Paderno: don Marco ritorna a Nazareth alla Holy family school

Don Marco durante la celebrazione dell'altro giorno a Paderno
Un guanelliano a Nazareth per continuare la missione che lo vede da ventisette anni in Israele. In Brianza da un paio di settimane, don Marco Riva torna oggi in Israele. Da martedì sarà ancora lui ad aprire le porte della Holy Family School, istituto che i consacrati dell'Opera don Guanella hanno aperto nel dopoguerra. E che don Marco dirige da anni. A due passi dalla chiesa dell'Annunciazione a Maria, l'istituto diretto da Abuna Marco, come lo chiamano nella città che ha visto crescere Gesù Cristo, accoglie oltre duecento bambini arabo-israeliani, tutti con disabilità, alcuni anche gravi. Accolti in quattro padiglioni, gli ospiti, dalla scuola materna alle superiori, vivono alla Holy dalle 7,30 alle 16. Ad aiutare don Marco ci sono Fratel Carlo, valtellinese, e Padre John, indiano. Nonchè 140 tra educatori, maestre e psicoterapeuti. Una decina le aule sensoriali, con proposte e attività anche molto avanzate. "Il nostro è un impegno quotidiano - dice Padre Marco - che ha soprattutto un obiettivo; consentire ai ragazzi di conservare le capacità che possiedono. Perchè questo accada - continua - servono stimoli. Io sono il direttore della parte educativa, ma, come per gli altri miei confratelli, con un valore aggiunto: quello di consacrato dell'Opera Don Guanella".
Gli impegni di don Marco però non finiscono qui, perchè il sacerdote padernese è anche parroco di Mouqueible, venticinque chilometri da Nazareth, a due passi da Jenin (Cisgiordania) nonchè assistente spirituale delle 1200 religiose che vivono in Terra Santa. "La nostra è una piccola comunità - dice don Marco raccontando sua la parrochia - abbiamo però una chiesa e, grazie ai padernesi, dal 2009 anche le campane. l'oratorio dispone anche di un piccolo campo di calcio in erba sintetica, costruito con l'aiuto delle autorità regionali".
"In Israele la situazione è abbastanza tranquilla - ha detto don Marco salutando, dopo l'omelia, i suoi concittadini - nei Paesi intorno è preoccupante. Se apro la finestra vedo la Siria, dove si contano 650mila morti".
Sergio Perego
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