Nota sull’incontro col dr. Agnoletto
Nell’ incontro con il Dr. Vittorio Agnoletto, tenutosi a Merate il 15 gennaio 2026, è stata esaminata la situazione della Sanità, con particolare attenzione alla Lombardia.
La Delibera della Giunta Regionale n. 4986, approvata il 15 settembre scorso, prevede convenzioni con Assicurazioni, Fondi sanitari e Mutue.
Il Dr. Agnoletto ha affermato che tale Delibera rappresenta un passo verso la distruzione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), indirizzando la Sanità verso un sistema mutualistico, frammentato e differenziato in base al reddito.
La suddetta Delibera invita le Aziende Socio Sanitarie Territoriali (ASST) e gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) a stipulare accordi con Assicurazioni, Fondi integrativi e Mutue. Prevede, per il personale, attività aggiuntive, definite «attività erogate in regime aziendale integrativo»: una sorta di intramoenia parallela, ovvero altre attività privatistiche in strutture pubbliche. Queste potranno applicare agli assistiti delle compagnie assicurative tariffe inferiori rispetto a quelle previste per i cittadini solventi.
Agnoletto parla di una discriminazione sostanziale: «Per quale motivo un cittadino che, in base alla Costituzione ed alla legge 833 del 1978, ritiene di avere diritto alla cura deve essere scavalcato da chi dispone di una mutua, un’assicurazione o un fondo? Torniamo a una discriminazione economica». Chi ha una copertura integrativa ottiene una corsia preferenziale mentre, chi si affida al S.S.N., rischia di finire in fondo alle liste d’attesa per la prestazione, liste d’attesa notoriamente penalizzanti.
Le entrate da Enti Privati diventeranno, di fatto, parte di un «bilancio consolidato» da cui l’ospedale non potrà più prescindere, un misto pubblico-privato, all’interno di ospedali, finora solo pubblici». La sanità pubblica finirebbe per perdere la sua missione universale trasformandosi, pur parzialmente, in un fornitore di servizi specializzati per chi può pagare.
Nell’ incontro con Agnoletto Il Direttore Generale dell’ Ospedale di Lecco-Merate, Dr. Marco Trivelli, ha detto essere il 10%, la percentuale di erogazione alle strutture private sul totale della spesa sanitaria lombarda.
Secondo la Fondazione GIMBE (Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze)
che elabora i dati ufficiali della Ragioneria Generale dello Stato (Ministero dell’Economia e delle Finanze) e dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT),
con riferimento al 2023, circa il 27 % della spesa sanitaria pubblica regionale in Lombardia è stata destinata alle strutture private convenzionate.
In valori assoluti, se si assume, sulla base dei bilanci ufficiali Ragioneria Generale dello Stato (RGS) / Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), che la spesa sanitaria pubblica regionale della Lombardia nel 2023 sia dell’ordine di 25–30 miliardi € (una cifra coerente con la dimensione economica e la popolazione regionale secondo i dati RGS), allora il 27 % di quella spesa, cioè 6,8–8,2 miliardi €, è
stata destinata a strutture private convenzionate.
La Delibera della Giunta Regionale n. 4986, approvata il 15 settembre scorso, prevede convenzioni con Assicurazioni, Fondi sanitari e Mutue.
Il Dr. Agnoletto ha affermato che tale Delibera rappresenta un passo verso la distruzione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), indirizzando la Sanità verso un sistema mutualistico, frammentato e differenziato in base al reddito.
La suddetta Delibera invita le Aziende Socio Sanitarie Territoriali (ASST) e gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) a stipulare accordi con Assicurazioni, Fondi integrativi e Mutue. Prevede, per il personale, attività aggiuntive, definite «attività erogate in regime aziendale integrativo»: una sorta di intramoenia parallela, ovvero altre attività privatistiche in strutture pubbliche. Queste potranno applicare agli assistiti delle compagnie assicurative tariffe inferiori rispetto a quelle previste per i cittadini solventi.
Agnoletto parla di una discriminazione sostanziale: «Per quale motivo un cittadino che, in base alla Costituzione ed alla legge 833 del 1978, ritiene di avere diritto alla cura deve essere scavalcato da chi dispone di una mutua, un’assicurazione o un fondo? Torniamo a una discriminazione economica». Chi ha una copertura integrativa ottiene una corsia preferenziale mentre, chi si affida al S.S.N., rischia di finire in fondo alle liste d’attesa per la prestazione, liste d’attesa notoriamente penalizzanti.
Le entrate da Enti Privati diventeranno, di fatto, parte di un «bilancio consolidato» da cui l’ospedale non potrà più prescindere, un misto pubblico-privato, all’interno di ospedali, finora solo pubblici». La sanità pubblica finirebbe per perdere la sua missione universale trasformandosi, pur parzialmente, in un fornitore di servizi specializzati per chi può pagare.
Nell’ incontro con Agnoletto Il Direttore Generale dell’ Ospedale di Lecco-Merate, Dr. Marco Trivelli, ha detto essere il 10%, la percentuale di erogazione alle strutture private sul totale della spesa sanitaria lombarda.
Secondo la Fondazione GIMBE (Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze)
che elabora i dati ufficiali della Ragioneria Generale dello Stato (Ministero dell’Economia e delle Finanze) e dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT),
con riferimento al 2023, circa il 27 % della spesa sanitaria pubblica regionale in Lombardia è stata destinata alle strutture private convenzionate.
In valori assoluti, se si assume, sulla base dei bilanci ufficiali Ragioneria Generale dello Stato (RGS) / Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), che la spesa sanitaria pubblica regionale della Lombardia nel 2023 sia dell’ordine di 25–30 miliardi € (una cifra coerente con la dimensione economica e la popolazione regionale secondo i dati RGS), allora il 27 % di quella spesa, cioè 6,8–8,2 miliardi €, è
stata destinata a strutture private convenzionate.
Comitato per l’Assistenza Domiciliare Pubblica di Imbersago
























