Mandic: si amplia il P.S. con aree di osservazione breve e per le vittime di violenza

Prenderà il via il 2 marzo p.v. la riqualificazione del Pronto Soccorso del San Leopoldo Mandic di Merate che rappresenta un’evoluzione strutturale e organizzativa finalizzata a rispondere in modo concreto alla crescente complessità clinica e ai bisogni del territorio.
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L’ampliamento degli spazi da 800 a 1.200 mq costituisce un intervento orientato al miglioramento della qualità dell’assistenza, della sicurezza dei percorsi e dell’efficienza dei flussi.
L’incremento delle superfici consente una distribuzione più razionale delle aree funzionali, la separazione dei percorsi (media-alta complessità e bassa complessità) e un miglioramento delle condizioni operative per professionisti e pazienti.
 Il modello organizzativo sarà strutturato per livelli di complessità assistenziale e il fulcro dell’organizzazione sarà un open-space dedicato alla media-alta complessità, progettato per garantire monitoraggio continuo e integrazione clinica.
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Il primario dottor Giovanni Buonocore

Elemento qualificante del progetto è l’istituzione di un’Area di Osservazione Breve con 4 + 4 posti letto, dedicata ai pazienti che necessitano di monitoraggio clinico, completamento diagnostico o rivalutazione terapeutica prima della dimissione o dell’eventuale ricovero.
 
Particolare attenzione sarà rivolta proprio alla presa in carico del paziente geriatrico attraverso un progetto di cogestione dell’OBI con la Medicina. L’integrazione multidisciplinare consentirà una valutazione precoce della fragilità, una pianificazione assistenziale personalizzata e un raccordo più efficace con i percorsi di continuità delle cure.
 
Il nuovo Pronto Soccorso sarà dotato di un’area triage riprogettata e funzionalmente più efficiente, finalizzata a garantire rapidità nella valutazione iniziale, maggiore riservatezza e una gestione più ordinata dei flussi in ingresso.
Sono previsti locali dedicati alla gestione dei pazienti con sospetta o accertata patologia infettiva, con percorsi separati e soluzioni strutturali coerenti con gli standard di prevenzione del rischio biologico.
 
Il progetto include inoltre un nuovo spazio dedicato all’accoglienza delle persone vittime di violenza, meglio concepito per garantire riservatezza, tutela e adeguato supporto assistenziale.
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