Osnago: la storia della vita amministrativa dal 1490 col ducato fino ai verbali dei notai

Si è tenuta nella serata di venerdì 1 giugno la presentazione della ricerca storica dal titolo "Deputati, Consoli, Podestà e Sindaci ad Osnago", per scoprire le radici più profonde del Comune e delle forme di amministrazione che dal 1490 ad oggi hanno animato e condotto la vita cittadina.

Da sinistra, Daniele Bruschina, il sindaco Paolo Brivio e Marco Brivio

In molti si sono riuniti nella sala civica "Sandro Pertini" dove il sindaco Paolo Brivio ha rivolto un ringraziamento al Prefetto di Lecco, la dottoressa Liliana Baccari, la quale, sebbene impossibilitata a partecipare a causa della preparazione dei festeggiamenti del 2 giugno, ha fatto pervenire al primo cittadino un messaggio di apprezzamento per "un'interessante ricerca storica che è un momento di forte testimonianza di identità civile e riconoscimento dei valori condivisi, consacrati dalla Nostra Costituzione, che sono alla base di ogni comunità civile, primi fra tutti il rispetto della persona, il diritto al lavoro, la solidarietà e la pace". "La serata ha due obiettivi: il primo è quello di presentare una ricerca molto originale ed avvincente, il secondo è che da essa sono nati dei pannelli, appesi in sala civica, che ci permetteranno di tramandare negli anni la memoria della storia da cui veniamo" ha commentato Paolo Brivio.

Curatori e ideatori della ricerca sono stati Marco Brivio e Daniele Bruschina, che si sono impegnati nella ricostruzione della storia del paese lunga ben cinque secoli, mostrando l'evoluzione della rappresentanza politica osnaghese.
"E' bello fare una ricerca ma è anche bello esporla, perchè si spera sempre di dimostrare di aver lavorato bene. Quando si inizia ci vogliono passione, competenze ma anche fortuna, nella speranza di trovare persone interessate. Ho iniziato 15 anni fa una ricerca su Osnago per scrivere la tesi di laurea e da quel momento non ho ancora smesso di valutare le possibilità che questa comunità sa dare" ha commentato il relatore Daniele Bruschina, il quale, citando il francese March Bloch, ha ricordato che lo storico deve essere come l'orco, pronto ad accorrere non appena sente odore di umanità.

"La comunità di Osnago offre per chi vuole impratichirsi con il mestiere di storico un laboratorio eccezionale, perché ha la dimensione giusta per consentire a delle gracili competenze di crescere ogni giorno". Un ringraziamento speciale è stato rivolto a Marco Molgora, al Sindaco e a don Costantino Prina, che ha collaborato fornendo materiale nella ricostruzione storica di tutte le famiglie degli ultimi 70 anni.

"Il 2 giugno festeggiamo la nostra vita civile nella libertà conquistata, ma c'è una Repubblica che comprende non solo noi come cittadini, ma che ci unisce ai nostri avi. Una comunità è un sodalizio che non si può interrompere tra noi viventi e coloro che non ci sono più. Queste due cose stanno insieme, perdendo l'una perdiamo l'altra, per vivere una RES PUBBLICA, una cosa comune".

Il primo amministratore risale al 1490, quando il Comune era inserito in un Ducato, nella compagine politica del Sacro Romano Impero, epoca in cui il rappresentante non era espressione della volontà popolare come l'odierno sindaco nel sistema repubblicano, ma l'ultima voce di una catena che partiva dal centro per giungere alla periferia.
In un cinquecento molto difficile caratterizzato da attacchi militari dovuti a una contesa politico-militare, nel sedicesimo secolo la cittadina di Osnago venne assoggettata al dominio spagnolo, ricoprendo un ruolo cruciale nel regno per via della posizione fondamentale.

