Luca Perego detto il Pozzo e il borgo medioevale di Perego
Voglio scrivere quest'articolo perché con l'unione dei comuni di Rovagnate e appunto Perego, nel nuovo comune della Valletta Brianza, rischiamo di perdere questo nome PEREGO e ciò non è sicuramente giusto. Non mi si fraintenda, sono stato e sono favorevole e non sono tra i cittadini scontenti, alla fusione. Mi rammarico ancora che Santa Maria Hoè, se ne sia tirata fuori, ma forse oltre alla fretta di cambiare tutti i cartelli in La Valletta Brianza, valeva e vale la pena di mettere dei nuovi cartelli più piccoli sicuramente, ma in cui si faccia menzione dei nomi di quei piccoli gioielli che il nostro comune nasconde, Perego, Bernaga, Lissolo le due Galbusera, Bagaggera, Rovagnate ecc.
Come trovate scritto un po ovunque il nome di Perego ha origine incerta e di difficile lettura, qualcuno lo vuole derivare da Pelagus, che in latino ha il significato di luogo lacustre, bagnato paludoso noi mi soffermo sull'origine del toponimo che gli studiosi come detto non hanno ancora spiegato.
Il primo documento scritto come potete leggere anche su una breve storia del paese, all'ingresso della nuova parrocchiale, è un documento della fine del secolo XI sec. in cui si nomina un certo Wulielmus da Pelago in un atto di successione dell'arcivescovo di Milano in favore della Chiesa plebana di Varese. Da questo piccolo borgo ha origine una delle famiglie nobili e più importanti di tutto il Ducato di Milano i Perego appunto che hanno dato alla stato di Milano avvocati e dottori. Di questa famiglia il più noto esponente è stato l'arcivescovo di Milano Leone sec. XIII
E stato però dimenticato che a Perego è nato e poi anche morto il Capitano di Ventura Luca Perego detto il Pozzo (1492-1562). Questo condottiero combatte in tutta l'Italia settentrionale e perfino in Germania; prima contro e poi con l'Impero. Per una dettagliata cronistoria della sua vita vi rimando qui : http://condottieridiventura.it/pozzo/
Se si andasse a spulciare nei registri parrocchiali si troverebbero ancora dei legati perpetui a suo nome, e un testamento probabilmente di un suo discendente. Ho voluto parlare del condottiero Pozzo, perché in questo modo spieghiamo l'origine del gioiello più prezioso di Perego il cosi detto Palazz (Palazzo) cioè il chiostro di Perego. Infatti questa imponente costruzione è con tutta probabilità (anche se non abbiamo per ora documenti a conferma) la casa dei Pozzo in cui dimorò anche San Carlo durante la visita pastorale del 1576. Solo un uomo della fama e anche della cultura e della rendita (325 denari annui) di Luca Pozzo, combattente per lungo tempo anche a Firenze (nel pieno rinascimento) poteva concepire un vero palazzo signorile di questa fattura. Ne rimangono a testimonianza le colonne del chiostro soprattutto quelle del balcone superiore, l'affresco con lo stemma di Gianluca sormontato dall'elmo (fu fatto infatti Cavaliere dell'impero da Carlo V) e la profonda simmetria della struttura in parte stravolta dalla costruzione del Campanile e della Nuova Parrocchiale e l'affresco della Crocifissione che nei personaggi rimanda anche alle crocefissioni dell'area Germanica e Olandese di quegli anni.
Probabilmente visse poco all'interno del Palazzo un anno se vogliamo credere alla data dell'architrave del portone 1561, ma con buona sicurezza vi mori. Sarebbe interessante verificare se nei registri parrocchiali di Rovagnate (allora Parrocchia a cui faceva capo anche Perego) vi sia qualche menzione dell'accaduto.
Con buona sicurezza fu sepolto nell'allora Chiesa di San Giovanni Ev. (non ancora parrocchia).
