Montevecchia: intraprendenza e tecnologia cuore di ''Elemaster''

Dopo la Tunisia, gli Usa, l’India e la Cina, dove nel 2012 ha aperto nuove aziende, tra il 2013 e il 2016 Elemaster vuole allargare la produzione anche agli altri Paesi del Brics. Russia, Brasile e SudAfrica sono infatti le parti del mondo in cui l’azienda di Lomagna vuole aprire nuove sedi. Lo hanno spiegato Luca Ceppi e Claudio Accorsi, dirigenti dell’area facility manager e sviluppo, invitati dal Rotary di Merate, ad illustrare ai soci i programmi dell’azienda di via Garcia Lorca. Colpito da influenza, Gabriele Cogliati, fondatore e presidente, non ha potuto partecipare.

Da sinistra Claudio Accorsi, Luca Ceppi e Dario Francescatti del Rotary

 "Signori, per qualche anno qui di lavoro ce ne sarà poco. Non ci resta che rimboccarci le maniche, prendere le nostre valigette e ricominciare a girare il mondo". Così, parola più parola meno, nell'estate 2011 Gabriele Cogliati, aveva aperto a Lomagna una riunione con i suoi più stretti collaboratori. "Noi lo abbiamo ascoltato – hanno spiegato Ceppi e Accorsi - e insieme a lui abbiamo ricominciato a girare il mondo. Quelli che vi presenteremo stasera sono i risultati di 35 anni di lavoro (che verranno festeggiati il 1 ottobre) ovvero passato, presente e futuro dell’azienda. In particolare quello che abbiamo realizzato nel 2012 e i programmi futuri". E’ stata ripercorsa da Ceppi la storia dell'azienda, specializzata nella progettazione e realizzazione di elettronica avanzata mentre ad illustrare i programmi del prossimo triennio, arrivando fino al 2020, ci ha pensato Accorsi. "Due anni fa Cogliati aveva letto uno studio di settore sulla globalizzazione. Non ci aveva dormito la notte. Il grafico registrava la situazione dei settori in sviluppo nel mondo. Da una parte c'era l'elenco dei Paesi che producevano idee e tecnologia. Dall'altra quelli che la utilizzavano. L'Italia non c’era mai, in nessuno dei due lati. Il mattino dopo ci aveva riunito: "Se il lavoro non arriva in Italia, o Europa, dobbiamo andare a cercarcelo, era stato l’esordio. Qualche mese dopo eravamo negli USA, ad Atlanta in Georgia, dove in joint venture, aprimmo Elesienna. Seguirono India con Eleavalon e in Cina con Elemechtron. In Tunisia avevamo aperto Eleonetech. Ai 500 dipendenti di Lomagna, dove nel 2006 ci eravamo trasferiti da Montevecchia, nel 2012 se ne sono aggiunti altrettanti. Siamo diventati 1000. Trecento in Tunisia. Gli altri duecento tra USA, India e Cina. E stiamo ancora assumendo.

Gabriele Cogliati fondatore e presidente di Elemaster

L'idea vincente di Cogliati è stata quella di produrre in loco per il mercato locale. “We are where you are; Noi siamo dove voi siete è lo slogan dettato da quell’intuizione vincente. Elemaster - ha spiegato ancora Accorsi - non possiede brevetti o prodotti. Siamo un'azienda al servizio del cliente. Se ci chiedono un'idea, noi la sviluppiamo, realizzando anche il prodotto. Tutto questo viene poi ceduto, spesso con il know how, ovvero la tecnologia avanzata che abbiamo studiato. A noi rimane la grande professionalità e l'esperienza. E' con quella che stiamo riconquistando fette di mercato. Dobbiamo sottolineare - hanno spiegato Ceppi ed Accorsi - che negli Usa quasi non esiste burocrazia. Con 50 dollari apri un'azienda. In un mese ottieni il nulla osta. Eravamo partiti per Atlanta nel gennaio 2012. In giugno già usciva dalla fabbrica il primo prodotto. In Cina sono stati necessari sei mesi, con un impegno maggiore. In Italia – hanno spiegato i due manager - avevamo telefonato agli organismi preposti per chiedere quali possibilità avessero di darci un aiuto. Risultato: siamo partiti soli, con la nostra valigetta, e soli abbiamo ottenuto le autorizzazioni necessarie ad aprire la fabbrica".
"I programmi dei prossimi tre anni - hanno continuato i dirigenti di Elemaster – prevedono nuove sedi in Russia, Brasile e Sud Africa. Con i risultati già ottenuti in Usa e nei Paesi in cui siamo presenti, abbiamo rafforzato anche la nostra posizione in Europa, I clienti leggono la nostra filosofia come un percorso virtuoso e sono tornati a cercarci. Lavoriamo con la tecnologia molto elevata. La nostra forza sono competenza a professionalità, che si crea partendo dal cacciavite. Quando dobbiamo assemblare un robot con una decina di computer, bisogna sapere dove mettere le mani. Se non portano idee nuovissime da sviluppare, i nuovi assunti passano prima dal laboratorio. Il settore sviluppo e tecnologia è partito nel 2000 con 4 ingegneri. Adesso siamo in 40. Lavoriamo per l'alta velocità, l'aviazione civile, la sanità e la robotica. L'ultima macchina che abbiamo costruito, consente, attraverso l'esame di una cellula (una goccia di sangue) di diagnosticare un tumore. Stiamo lavorandoci per perfezionarla".
Moltissime le domande dalle decine di imprenditori presenti meratesi e brianzoli. "Per Elemaster - hanno concluso Ceppi e Accorsi - il futuro sta nelle nano e bio-tecnologie, nonchè nelle greeen energy. Il petrolio costerà sempre di più, conseguentemente anche i trasporti. La forza di Elemaster sta nella propria professionalità, esperienza e capacità di lavorare sulle idee. "We are where you are”, “Noi siamo dove voi siete”, ovvero produrre in loco per il mercato locale. E’ la nostra filosofia, e finora i risultati ci hanno dato ragione”. 
Sergio Perego
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