Da sinistra, Marco Molgora, Paolo Strina, Angelo Bonanomi e Giorgia Razza

Nel 1700 il governo austriaco si sostituì a quello di Madrid, e con il catasto di Maria Teresa d'Austria si riconobbe un primo valore all'amministrazione locale. Venne creato un "convocato", espressione dei proprietari terrieri della zona a cui era demandata l'amministrazione del territorio. Questa amministrazione non tenne però conto dei bisogni dei sudditi ma si ottimizzarono le caratteristiche economiche del paese affinché si producessero risorse che avvantaggiassero l'impero.
La situazione osnaghese sembrò migliorare perché il catasto teresiano prevedeva un'imposta fissa, punendo chiunque non facesse fruttare il proprio terreno. Questo processo riguardò dunque non l'intera popolazione, ma i grandi proprietari terrieri, soprattutto il conte. Dopo un momento deleterio dovuto alle invasioni napoleoniche, con l'unificazione italiana venne ampliato il sistema amministrativo piemontese fortemente accentrato, ponendo all'ultimo livello la figura del sindaco, scelto tra una rosa di nomi.

Da sinistra, Marco Brivio e Daniele Bruschina

Dopo il podestà di epoca fascista, con la Repubblica si verificò una "rivoluzione copernicana dell'amministrazione", grazie alla quale ciascun cittadino riuscì ad eleggere i propri rappresentanti a suffragio universale. Il dottor Marco Brivio ha invece evidenziato che l'indagine è stata una vera e propria ricerca di un ago nel pagliaio, essendo particolarmente difficile l'accesso ai documenti del periodo dal 1400 al 1700 perché non esisteva un fondo organico di verbali di assemblee o votazioni.
Questo perché all'epoca la comunità si riuniva nella pubblica piazza, l'attuale piazza dell'acquedotto vecchio, per deliberare con almeno 2/3 dei capifamiglia, titolari della patria potestà sui figli. La verbalizzazione avveniva grazie a un notaio, figura pubblica che conservava i registri presso di sé.

Per quanto riguarda le principali cariche durante l'ancien régime, i consoli avevano carica annuale e rappresentavano la comunità nella maggior parte delle questioni, possedendo inoltre funzioni di polizia e di tutela dell'ordine pubblico. Per molto tempo ad Osnago regnò una sorta di anarchia, senza che venisse nominato alcun console. Il Sindaco doveva essere in possesso di un certo grado di istruzione per svolgere invece compiti di contabilità e di amministrazione.
La riforma di Maria Teresa introdusse nel 1757 la figura del deputato dell'estimo, con compiti di ordinaria amministrazione, il quale, in comunità più grandi, nominava il sindaco e i consoli. E' stato inoltre mostrato il primo verbale di assemblea osnaghese rogato dal notaio, ed è stata illustrata l'egemonia della dinastia dei Buratti nel 1700.

Il Sindaco Paolo Brivio e al microfono l'assessore Maria Grazia Caglio

A conclusione della serata, i relatori, gli ex sindaci osnaghesi Angelo Bonanomi, Marco Molgora e Paolo Strina e la sindaca del consiglio sovracomunale dei ragazzi e delle ragazze Giorgia Razza hanno scoperto i pannelli coperti dal tricolore, i quali riportano mezzo millennio di storia con cognomi ricorrenti, tramandati sino ad oggi e gli annulli postali nonché monete celebrative donate da un cittadino.
Prima di concludere con un brindisi alla Repubblica offerto dalla Arci La Lo.Co., in occasione del 70esimo anniversario della Costituzione Italiana, vi sono state alcune brevi letture, tra cui l'intervista di Carlo Alberto dalla Chiesa a Oscar Luigi Scalfaro e il messaggio di fine anno del 1979 di Sandro Pertini, le quali sottendono come filo conduttore l'importanza della Repubblica e della legge fondamentale dello Stato Italiano.

Daniele Bruschina e Marco Brivio


"Noi tutti siamo portatori di un'identità e siamo chiamati a misurarci con i cambiamenti della storia. I rapporti tra la rappresentanza centrale e locale sono mutati nel tempo, nella necessità di rappresentare dal basso i bisogni e le risorse della comunità. Noi come persone siamo una costante dialettica con gli altri, con l'ambiente sociale e con la natura che ci circonda. La stessa Costituzione descrive un mondo di relazioni nel segno della mutualità. Se si imbraccia la cultura del primato tipica del 1900, si rischia di ripercorrere un crine pericoloso. Bisogna proseguire nel cammino dei Nostri Padri" ha concluso il primo cittadino.

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Giulia Melotti Garibaldi
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