Infatti all'interno della antica Chiesa, sulla sinistra sotto una nicchia che conteneva la statua di San luigi vi era affissa una lapide in marmo verde che parla appunto del capitano Pozzo. Durante i lavori di restauro quasi 25 anni fa, fu scavato al di sotto della stessa ma non fu trovato nulla. Ora quello che rimane della lapide lo si trova posto all'interno delle due finestre chiuse ai lati dell'ingresso principale.
Due a mio parere i possibili luoghi di sepoltura , che sia dietro la parete citata, oppure che sue fossero le ossa rinvenute qualche decennio prima dell'allora parroco Don Giovanni Premoli, quando si decise di aprire un passaggio tra la cappella di destra e la porta laterale della chiesa; infatti solitamente le lapidi tombali erano poste all'interno dei muri laterali delle cappelle.
Le ossa furono poi traslate al cimitero di Perego all'interno della cappella dei sacerdoti dallo stesso Don Premoli.
Possiamo essere però sicuri che non nacque all'interno del Palazzo ma di quello che è l'altra perla di Perego, il castello con le sue torri come afferma Don Giovanni Dozio, dicendo inoltre che era uno dei più bei castelli della Brianza. Del castello sappiamo poco o niente se non appunto le brevi righe del Dozio e che fu perduto e poi riconquistato in un giorno durante il settembre del 1527 sec. dal Medeghino (Gian Giacomo Medici).
Questa la storia dei fatti di quel giorno:
Dal Monte di Brianza scaccia i presidi degli avversari e pone, al solito, forti taglie sugli abitanti del circondario per procurarsi il denaro per le paghe delle sue truppe (il Medici). Un suo commissario, Martino da Mondonico, è contattato da Antonio di Leyva affinché gli consegni il castello di Perego alla cui difesa si trova il Pozzo. Il commissario fa legare, come se fossero dei malfattori, alcuni dei suoi uomini, si presenta a sera tardi a Perego e prega il castellano di custodire i prigionieri. Il Pozzo li fa entrare. Durante la notte Martino da Mondonico slega i suoi compagni darme e si impadronisce del castello a nome degli imperiali. Gian Giacomo dei Medici gli invia subito contro Niccolò Pelliccione che recupera il castello, cattura il traditore ed i suoi uomini. Tutti sono condotti a Monguzzo: Martino da Mondonico è torturato e, dopo avere rivelato la sua trama, è fatto morire arrotolandolo vivo; gli altri sono impiccati.
Come abbiamo letto, torna il nome del Pozzo che è intimamente legato a questo Borgo ma che purtroppo per le alterne vicende della storia è stato dimenticato.
Nei secoli successivi sia il castello che il palazzo subiscono un lento declino, ma il paese resta un libero comune e non verrà mai infeudato, a differenza del comune vicino di Rovagnate che verrà dato ai Delfinoni-Arrigoni
Dalle risposte fornite nel 1751 ai 45 quesiti della real giunta del censimento, si desume che a quel tempo la comunità di Perego con Cassina Roncaria, compresa nella pieve di Missaglia, non era infeudata e non pagava mezzannata. Non vi risiedeva iusdicente nè regio nè feudale; di consueto la giustizia restava amministrata dal vicario della Martesana, presso la cui banca criminale prestava il console il suo annuale giuramento, pagando all'attuario soldi 18.3.
Per quanto riguarda gli organi e gli aspetti della vita amministrativa, la comunità, che aveva allora 214 abitanti più i 93 di Cassina Roncaria, non aveva consiglio ma solo il cancelliere, che formava i riparti, poi firmati dal primo estimato o suo delegato; il cancelliere, allora residente a Monticello, aveva un salario annuo di lire 21.21; l'esattore restava eletto con i voti di due terzi degli uomini del comune (Risposte ai 45 quesiti, 1751, Perego).
Per una storia più dettagliata del castello e della sua storia architettonica vi rimando al breve volume La casa delle torri dell'Architetto Sala.
