Airuno: una nuova targa per commemorare i caduti delle guerre
Domenica 8 novembre Airuno e la frazione di Aizurro si sono riunite per celebrare il IV Novembre, la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, rendendo omaggio a quanti hanno servito il Paese e sacrificato la propria vita per la Patria. Una ricorrenza che, come ogni anno, ha rappresentato un’occasione per rinnovare il ricordo dei caduti e riflettere sul valore della pace, oggi più che mai attuale alla luce dei numerosi conflitti che attraversano lo scenario internazionale.

La mattinata si è aperta con l’inaugurazione di una nuova targa commemorativa collocata nei pressi del municipio dedicata ai caduti di Airuno della Prima guerra mondiale, voluta per custodire il ricordo dei concittadini che non fecero ritorno dal fronte.
Alle 9 il corteo si è poi diretto verso il monumento ai caduti di Piazza IV Novembre accompagnato dalle note del corpo musicale G. Verdi e qui, dopo l’esecuzione dell’Inno di Mameli, sono state deposte le corone d’alloro.
A prendere parola è stato il Sindaco Gianfranco Lavelli: «Oggi ricordiamo innanzitutto tutti i caduti della Prima guerra mondiale, che causò oltre un milione di morti tra i soldati, oltre a un numero imprecisato di feriti e uomini segnati nel fisico e nella mente», ha sottolineato Lavelli, ricordando il sacrificio di quei giovani ai quali fu sottratta la possibilità di costruirsi un futuro e che contribuirono, con la propria vita, alla nascita del Paese. «Viviamo in un mondo libero grazie a loro» ha proseguito.

Secondo Lavelli il ricordo non può limitarsi alla commemorazione ma deve tradursi nella piena consapevolezza di quanto sia terribile ogni guerra: «Ci siamo abituati alla pace, consapevoli che il cammino europeo è stato in questi decenni l'antidoto più forte agli egoismi e ai nazionalismi», ha osservato. Questa condizione però appare oggi tutt’altro che scontata: Lavelli ha richiamato l'attenzione sui numerosi scenari di guerra e tensione che interessano il mondo, menzionando l'invasione russa dell'Ucraina, la drammatica situazione della popolazione palestinese, le tensioni in Medio Oriente e in Libano, senza dimenticare le altre crisi internazionali che rischiano di degenerare. In questo quadro, il pensiero è andato anche ai militari italiani impegnati nelle missioni internazionali, in particolare a quelli che operano sotto la bandiera delle Nazioni Unite per contribuire al mantenimento della pace nelle aree più delicate del pianeta. Nelle sue parole un pensiero è stato rivolto anche ai quattro militari morti nell'incidente dell'elicottero precipitato in Bosnia.
Di fronte a uno scenario internazionale tanto fragile, il sindaco ha quindi ribadito la necessità di un'Unione Europea più forte e coesa, capace di esercitare un ruolo politico autorevole nella difesa dei valori di pace, cooperazione e rispetto dei diritti delle persone e dei popoli: «Occorre completare la costruzione di un'Europa che possa avere una voce autorevole, più unita, coesa e tempestiva di fronte a problemi che non possono essere affrontati e governati con lo sguardo rivolto alla vecchia idea di nazione».

«Il posto dell'Italia non è quello di un semplice passeggero sul treno europeo, ma quello di uno dei paesi che ha contribuito a fondare l'idea stessa di Europa» ha concluso Lavelli.
La celebrazione è proseguita verso il cimitero e con la Santa Messa in suffragio dei Caduti.

La mattinata si è aperta con l’inaugurazione di una nuova targa commemorativa collocata nei pressi del municipio dedicata ai caduti di Airuno della Prima guerra mondiale, voluta per custodire il ricordo dei concittadini che non fecero ritorno dal fronte.
Alle 9 il corteo si è poi diretto verso il monumento ai caduti di Piazza IV Novembre accompagnato dalle note del corpo musicale G. Verdi e qui, dopo l’esecuzione dell’Inno di Mameli, sono state deposte le corone d’alloro.
A prendere parola è stato il Sindaco Gianfranco Lavelli: «Oggi ricordiamo innanzitutto tutti i caduti della Prima guerra mondiale, che causò oltre un milione di morti tra i soldati, oltre a un numero imprecisato di feriti e uomini segnati nel fisico e nella mente», ha sottolineato Lavelli, ricordando il sacrificio di quei giovani ai quali fu sottratta la possibilità di costruirsi un futuro e che contribuirono, con la propria vita, alla nascita del Paese. «Viviamo in un mondo libero grazie a loro» ha proseguito.

Secondo Lavelli il ricordo non può limitarsi alla commemorazione ma deve tradursi nella piena consapevolezza di quanto sia terribile ogni guerra: «Ci siamo abituati alla pace, consapevoli che il cammino europeo è stato in questi decenni l'antidoto più forte agli egoismi e ai nazionalismi», ha osservato. Questa condizione però appare oggi tutt’altro che scontata: Lavelli ha richiamato l'attenzione sui numerosi scenari di guerra e tensione che interessano il mondo, menzionando l'invasione russa dell'Ucraina, la drammatica situazione della popolazione palestinese, le tensioni in Medio Oriente e in Libano, senza dimenticare le altre crisi internazionali che rischiano di degenerare. In questo quadro, il pensiero è andato anche ai militari italiani impegnati nelle missioni internazionali, in particolare a quelli che operano sotto la bandiera delle Nazioni Unite per contribuire al mantenimento della pace nelle aree più delicate del pianeta. Nelle sue parole un pensiero è stato rivolto anche ai quattro militari morti nell'incidente dell'elicottero precipitato in Bosnia.
Di fronte a uno scenario internazionale tanto fragile, il sindaco ha quindi ribadito la necessità di un'Unione Europea più forte e coesa, capace di esercitare un ruolo politico autorevole nella difesa dei valori di pace, cooperazione e rispetto dei diritti delle persone e dei popoli: «Occorre completare la costruzione di un'Europa che possa avere una voce autorevole, più unita, coesa e tempestiva di fronte a problemi che non possono essere affrontati e governati con lo sguardo rivolto alla vecchia idea di nazione».

«Il posto dell'Italia non è quello di un semplice passeggero sul treno europeo, ma quello di uno dei paesi che ha contribuito a fondare l'idea stessa di Europa» ha concluso Lavelli.
La celebrazione è proseguita verso il cimitero e con la Santa Messa in suffragio dei Caduti.
F.Ri.
























