Airuno: lettura scenica per la Giornata della Memoria
“Chi non conosce la storia è condannato a riviverla” con questa frase si è aperta la lettura scenica di venerdì 30 gennaio a cura di “Leggere per Gioco”, organizzata dalla biblioteca e dall'Amministrazione in occasione della Giornata della Memoria.

Una serata per commemorare le vittime dell'Olocausto, senza concentrarsi sull'estetica della sofferenza, irrispettosa del dramma che ha colpito milioni di persone durante la seconda guerra mondiale, ma per dare loro una voce. Tramite libri e testimonianze, non solo di ebrei, e di brani musicali, è stato stabilito un percorso cronologico che ha seguito la violenza pianificata nell'Europa del secolo scorso.

Il racconto è partito dalle valigie, oggi conservate nel museo di Auschwitz-Birkenau, confiscate dai tedeschi ai deportati, che le avevano riempite di oggetti cari senza sapere a cosa stessero andando incontro. È seguito un resoconto della situazione in Russia, in Lituania, in Italia, in Germania e in tutta Europa, sulle leggi razziali e le discriminazioni subite dagli ebrei che ogni giorno andavano peggiorando fino alle deportazioni nei campi di concentramento e lavoro.

Uno dei lecchesi portati a Mauthausen è stato Giuseppe Galbani, operaio di Ballabio, arrestato il 7 marzo 1944 e arrivato il 20 nel campo, dove lavorò alla costruzione di Gusen 2. Rientrò a casa il 29 giugno 1945, dove purtroppo non venne creduto ai racconti di violenze subite e osservate, quindi smise di parlarne fino al 1995 quando iniziò ad andare nelle scuole, narrando senza un briciolo di odio la realtà del lager, come ha fatto nel suo libro “58881 Pino Galbani, un diciottenne nel lager di Mauthausen-Gusen”.

Anche il galbiatese Giulio Bonacina, dopo aver combattuto nel 1939 sul fronte occidentale venne arrestato l'8 settembre 1943 e portato a Dachau. Bonacina riuscì a tornare a casa nel 1945 in condizioni terribili ma con la voglia di ricominciare e di raccontare la sua storia. Il Parco Monte Barro ha realizzato un cortometraggio, che attraverso la voce della moglie Sofia Gina Riva, ripercorre quegli anni di terrore e sofferenza.

La violenza più grave di quegli anni è stata però l'indifferenza, un volta faccia inaspettato della popolazione e dei governi, che hanno permesso l'inasprirsi e il dilagare di una violenza mai vista prima, una situazione che si sta ripetendo ancora oggi. Come ha scritto Marco Revelli in un articolo su La Stampa “Il silenzio complice di fronte al massacro di Gaza resterà un marchio di disonore per l’intero Occidente”.

“Nonostante i disastri del secolo scorso, l'uomo non ha capito che queste prevaricazioni devono finire, ne abbiamo testimonianza in tutto il mondo, soprattutto negli ultimi anni” ha concluso il sindaco Gianfranco Lavelli. “Quanto successo durante la seconda guerra mondiale a milioni di persone è di una brutalità e inumanità così profonda che è necessario ricordare, perché con il venire meno dei testimoni che hanno vissuto questi momenti sembra quasi impossibile credere che un fenomeno di questa portata sia successo”.
Le lettrici:
Cecilia Ghislanzoni
Elisa Ghislanzoni
M. Giovanna Ravasi
Maria Elena Cattaneo
Michela Corti
Roberta Trabucchi
Rosi Ratti

Una serata per commemorare le vittime dell'Olocausto, senza concentrarsi sull'estetica della sofferenza, irrispettosa del dramma che ha colpito milioni di persone durante la seconda guerra mondiale, ma per dare loro una voce. Tramite libri e testimonianze, non solo di ebrei, e di brani musicali, è stato stabilito un percorso cronologico che ha seguito la violenza pianificata nell'Europa del secolo scorso.

Cecilia Ghislanzoni, Roberta Trabucchi, Michela Corti
Il racconto è partito dalle valigie, oggi conservate nel museo di Auschwitz-Birkenau, confiscate dai tedeschi ai deportati, che le avevano riempite di oggetti cari senza sapere a cosa stessero andando incontro. È seguito un resoconto della situazione in Russia, in Lituania, in Italia, in Germania e in tutta Europa, sulle leggi razziali e le discriminazioni subite dagli ebrei che ogni giorno andavano peggiorando fino alle deportazioni nei campi di concentramento e lavoro.

Uno dei lecchesi portati a Mauthausen è stato Giuseppe Galbani, operaio di Ballabio, arrestato il 7 marzo 1944 e arrivato il 20 nel campo, dove lavorò alla costruzione di Gusen 2. Rientrò a casa il 29 giugno 1945, dove purtroppo non venne creduto ai racconti di violenze subite e osservate, quindi smise di parlarne fino al 1995 quando iniziò ad andare nelle scuole, narrando senza un briciolo di odio la realtà del lager, come ha fatto nel suo libro “58881 Pino Galbani, un diciottenne nel lager di Mauthausen-Gusen”.

Anche il galbiatese Giulio Bonacina, dopo aver combattuto nel 1939 sul fronte occidentale venne arrestato l'8 settembre 1943 e portato a Dachau. Bonacina riuscì a tornare a casa nel 1945 in condizioni terribili ma con la voglia di ricominciare e di raccontare la sua storia. Il Parco Monte Barro ha realizzato un cortometraggio, che attraverso la voce della moglie Sofia Gina Riva, ripercorre quegli anni di terrore e sofferenza.

La violenza più grave di quegli anni è stata però l'indifferenza, un volta faccia inaspettato della popolazione e dei governi, che hanno permesso l'inasprirsi e il dilagare di una violenza mai vista prima, una situazione che si sta ripetendo ancora oggi. Come ha scritto Marco Revelli in un articolo su La Stampa “Il silenzio complice di fronte al massacro di Gaza resterà un marchio di disonore per l’intero Occidente”.

Il sindaco Gianfranco Lavelli
“Nonostante i disastri del secolo scorso, l'uomo non ha capito che queste prevaricazioni devono finire, ne abbiamo testimonianza in tutto il mondo, soprattutto negli ultimi anni” ha concluso il sindaco Gianfranco Lavelli. “Quanto successo durante la seconda guerra mondiale a milioni di persone è di una brutalità e inumanità così profonda che è necessario ricordare, perché con il venire meno dei testimoni che hanno vissuto questi momenti sembra quasi impossibile credere che un fenomeno di questa portata sia successo”.
Le lettrici:
Cecilia Ghislanzoni
Elisa Ghislanzoni
M. Giovanna Ravasi
Maria Elena Cattaneo
Michela Corti
Roberta Trabucchi
Rosi Ratti
I.Bi.

























