Montevecchia: "amministrazione e progetto poco trasparenti". La protesta dei cittadini contro l'anfiteatro verde prosegue

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Montevecchia torna a interrogarsi su un’opera pubblica che, da un paio di mesi, ha acceso un dibattito sempre più caldo all’interno della comunità. Sabato 24 gennaio, alle 14, sotto la tettoia della Casetta Bis, si è svolto un incontro pubblico promosso dal gruppo di cittadini che, oltre ad aver dato vita ad una petizione attualmente a più di 400 firme, ha iniziato nelle scorse settimane ad organizzarsi per chiedere chiarimenti sul progetto dell’anfiteatro verde previsto nell’area del Fontanile. Un momento al quale hanno preso parte circa quaranta persone, nato con l’intento di condividere informazioni, mettere in ordine i passaggi amministrativi e confrontarsi sull’impatto che il cantiere avrà sul paese.
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In un piccolo comune di 2.700 abitanti, storicamente abituato a un dialogo diretto tra amministrazione e cittadini, il progetto dell’anfiteatro verde ha aperto un dibattito che va oltre la singola opera. Al centro della discussione emersa durante l’incontro vi sono la tempistica della comunicazione, il livello di condivisione preventiva e il rapporto di fiducia tra chi governa il paese e la comunità.
Come ricordato da più interventi, il progetto è stato presentato pubblicamente per la prima volta nel novembre scorso, a poco più di due mesi dall'inizio dei lavori, calendarizzati per il 21 gennaio (attualmente l'area soggetta ai lavori si trova quasi interamente perimetrata come cantiere). Una circostanza che ha colpito molti cittadini, soprattutto alla luce di quanto dichiarato dallo stesso Sindaco, Ivan Pendeggia, in quella sede: l’Amministrazione era infatti in trattative e valutazioni sul progetto da più di un anno. È questo scarto temporale – tra una lunga fase preparatoria e una comunicazione arrivata solo nelle settimane immediatamente precedenti all’inizio dei lavori – ad aver generato sconcerto e interrogativi.
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I documenti affissi all’esterno dell’area di cantiere delineano con chiarezza la portata dell’intervento. La “Riqualificazione dell’area verde di via del Fontanile” è autorizzata dal permesso di costruire n. 88/25, rilasciato nel novembre 2025, con una durata stimata di 360 giorni. Un’ordinanza della Polizia Locale ha, inoltre, disposto il divieto di sosta con rimozione forzata nell’area del parcheggio dal 19 gennaio fino al 30 dicembre 2026, confermando che il cantiere accompagnerà Montevecchia per quasi un intero anno. Un periodo prolungato durante il quale il paese dovrà confrontarsi con scavi estesi, riduzione dei parcheggi, chiusura temporanea dell’area verde frequentata anche da famiglie e bambini, oltre a un continuo passaggio di mezzi pesanti. È infatti logico pensare che lo sbancamento di terra previsto comporterà inevitabilmente un flusso costante di camion per il trasporto delle terre, con ricadute sulla viabilità e sulla qualità della vita quotidiana in un contesto urbano e paesaggistico delicato.

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Dal punto di vista progettuale, l’Amministrazione ha presentato l’opera come un intervento di valorizzazione dell’area, pensato per creare uno spazio di aggregazione e socialità, con un impatto ambientale contenuto e una limitata cementificazione. Una visione che ha sollevato interrogativi sulla reale necessità dell’opera e sulla sua coerenza con le esigenze del paese. Lo stesso Sindaco, in risposta alla richiesta dei cittadini di un'assemblea pubblica che approfondisca meglio i dettagli tecnici del progetto, ha specificato la non priorità dell'opera: "Ci teniamo a sottolineare la volontà politica dell'amministrazione di portare a Montevecchia un'opera di cui vediamo la bontà e la necessità e che, pur non essendo prioritaria rispetto ad altre iniziative, si è resa possibile grazie ad un lavoro congiunto e sinergico di tutte le parti in causa". Durante l’incontro alcuni cittadini hanno ricordato come Montevecchia disponga già di spazi utilizzati per eventi e attività collettive, mentre altri hanno espresso timori legati all’equilibrio idrogeologico dell’area del Fontanile, oggi caratterizzata da un prato che svolge una funzione naturale di assorbimento delle acque piovane, oltre che alla presenza sotterranea di tubazioni idriche fondamentali.
