Paderno, studio dei flussi di traffico: + 86% di veicoli sul nuovo ponte (da 1000 a 1930/ora). Meratese paralizzato
In 31 pagine, ricche di grafici, cartografie e tabelle, si può leggere il presente e, soprattutto, il futuro della viabilità nel quadrante che comprende la parte sud della provincia di Lecco e la parte nord della provincia di Monza e Brianza. E’ lo studio commissionato dai comuni del bacino e dalla provincia di Lecco per cercare di prevedere – in assenza di tomi viari presso villa Locatelli – che cosa accadrà nel 2030 quando, secondo Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e regione Lombardia chiuderà definitivamente il ponte San Michele.
Difficile decrittare con precisione i termini dello studio, molto complesso perché prende in esame i flussi di traffico lungo le direttrici principali, autostrada A4, tangenziali, Pedemontana, per poi convergere nel collo di bottiglia del meratese, sia per dirigersi a Paderno, sia per dirigersi a Brivio. Dove, per inciso, in primavera chiuderà il ponte e resterà interdetto al traffico per almeno un anno e mezzo.
Ma vediamo qualche dato. Lo scenario classificato 2025 LCA prende in considerazione i carichi di traffico attuali.
Sul ponte Brivio-Cisano Bergamasco transitano 2.494 veicoli equivalenti/ora in flussi bidirezionali con un livello di servizio D, cioè “alta densità, velocità instabile” in entrambe le direzioni.
Sul ponte San Michele a Paderno D’Adda, a senso unico alternato e con divieto di transito per i mezzi pesanti transitano circa 1.000 veicoli eq./ora bidirezionali con un livello di servizio in entrambe le direzioni classificato “E”, cioè il peggiore: CONGESTIONE.
Sulla rete secondaria e sulla rete urbana, in particolare:
a) Sulla SP 342 dir tra Lomagna e Calco transitano 2.300 – 2.400 veicoli eq.bidirezionali/ora con un livello di servizio “D” e “E” in entrambe le direzioni.
b) Sulla SP 54 Monticello Brianza – Paderno D’Adda, sul territorio di Merate transitano 1.740 veicoli eq.bidirezionali/ora con livello di servizio “D” in entrambe le direzioni.
c) Sulla rete primaria, in particolare sull’autostrada A4 Milano-Venezia in corrispondenza del superamento del fiume Adda si registra un flusso bidirezionale di 15.500 veicoli/ora con un livello di servizio “E” (flusso instabile, basso comfort) in entrambe le direzioni di marcia.
Vediamo ora lo scenario classificato 2030 LCB che comprende la realizzazione della A36, Autostrada Pedemontana Lombarda, nel tratto B2 e C, quello che attraversa l’area nord della provincia di Monza e Brianza tra Arcore, Usmate, Carnate, Ronco, Cornate, e le relative opere con svincoli di collegamento con la A51 (tangenziale) A4 il nuovo ponte San Michele secondo il progetto di RFI e la variante della ex SS639 nei tratti Cisano Bergamasco e Lecco-Vercurago-Calolziocorte.
a) Sul nuovo ponte accanto al San Michele i flussi di traffico aumenteranno dell’86% passando da 1.000 a 1.930 veicoli/ora con un livello di servizio pari a E (flusso instabile, basso comfort) in direzione ovest e D in quella opposta.
b) Col nuovo ponte di Paderno si stima un leggero calo del traffico sul nuovo ponte di Brivio per una redistribuzione dei flussi di superamento dell’Adda pari a circa – 4% (circa 80 veicoli/ora)
c) Sulle strade secondarie si stima un generale aumento dei flussi con la conseguente congestione delle strade di attraversamento dei territori a ovest del fiume Adda, lungo la SP 342 dir nei tratti di Brivio fino a Osnago e Cernusco, lungo la SP 56 nei tratti tra Brivio, Imbersago, Robbiate e Paderno e lungo la SP 54 nell’intera zona a est della 342 dir, vale a dire lungo il percorso Paderno-Merate-Cernusco.
Tradotto in numeri l’aumento del traffico lungo la SP 342 dir nel tratto a sud della SP 55 a Osnago è calcolato in un + 14% pari a altri 268 veicoli/ora bidirezionali.
L’aumento del traffico lungo la SP 56 nei tratti tra Brivio, Imbersago, Robbiate e Verderio è calcolato rispettivamente in + 28% (+ 167 veicoli/ora), + 34% (+ 237 veicoli/ora), + 30% (+271 veicoli/ora), + 39% (+ 325 veicoli/ora). Il traffico proveniente dalla SP 55 (Brugarolo-Verderio) + stimato in aumento nel tratto verderiese del + 9%.
ECCO IL PROSPETTO DELLE SITUAZIONI DI MAGGIORE CONGESTIONE PREVISTE.
La situazione peggiore, se sarà realizzato il ponte di Paderno secondo il progetto di RFI e Regione Lombardia, si verificherà in via Festini a Paderno D’Adda con un aumento del traffico del 135%. Si passerà da 478 a 1.123 veicoli. La SP 56 a Verderio vedrà una impennata del + 39% da 823 a 1.148 veicoli.
Tra le analisi elaborate dal Centro Studi che ha realizzato il lavoro è inserito lo scenario di Progetto classificato LC 1 che prevede la realizzazione a data non nota della variante alla SP ex SS 342 tra Olgiate-Calco e Brivio; la variante della SP 342 dir tra Olgiate e Merate e il nuovo collegamento SP3-SP342 dir Ronco Briantino-Osnago; la variante alla SP 178 Cornate d’Adda.
Il tutto in un contesto di programma ancora da realizzare e di cui nulla è concretamente noto.
Con lo studio ora disponibile la Provincia di Lecco e in particolare l’assessorato alle strade dovrà prendere una posizione netta circa la volontà duramente espressa dalla Regione tramite l’assessora Claudia Maria Terzi sul progetto di realizzare il nuovo ponte accanto al San Michele.
Perché la sintesi è semplice: quando ciò sarà realizzato l’intero bacino sud della provincia di Lecco sarà completamente paralizzato dal traffico rendendo complessi e costosi gli spostamenti commerciali, per lavoro, per necessità, per emergenze. Ci pensino bene il/la presidente della Provincia che sarà eletta il 24 gennaio e l’assessore alla viabilità Mattia Micheli.
Difficile decrittare con precisione i termini dello studio, molto complesso perché prende in esame i flussi di traffico lungo le direttrici principali, autostrada A4, tangenziali, Pedemontana, per poi convergere nel collo di bottiglia del meratese, sia per dirigersi a Paderno, sia per dirigersi a Brivio. Dove, per inciso, in primavera chiuderà il ponte e resterà interdetto al traffico per almeno un anno e mezzo.
Ma vediamo qualche dato. Lo scenario classificato 2025 LCA prende in considerazione i carichi di traffico attuali.
Sul ponte Brivio-Cisano Bergamasco transitano 2.494 veicoli equivalenti/ora in flussi bidirezionali con un livello di servizio D, cioè “alta densità, velocità instabile” in entrambe le direzioni.

