzeccato.
Un fatto circoscritto, è un medico quindi niente di eccezionale. Tuttavia è un elemento importante nella valutazione meramente clinica della professionista.
Ci fermiamo qui perché se il Direttore Generale ha assunto un provvedimento così drastico avrà avuto i suoi motivi. Un procedimento per falso e peculato relativo al periodo in cui la Salvatore era medico presso il carcere di Ferrara è tuttora in corso. Ma anche questo era noto da tempo. Curiosa la coincidenza della sospensione subito dopo il caso Campanile e in coincidenza con la circolare del direttore generale della sanità lombarda Melazzini di un controllo serrato al casellario penale dei gettonisti. Inevitabile o meno, la sospensione ha prodotto ulteriori problemi al PS del Mandic, già sotto pressione.
L’auspicio è che mentre il dottor Trivelli assieme al Direttore di dipartimento Salvatore Alongi e al primario del Mandic Giovanni Buonocore predispone un piano di copertura dei turni riducendo al minimo l’apporto della cooperativa, ci sia un ripensamento circa la posizione della dottoressa Carmen Salvatore.
























