Pagnano: è morto a 50 anni don Renato Mauri. Missionario del Pime dopo le Filippine aveva servito a Sassari e Livigno
Si è spento nella notte in cui il Dio a cui lui aveva votato la sua vita, ha deciso 2000 anni fa di venire al mondo. Un paradosso ma, forse, per un sacerdote una data e una fine terrena intrise di grande significato.
Don Renato Mauri, 50 anni, è spirato dopo una malattia che non gli ha lasciato scampo, a Livigno ultima sua parrocchia dove era stato destinato a esercitare il ministero. Qui nella giornata di martedì 27 dicembre, alle ore 14.30 si svolgeranno i funerali che precederanno la sepoltura nella medesima città. Don Renato, però, aveva nelle vene sangue meratese. Nato a Desio, era cresciuto a Pagnano, a Calco (paese dove il padre faceva il calzolaio) aveva frequentato le scuole medie, poi si era iscritto ai Salesiani di Sesto San Giovanni ed infine era entrato in seminario, con il sogno di diventare sacerdote missionario. Sogno avveratosi nel 1992 anno di consacrazione per mano dell'allora arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini. In frazione aveva celebrato la prima Messa e poi era stato destinato nelle Filippine.
Qui era rimasto qualche anno a Mindanao per poi fare rientro in Italia ed essere assegnato alla comunità della Sacra Famiglia di Sassari dove lo aveva raggiunto il papà, vedovo (la mamma non aveva avuto la gioia di vedere la sua consacrazione), deceduto qualche anno dopo e sepolto a Pagnano, accanto alla consorte. Dal mare Don Renato era passato alle montagne raggiungendo Livigno da dove poi avrebbe dovuto fare il suo ingresso nella diocesi di Como. Il sopraggiungere della malattia e l'aggravarsi delle sue condizioni di salute hanno però chiuso in fretta il suo cammino terreno. Giovedì sera nella chiesa di Pagnano alle ore 20.30 si terrà un momento di preghiera mentre domani ai funerali una rappresentanza meratese raggiungerà Livigno per portare l'estremo saluto al sacerdote.

Don Renato Mauri, 50 anni, è spirato dopo una malattia che non gli ha lasciato scampo, a Livigno ultima sua parrocchia dove era stato destinato a esercitare il ministero. Qui nella giornata di martedì 27 dicembre, alle ore 14.30 si svolgeranno i funerali che precederanno la sepoltura nella medesima città. Don Renato, però, aveva nelle vene sangue meratese. Nato a Desio, era cresciuto a Pagnano, a Calco (paese dove il padre faceva il calzolaio) aveva frequentato le scuole medie, poi si era iscritto ai Salesiani di Sesto San Giovanni ed infine era entrato in seminario, con il sogno di diventare sacerdote missionario. Sogno avveratosi nel 1992 anno di consacrazione per mano dell'allora arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini. In frazione aveva celebrato la prima Messa e poi era stato destinato nelle Filippine.

Qui era rimasto qualche anno a Mindanao per poi fare rientro in Italia ed essere assegnato alla comunità della Sacra Famiglia di Sassari dove lo aveva raggiunto il papà, vedovo (la mamma non aveva avuto la gioia di vedere la sua consacrazione), deceduto qualche anno dopo e sepolto a Pagnano, accanto alla consorte. Dal mare Don Renato era passato alle montagne raggiungendo Livigno da dove poi avrebbe dovuto fare il suo ingresso nella diocesi di Como. Il sopraggiungere della malattia e l'aggravarsi delle sue condizioni di salute hanno però chiuso in fretta il suo cammino terreno. Giovedì sera nella chiesa di Pagnano alle ore 20.30 si terrà un momento di preghiera mentre domani ai funerali una rappresentanza meratese raggiungerà Livigno per portare l'estremo saluto al sacerdote.

L’articolo che don Renato aveva scritto nel 1992, pubblicato
sull’Informatore Parrocchiale di Pagnano (giugno 1992) – edizione speciale per la sua Prima Messa
