Traffico al ponte di Brivio

Traffico al ponte di Paderno
a) Sulla SP 342 dir tra Lomagna e Calco transitano 2.300 – 2.400 veicoli eq.bidirezionali/ora con un livello di servizio “D” e “E” in entrambe le direzioni.
b) Sulla SP 54 Monticello Brianza – Paderno D’Adda, sul territorio di Merate transitano 1.740 veicoli eq.bidirezionali/ora con livello di servizio “D” in entrambe le direzioni.
c) Sulla rete primaria, in particolare sull’autostrada A4 Milano-Venezia in corrispondenza del superamento del fiume Adda si registra un flusso bidirezionale di 15.500 veicoli/ora con un livello di servizio “E” (flusso instabile, basso comfort) in entrambe le direzioni di marcia.

Traffico lungo la 342 dir

Traffico lungo la Sp54
a) Sul nuovo ponte accanto al San Michele i flussi di traffico aumenteranno dell’86% passando da 1.000 a 1.930 veicoli/ora con un livello di servizio pari a E (flusso instabile, basso comfort) in direzione ovest e D in quella opposta.
b) Col nuovo ponte di Paderno si stima un leggero calo del traffico sul nuovo ponte di Brivio per una redistribuzione dei flussi di superamento dell’Adda pari a circa – 4% (circa 80 veicoli/ora)
c) Sulle strade secondarie si stima un generale aumento dei flussi con la conseguente congestione delle strade di attraversamento dei territori a ovest del fiume Adda, lungo la SP 342 dir nei tratti di Brivio fino a Osnago e Cernusco, lungo la SP 56 nei tratti tra Brivio, Imbersago, Robbiate e Paderno e lungo la SP 54 nell’intera zona a est della 342 dir, vale a dire lungo il percorso Paderno-Merate-Cernusco.
Tradotto in numeri l’aumento del traffico lungo la SP 342 dir nel tratto a sud della SP 55 a Osnago è calcolato in un + 14% pari a altri 268 veicoli/ora bidirezionali.

Traffico lungo la Sp55
ECCO IL PROSPETTO DELLE SITUAZIONI DI MAGGIORE CONGESTIONE PREVISTE.
La situazione peggiore, se sarà realizzato il ponte di Paderno secondo il progetto di RFI e Regione Lombardia, si verificherà in via Festini a Paderno D’Adda con un aumento del traffico del 135%. Si passerà da 478 a 1.123 veicoli. La SP 56 a Verderio vedrà una impennata del + 39% da 823 a 1.148 veicoli.
Tra le analisi elaborate dal Centro Studi che ha realizzato il lavoro è inserito lo scenario di Progetto classificato LC 1 che prevede la realizzazione a data non nota della variante alla SP ex SS 342 tra Olgiate-Calco e Brivio; la variante della SP 342 dir tra Olgiate e Merate e il nuovo collegamento SP3-SP342 dir Ronco Briantino-Osnago; la variante alla SP 178 Cornate d’Adda.
Il tutto in un contesto di programma ancora da realizzare e di cui nulla è concretamente noto.
Con lo studio ora disponibile la Provincia di Lecco e in particolare l’assessorato alle strade dovrà prendere una posizione netta circa la volontà duramente espressa dalla Regione tramite l’assessora Claudia Maria Terzi sul progetto di realizzare il nuovo ponte accanto al San Michele.
Perché la sintesi è semplice: quando ciò sarà realizzato l’intero bacino sud della provincia di Lecco sarà completamente paralizzato dal traffico rendendo complessi e costosi gli spostamenti commerciali, per lavoro, per necessità, per emergenze. Ci pensino bene il/la presidente della Provincia che sarà eletta il 24 gennaio e l’assessore alla viabilità Mattia Micheli.
























