Airuno: casa di appuntamenti. I carabinieri smantellano il giro e denunciano una donna

Il continuo via vai di uomini, a diverse ore del giorno e della notte, così come la presenza di donne straniere, che soggiornavano per alcune ore e poi se ne andavano, aveva indotto i residenti della zona a segnalare i movimenti ai carabinieri. E ci è voluto poco per capire che in quell'appartamento di Airuno si svolgeva un'intensa attività di meretricio. A smantellare il giro sono stati i militari della Compagnia di Merate, coordinati dal capitano Giorgio Santacroce, che hanno così denunciato una 49enne originaria della repubblica dominicana, ma residente a Riva del Garda, con l'accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.
Le indagini, come dicevamo, sono partite a seguito delle segnalazioni che indicavano un appartamento di Airuno quale luogo per incontri tra donne straniere e diversi uomini che, giunti in auto, salivano nei locali, si trattenevano per una o più ore e poi se ne andavano. I carabinieri hanno così dato avvio a una serie di accertamenti, escludendo anzitutto coinvolgimenti in capo al proprietario dell'immobile, e concentrando dunque l'attività sulle inquiline. Gli appostamenti messi in atto presso l'appartamento hanno permesso di appurare che il via vai di persone era costituito per lo più da uomini provenienti da fuori provincia che si intrattenevano nell'appartamento per qualche ora e poi se ne andavano. Un andirivieni sospetto che ha avuto conferma anche nelle dichiarazioni di alcuni clienti, fermati all'uscita al termine della prestazione  e testimoni di quanto accadeva all'interno dell'immobile. Gli appostamenti messi in atto per diverse settimane hanno però subito un'accelerazione in questi giorni per via della notizia che le inquiline avrebbero lasciato la casa entro pochi giorni. L'altro pomeriggio i militari della stazione di Brivio si sono così appostati all'esterno dell'appartamento, hanno aspettato che l'ultimo cliente uscisse e hanno fatto scattare il blitz entrando nei locali e identificando la donna 49enne, poi denunciata, così come la connazionale di 29 anni, risultata coinquilina e di professione prostituta. Stando a quanto si è appurato la più "anziana" delle due aveva dato ospitalità alla giovane, gestendo i suoi appuntamenti e ricevendo parte degli introiti.
Le due ricevevano dai 6 agli 8 clienti al giorno per un ricavo che si aggirava dai 500 ai 1000 euro al giorno. Le indagini, tuttavia, non sono terminate poiché i militari stanno effettuando una serie di accertamenti per stabilire dove gli introiti venivano dirottati e se in epoca recente oltre alla 29enne ci fossero state altre prostitute in "servizio" nell'appartamento di Airuno.
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