Areu dove indirizza i mezzi convenzionati di soccorso?

Si torna a parlare del D.M. 70/2015 e seguenti. Ne ha fatto cenno il dr. Melazzini, direttore generale della sanità lombarda, durante il convegno per i 175 anni del Mandic.
Tra gli altri standard il Decreto fissa a 45mila gli accessi al Pronto soccorso di un presidio classificato DEA di I° livello, come l’ospedale di Merate. Regione Lombardia, anche in virtù della variabilità orografica regionale, ha indicato come obiettivo 35mila accessi/anno.
Il Mandic viaggia mediamente a 31/32mila accessi.
Nei fatti l’Agenas, l’Agenzia per i servizi sanitari regionali, ha calcolato che l’85% dei presidi di I° livello è sotto lo standard e sotto anche il 75% di quelli di secondo livello.
In buona sostanza sono standard teorici che nei fatti nessuno o quasi rispetta. Il caso Merate poi è particolare perché subisce l’imbuto del ponte di Paderno che induce i residenti nell’Isola a rivolgersi a Ponte San Pietro e, tra poco, anche la chiusura del ponte di Brivio che determinerà una conseguenza analoga.
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Abbiamo più volte scritto che è impossibile ridurre l’attività H 24 del Pronto soccorso e restare contemporaneamente Dipartimento Emergenza e Accettazione (DEA) di I° livello. Anche se le chiacchiere, soprattutto negli anni scorsi, ma non ce la sentiamo di escludere anche in questi mesi, di ridurre il servizio alla fascia oraria 8 – 22 sono circolate parecchio.
Certamente un problema di fondo è la penuria di medici di Medicina d’urgenza, in assenza dei quali l’Azienda deve ricorrere ai gettonisti, sicuramente più costosi per il servizio sanitario nazionale e in qualche caso, meno affidabili rispetto ai medici strutturati.
Ma c’è un altro aspetto che non va trascurato: l’indicazione che l’AREU, l’Azienda Regionale Emergenza Urgenza dà agli equipaggi circa la destinazione dei pazienti, per malori o ferite di varia natura, ai diversi presidi ospedalieri.
E’ un aspetto decisamente importante che deve essere monitorato. Perché indicazioni faziose possono determinare danni al presidio volutamente ignorato.
Prendiamo la giornata di ieri, martedì 17 febbraio.
Gli interventi noti dei mezzi mossi da AREU – quindi salvo i malori in casa che pure sono numerosi – sono stati dieci. Sei pazienti sono stati trasportati al Manzoni di Lecco. Provenivano da Varenna, Ballabio, Oggiono, Barzio e (2) Mandello. Un paziente di Nibionno è stato trasferito a Erba (gruppo Lifenet privato accreditato); uno di Colico a Gravedona (gruppo Italcliniche privato accreditato); due a Vimercate provenienti da Viganò e Osnago.
Come si vede nessun equipaggio è stato dirottato al San Leopoldo Mandic. Forse si è trattato di una giornata particolare e probabilmente l’AREU avrà avuto le sue ragioni per evitare Merate. Ma resta il fatto che questa dinamica non può essere sottovalutata e, anzi, va costantemente monitorata.
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