Rovagnate: il ricordo di Don Piero in occasione del 45° dalla sua scomparsa

don Piero
Scomparso a soli 41 anni a causa di un tumore alla testa il 7 giugno 1967, don Piero Pointinger lascia un ricordo indelebile all’interno della comunità di Rovagnate e soprattutto nel cuore dei “suoi ragazzi”, quei “ragazzi” che adesso sono poco più che ottantenni, persone che, con lui, avevano condiviso le loro storie, le loro vite e la loro crescita personale e per i quali l’amato sacerdote non era soltanto il parroco del paese, ma prima ancora un amico, una guida e un punto di riferimento. Anche dopo tutti questi anni, i suoi valori e i suoi insegnamenti restano vivi in tutti loro e nella parrocchia, alla quale don Piero si era dedicato con tanto affetto e particolare attenzione.
Proprio “i suoi ragazzi” in questo giorno importante vogliono ricordarlo, con il brano di seguito riportato tratto dagli scritti della nipote.
«Il 6 gennaio 1967 celebri la tua ultima Messa sorretto dai tuoi ragazzi. Il secondo intervento alla testa è servito solo a diminuire la pressione cranica nella sepranza che il dolore si affievolisca. In realtà sarà un crescendo e tu, poco per volta perderai anche l’uso della parola. Continuerai a comunicare, fino all’ultimo, con i tuoi grandi occhi azzurri. Hai quasi raggiunto la vetta del tuo personale Golgota, fra poco anche per te sarà tutto compiuto. Tua sorella ricorda ancora una tua frase quando senza mezze parole le hai chiesto: “Chiara, ci vorrà ancora molto?” e lei, in tutta sincerità, come era d’abitudine tra voi, ti ha risposto: “No” e tu hai proseguito: “Anni?” e lei “No, sarà questione di mesi”. E tu hai concluso: “Meno male, capisco ora chi non riesce a sopportare il male…”.
Gesù mio che lunga attesa questa breve vita.
L’attesa è finita, il 7 giugno 1967 fai ritorno alla casa del Padre. Il dolore che lasci nei cuori di chi ti ha amato è grande ma più grande è l’esempio, è la strada che hai segnato. Adesso occorre continuare a vivere, lavorare, testimoniare la fede in parole e opere»
.

DON PIERO
Nasce a Laveno il 4 dicembre 1925. Frequenta la scuola media e il liceo classico presso il Collegio dei Rosminiani a Stresa.
Entra in seminario a Venegono a 18 anni ed è ordinato sacerdote il 27 giugno 1948. Celebra la Prima Messa in Laveno e sull'immagine-ricordo scrive "Dio dei miei vent'anni, conservami la giovinezza del cuore per amarti sempre come oggi".
Viene destinato subito a Rovagnate, ai giovani dice "Non venite da me solo nei giorni degli incontri, vi voglio in casa mia quando volete, anche ogni giorno".
Tutti notano l''esuberanza dell''azione, la fermezza del comportamento, il calore nei rapporti umani. Predica in modo non sempre facile, ma affascina e anche da fuori molti vengono ad ascoltarlo. Dedica ore ed ore al sacramento della Confessione
E'' un organizzatore intelligente, infaticabile e attento. Sull''erba del prato, dietro la chiesa, inventa l' "Oratorio del cuore", quello senza pareti, senza tetto, senza strutture, ma ricco di idee, di entusiasmo, di speranze. Organizza le vacanze estive in montagna per i giovani, si fa aiutare dai giovani a costruire un campo sportivo particolare, che viene chiamato "Stadio Idealità"
Fonda L' "ARS" con il preciso intento di offrire ai giovani la possibilità di fare sport, ma soprattutto di crescere cristianamente
Si preoccupa di dare, a chi non l''ha, una casa dignitosa e accogliente. Organizza corsi di recupero per il conseguimento della licenza elementare e media. Si batte con tenacia per istituire a Rovagnate la scuola media statale. Oggi la scuola, realizzata anche grazie al suo impegno, porta il suo nome
Vengono pubblicate alcune opere di Don Piero, testimonianza di una vita vissuta nell'obbedienza alla volontà del Signore, anche attraverso grandi prove. Nell'introduzione ad una raccolta di meditazioni sulla Passione di Cristo confessa: "Ho scritto quello che il mio cuore ha potuto vedere. Ho scritto solo per un impegno di tenerezza. Ho scritto con la speranza di testimoniare la stupenda bellezza dell'amore del Padre".
    1962: inizia la salita al suo personale Calvario. Primo ricovero all'ospedale di Garbagnate Milanese.
    1963: primo intervento chirurgico alla testa
    1965: secondo intervento chirurgico alla testa
    1966: la terribile malattia lo priva dello strumento per lui più importante: la parola
    1967: alla messa dell''Epifania interrompe la predica: non potrà  più né predicare, né parlare.
Il 7 giugno 1967, consumato dal male, muore a Rovagnate, offrendo al Padre la sua povertà e i suoi sogni
Profeticamente aveva previsto la sua morte anni prima, commentando la XII stazione della Via Crucis: "Se mi sosterrà un'immensa fiducia in Te, forse anch'io avrò il coraggio di morire pezzo per pezzo, in una forma terribile, proprio perché giorno per giorno, ma appoggiato a Te, Signore!"

dal sito dell'Ars Rovagnate

Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.