Nuovo Ponte: sui dati dello studio riparte il confronto

I risultati dello studio commissionato da Provincia e Comuni per avere un quadro della viabilità attuale (LCA), di quella prevista con la costruzione di un nuovo ponte accanto al San Michele (LCB) e della successiva (LC1 che vedremo in seguito) stanno già alimentando un serrato dibattito. La domanda ricorrente, preso atto che con questo progetto si rischia la paralisi della circolazione lungo gli assi interni da Vimercate a Brivio e Paderno passando per Bernareggio, Carnate, Aicurzio, Sulbiate, Busnago, Cornate D’Adda, Verderio, Robbiate, Merate, Cernusco, Osnago e Lomagna è: se non lì, dove?

A questa domanda hanno risposto i sindaci nel corso di diverse assemblee pubbliche molto partecipate.
Questa è una ipotesi alternativa, che però non è stata presa in considerazione dallo studio perché non rientrava nell’oggetto dell’incarico.

La sintesi del lavoro svolto sta scritta a pagina 29: Le macro-simulazioni di traffico finora effettuate con particolare riferimento alla rete secondaria (statale e provinciale, ecc.) e le valutazioni dal punto di vista trasportistico, degli effetti delle diverse possibili alternative dell’assetto della viabilità primaria (autostradale) nel quadrante nord-est della Regione Metropolitana evidenziano che lo Scenario Programmatico (LCB) evidenzia che la realizzazione del nuovo ponte San Michele induce un aumento di flussi in attraversamento dell’Adda all’altezza di Paderno d’Adda rispetto all’attuale ponte, in soddisfazione di una domanda inevasa di spostamento già presente nella situazione attuale e non compatibile con l’attuale attraversamento del fiume. Si attendono aumenti dei flussi e della congestione sulla rete secondaria del territorio a ovest del fiume Adda”
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Quindi si parla di “congestione”, livello di servizio “F”, su tutte o quasi le strade comunali e provinciali (SP 51 – 54 – 55 – 56 – 177 – 211 – ex SS342 dir).
Attualmente transitano sul ponte di Paderno 12mila veicoli al giorno. L’incremento è previsto nella misura dell’86% qualora il nuovo manufatto fosse realizzato a circa 30 metri dall’attuale. Quindi il traffico destinato a percorrere il centro di Paderno – ma anche tutti i paesi dell’area, ovviamente – salirebbe a circa 22mila veicoli giorno di cui almeno 2mila tra autocarri, autotreni e bilici.
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I volumi di traffico si prevedono in netto aumento nel quadrante a est della SP 342 dir (ex statale 36) compreso il tratto di 54 sul territorio di Merate; stazionari sul quadrante a ovest con una leggera flessione tra Lomagna e Cernusco che però restano i tratti a più elevata percorrenza: (2.656 veicoli/ora e 2.310). Non è chiaro come sulla medesima SP 342 dir si preveda un leggero decremento nell’ordine del -2 /-3% a Lomagna e Cernusco mentre a Osnago sulla medesima tratta la previsione è di un aumento del 14% (da 1.860 a 2.128 veicoli).
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Secondo questo studio con l’apertura del nuovo ponte di Paderno ci sarà un alleggerimento della pressione su Brivio nella misura del – 4%. Mentre a sopportare l’incremento veicolare, oltre alla già citata SP 342 dir saranno le provinciali 55 e 56.
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C’è infine da rilevare Lo scenario di progetto LC1 caratterizzato rispetto alla situazione esistente e allo Scenario programmatico LCB dall’attuazione dei seguenti interventi (2030): Var SPexSS342 Olgiate Molgora-Calco-Ponte Brivio, Var SP342dir Olgiate Molgora-Merate, Nuovo collegamento SP3- SP342dir Ronco Briantino-Osnago (Provincia di Monza e Brianza – Provincia Lecco), di cui però, al momento non si hanno notizie neanche approssimative.
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E per chiudere le conclusioni degli esperti in relazione allo stato attuale (LCA) e al previsionale dopo la costruzione del nuovo ponte secondo il progetto RFI-Regione.
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