Vorrei dare infine un consiglio, forse l'amministrazione potrebbe valutare di nominare l'attuale via Roma oppure la piazza a questo illustre concittadino dimenticato Cav. Luca Perego detto il Pozzo Condottiero di Ventura. Sperando che la nuova piazza in fase di sistemazione perda un po' di asfalto e recuperi qualcosa del suo Risciul e della fama che aveva nei tempi passati.
Come trovate scritto un po ovunque il nome di Perego ha origine incerta e di difficile lettura, qualcuno lo vuole derivare da Pelagus, che in latino ha il significato di luogo lacustre, bagnato paludoso noi mi soffermo sull'origine del toponimo che gli studiosi come detto non hanno ancora spiegato.
Il primo documento scritto come potete leggere anche su una breve storia del paese, all'ingresso della nuova parrocchiale, è un documento della fine del secolo XI sec. in cui si nomina un certo Wulielmus da Pelago in un atto di successione dell'arcivescovo di Milano in favore della Chiesa plebana di Varese. Da questo piccolo borgo ha origine una delle famiglie nobili e più importanti di tutto il Ducato di Milano i Perego appunto che hanno dato alla stato di Milano avvocati e dottori. Di questa famiglia il più noto esponente è stato l'arcivescovo di Milano Leone sec. XIII
E stato però dimenticato che a Perego è nato e poi anche morto il Capitano di Ventura Luca Perego detto il Pozzo (1492-1562). Questo condottiero combatte in tutta l'Italia settentrionale e perfino in Germania; prima contro e poi con l'Impero. Per una dettagliata cronistoria della sua vita vi rimando qui : http://condottieridiventura.it/pozzo/
Se si andasse a spulciare nei registri parrocchiali si troverebbero ancora dei legati perpetui a suo nome, e un testamento probabilmente di un suo discendente. Ho voluto parlare del condottiero Pozzo, perché in questo modo spieghiamo l'origine del gioiello più prezioso di Perego il cosi detto Palazz (Palazzo) cioè il chiostro di Perego. Infatti questa imponente costruzione è con tutta probabilità (anche se non abbiamo per ora documenti a conferma) la casa dei Pozzo in cui dimorò anche San Carlo durante la visita pastorale del 1576. Solo un uomo della fama e anche della cultura e della rendita (325 denari annui) di Luca Pozzo, combattente per lungo tempo anche a Firenze (nel pieno rinascimento) poteva concepire un vero palazzo signorile di questa fattura. Ne rimangono a testimonianza le colonne del chiostro soprattutto quelle del balcone superiore, l'affresco con lo stemma di Gianluca sormontato dall'elmo (fu fatto infatti Cavaliere dell'impero da Carlo V) e la profonda simmetria della struttura in parte stravolta dalla costruzione del Campanile e della Nuova Parrocchiale e l'affresco della Crocifissione che nei personaggi rimanda anche alle crocefissioni dell'area Germanica e Olandese di quegli anni.
Probabilmente visse poco all'interno del Palazzo un anno se vogliamo credere alla data dell'architrave del portone 1561, ma con buona sicurezza vi mori. Sarebbe interessante verificare se nei registri parrocchiali di Rovagnate (allora Parrocchia a cui faceva capo anche Perego) vi sia qualche menzione dell'accaduto.
Con buona sicurezza fu sepolto nell'allora Chiesa di San Giovanni Ev. (non ancora parrocchia).
Infatti all'interno della antica Chiesa, sulla sinistra sotto una nicchia che conteneva la statua di San luigi vi era affissa una lapide in marmo verde che parla appunto del capitano Pozzo. Durante i lavori di restauro quasi 25 anni fa, fu scavato al di sotto della stessa ma non fu trovato nulla. Ora quello che rimane della lapide lo si trova posto all'interno delle due finestre chiuse ai lati dell'ingresso principale.
