Airuno: un libro tra mente e soprannaturale con Tecla Cattozzo

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L'essere umano, con il potere della sua mente, può cambiare lo svolgersi degli eventi? Questa è la domanda che sostiene la narrazione del terzo romanzo di Tecla Cattozzo “A volte corro lontano”.
Una storia che intreccia avventura, mistero, memoria e soprannaturale, in una Louisiana degli anni '50 tra ragazzi di buona famiglia e una banda di “esclusi”. Protagonista è Colin, uno scrittore inconsapevole del proprio talento, che scoprirà il potere delle parole in maniera quasi devastante.
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L'airunese ha ambientato il racconto in un'epoca e in un luogo lontano, fuori dalla zona di comfort, per viaggiare con la mente in mondi sconosciuti, facendo nascere nel lettore la predisposizione al viaggio. La scelta della Louisiana è derivata dalla passione della scrittrice verso la letteratura sudista degli Stati Uniti, che l'ha portata ad avere una propensione verso quei territori e il loro tipo di scrittura, che emergono nel thriller, mantenendo però un legame con la terra natale: Airuno. “Stephen King dice che bisogna sempre scrivere di quello che si conosce, quindi io ho trasposto un po' della mia esperienza personale dal fiume Adda al Mississippi” ha scherzato l'autrice, sottolineando però il grande lavoro di ricerca compiuto per rendere la storia verosimile.
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La bibliotecaria Roberta Consonni e l'autrice Tecla Cattozzo

Anche i personaggi sono stati ben studiati, uscendo dalla caratterizzazione standard di buoni e cattivi per per essere invece “grigi”, quindi mutevoli e in continua evoluzione. Un gruppetto di ragazzi cresciuti insieme si ritrova da adulti proprio perché sono cambiati, ma allo stesso tempo rimasti uguali e questa caratteristica gli permette di ricongiungersi nonostante gli eventi tragici. Una forte idea di fratellanza e amicizia, capace di fare superare le difficoltà e creare legami indissolubili che durano tutta la vita e anche nella morte.
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La chiave di tutto è proprio Colin, lo scrittore, il personaggio nel quale l'autrice più si identifica, che crea e distrugge la realtà facendo correre lontano la sua mente, come suggerisce il titolo del libro. Un concetto soprannaturale che è davvero irreale o semplicemente deriva dalla capacità umana di rielaborazione? Ed è proprio su uno dei più grandi interrogativi che si chiude il romanzo, senza dare una risposta, perché spetta al lettore scegliere in cosa credere. “Nella vita, di fronte a coincidenze troppo surreali, ci chiediamo quanto c'è di fato e quanto di scelta consapevole, se siamo consapevolmente attori dello svolgimento del nostro cammino o è semplicemente una storia della relatività legata a tutto?”.
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La stesura del thriller ha fatto nascere nuove idee nella mente dell'airunese per un sequel o una storia a se stante, bisognerà attendere ancora un po' per conoscere la forma del suo progetto futuro. Nel mentre l'autrice ha presentato il romanzo al Salone del Libro di Torino, un'esperienza che l'ha aperta al panorama della letteratura italiana e che le ha permesso di conoscere personalità importanti.
I.Bi.
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