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Più ancora delle caratteristiche tecniche dell’anfiteatro, il tema che ha attraversato trasversalmente l’intero confronto è stato quello della trasparenza. Non comunicare pubblicamente con tempistiche meno stringenti un progetto che era in discussione da più di un anno ha lasciato molti cittadini sorpresi e irritati. In particolare, durante l'incontro, si è evidenziato come l’opera non sia stata portata all’attenzione del Consiglio comunale con un dibattito approfondito, riducendo di fatto le possibilità di confronto preventivo. Una modalità che, secondo quanto espresso durante l’incontro, rappresenta un’eccezione rispetto alla tradizione di partecipazione che ha storicamente caratterizzato la vita amministrativa del paese. Durante l’incontro è stato inoltre ricordato come alcuni cittadini abbiano presentato richieste di accesso agli atti per ottenere la documentazione completa relativa al progetto. Richieste che, secondo quanto riferito, hanno comportato tempi di risposta ritenuti eccessivamente lunghi e passaggi burocratici che hanno rafforzato la percezione di una gestione quantomeno discutibile.
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All’incontro hanno partecipato anche Eugenio Mascheroni, storico ex sindaco di Montevecchia, l’ex primo cittadino Sandro Capra e l’attuale consigliera di minoranza Carmela Palella. Nel suo intervento, Mascheroni ha richiamato un episodio emblematico della storia del paese: "Ricordo ancora il giorno in cui decidemmo di dar vita all’area del Fontanile come zona per campi sportivi e scuole. Ci siamo ritrovati qui quando ancora era campagna per una mangiata comunitaria e, discutendo assieme in modo costruttivo, definimmo il futuro del paese". Un richiamo che non si configura come una critica tecnica all’opera, ma come il ricordo di un metodo partecipativo che, secondo molti presenti, avrebbe potuto accompagnare anche questa scelta.
Riprendendo la richiesta formale avanzata da alcuni cittadini di indire un’assemblea pubblica promossa direttamente dall’amministrazione comunale, la proposta nasceva dall’esigenza di creare uno spazio istituzionale aperto nel quale illustrare nel dettaglio il progetto, rispondere alle domande e chiarire tempi, modalità e autorizzazioni prima dell’avvio effettivo del cantiere. Dalla documentazione emerge come il Comune abbia ribadito la legittimità dell’iter seguito e la natura già approvata dell’opera, aprendosi ad un eventuale incontro presso gli uffici comunali. La mattina di venerdì 23 gennaio è stata la proposta formulata dal sindaco Pendeggia, scartata dai cittadini per l'impossibilità di organizzarsi, visti i soli quattro giorni di distanza che intervallavano lo scambio e-mail all'incontro. Per conto dell'Amministrazione, il Sindaco si dice a disposizione di eventuali ulteriori informazioni, lasciando aperta una possibile data futura per l'incontro pubblico. Lo scambio di "lettere" finisce con la disponibilità del comitato spontaneo di incontrarsi martedì 27 o venerdì 30, all'orario più consono per gli uffici comunali.
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Con il cantiere ormai avviato, la vicenda resta aperta. A Montevecchia la discussione non riguarda soltanto l’anfiteatro verde, ma il rapporto tra amministrazione e cittadini e il modo in cui decisioni destinate a incidere profondamente sulla vita quotidiana del paese vengono condivise. Dall’incontro di sabato 24 gennaio emerge una richiesta chiara: maggiore ascolto, trasparenza e partecipazione. La mobilitazione, assicurano i cittadini, proseguirà nel segno del controllo civico e dell’attenzione ai documenti, in attesa di comprendere se e come l’amministrazione deciderà di aprire ulteriori spazi di confronto su un’opera che ha già lasciato un segno profondo nel dibattito locale.
M.Pen.
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