Due a mio parere i possibili luoghi di sepoltura , che sia dietro la parete citata, oppure che sue fossero le ossa rinvenute qualche decennio prima dell'allora parroco Don Giovanni Premoli, quando si decise di aprire un passaggio tra la cappella di destra e la porta laterale della chiesa; infatti solitamente le lapidi tombali erano poste all'interno dei muri laterali delle cappelle.
Le ossa furono poi traslate al cimitero di Perego all'interno della cappella dei sacerdoti dallo stesso Don Premoli.
Possiamo essere però sicuri che non nacque all'interno del Palazzo ma di quello che è l'altra perla di Perego, il castello con le sue torri come afferma Don Giovanni Dozio, dicendo inoltre che era uno dei più bei castelli della Brianza. Del castello sappiamo poco o niente se non appunto le brevi righe del Dozio e che fu perduto e poi riconquistato in un giorno durante il settembre del 1527 sec. dal Medeghino (Gian Giacomo Medici).
Questa la storia dei fatti di quel giorno:
Dal Monte di Brianza scaccia i presidi degli avversari e pone, al solito, forti taglie sugli abitanti del circondario per procurarsi il denaro per le paghe delle sue truppe (il Medici). Un suo commissario, Martino da Mondonico, è contattato da Antonio di Leyva affinché gli consegni il castello di Perego alla cui difesa si trova il Pozzo. Il commissario fa legare, come se fossero dei malfattori, alcuni dei suoi uomini, si presenta a sera tardi a Perego e prega il castellano di custodire i prigionieri. Il Pozzo li fa entrare. Durante la notte Martino da Mondonico slega i suoi compagni darme e si impadronisce del castello a nome degli imperiali. Gian Giacomo dei Medici gli invia subito contro Niccolò Pelliccione che recupera il castello, cattura il traditore ed i suoi uomini. Tutti sono condotti a Monguzzo: Martino da Mondonico è torturato e, dopo avere rivelato la sua trama, è fatto morire arrotolandolo vivo; gli altri sono impiccati.
Come abbiamo letto, torna il nome del Pozzo che è intimamente legato a questo Borgo ma che purtroppo per le alterne vicende della storia è stato dimenticato.
Nei secoli successivi sia il castello che il palazzo subiscono un lento declino, ma il paese resta un libero comune e non verrà mai infeudato, a differenza del comune vicino di Rovagnate che verrà dato ai Delfinoni-Arrigoni
Dalle risposte fornite nel 1751 ai 45 quesiti della real giunta del censimento, si desume che a quel tempo la comunità di Perego con Cassina Roncaria, compresa nella pieve di Missaglia, non era infeudata e non pagava mezzannata. Non vi risiedeva iusdicente nè regio nè feudale; di consueto la giustizia restava amministrata dal vicario della Martesana, presso la cui banca criminale prestava il console il suo annuale giuramento, pagando all'attuario soldi 18.3.
Per quanto riguarda gli organi e gli aspetti della vita amministrativa, la comunità, che aveva allora 214 abitanti più i 93 di Cassina Roncaria, non aveva consiglio ma solo il cancelliere, che formava i riparti, poi firmati dal primo estimato o suo delegato; il cancelliere, allora residente a Monticello, aveva un salario annuo di lire 21.21; l'esattore restava eletto con i voti di due terzi degli uomini del comune (Risposte ai 45 quesiti, 1751, Perego).
Per una storia più dettagliata del castello e della sua storia architettonica vi rimando al breve volume La casa delle torri dell'Architetto Sala.
Vorrei dare infine un consiglio, forse l'amministrazione potrebbe valutare di nominare l'attuale via Roma oppure la piazza a questo illustre concittadino dimenticato Cav. Luca Perego detto il Pozzo Condottiero di Ventura. Sperando che la nuova piazza in fase di sistemazione perda un po' di asfalto e recuperi qualcosa del suo Risciul e della fama che aveva nei tempi passati.
Anonimo della Valletta Brianza
























