La Valletta: il "Comitato NO antenna" incontra i cittadini
C'è chi l'ha definita una «prepotenza», chi una «violenza» e chi, guardando già ai prossimi passaggi amministrativi, si è chiesto se una volta pubblicati i piani delle installazioni previsti per fine novembre, ai cittadini non resterà altro che accettare le decisioni prese. Queste sono solo alcune delle riflessioni emerse giovedì 5 novembre, durante la prima assemblea pubblica del Comitato NO Antenna, nato per contrastare l'installazione dell'impianto Iliad nei pressi del cimitero di Rovagnate.

Durante il confronto i membri del direttivo hanno voluto innanzitutto chiarire la natura della propria contestazione, prendendo le distanze dall'etichetta di gruppo contrario alla tecnologia o allo sviluppo delle infrastrutture per la telefonia mobile: più volte è stato ribadito che il punto non è mettere in discussione la necessità di garantire la copertura del servizio, ma contestare le modalità con cui si è arrivati a individuare e autorizzare proprio quella specifica collocazione, interrogandosi sulla possibilità di individuare un sito alternativo.

«È utopia pensare di fare qualcosa per spostarla? Forse, ma non sarei a posto con me stessa senza averci provato»: è questa la considerazione portata da Monica Sesana, membro del direttivo, che restituisce da una parte la consapevolezza delle difficoltà che attendono i residenti, ma anche la volontà di non fermarsi prima di aver tentato tutte le strade percorribili.
Durante la serata l’avvocato Fontana ha ricostruito il lavoro portato avanti nelle ultime settimane, soffermandosi sulle criticità che a suo giudizio, sarebbero emerse dall'esame della documentazione relativa all'autorizzazione dell'impianto: «Al di là del fastidio e del fatto che non ci piaccia, se ci sono dei profili di illegittimità ci saranno dei danni» ha sottolineato, ribadendo la distinzione tra il dissenso nei confronti dell’antenna e gli eventuali vizi del procedimento.

Stando alla ricostruzione del legale dopo la richiesta di accesso agli atti, la documentazione sarebbe stata consegnata intorno al 23 ottobre, ma non sarebbe risultata completa. Da qui la richiesta di un'integrazione. A tal proposito Fontana ha riferito che Testa, il legale che assiste il Comune, avrebbe chiarito che i documenti mancanti verranno messi a disposizione nei prossimi giorni.
Tra i punti contestati figura il parere della Commissione Paesaggio, sul quale Fontana ha riferito di aver chiesto chiarimenti all'allora presidente, che avrebbe a sua volta trasmesso la richiesta al Comune, ritenendo che spettasse all'ente fornire una risposta. Posizione che il legale ha però contestato, richiamando il ruolo e la responsabilità personale dei componenti della commissione, chiamati a esprimere valutazioni sul contesto in cui si inserisce un intervento: «Se fai parte di una commissione e valuti che c'è un vincolo paesaggistico, circostanza attestata dal verbale, ma poi non ti prendi la briga di fare un sopralluogo per vedere in quale contesto si inserisce l'intervento stai dando un parere che a livello legale può risultare illegittimo», ha affermato.

«Quello che si rileva è che chi ha dato l'autorizzazione ha commesso degli errori. Sono valutazioni non definitive, ma ci sono indizi che qualcosa sia andato storto», ha aggiunto, precisando che si tratta di elementi ancora da approfondire e verificare.
A lasciare perplesso il comitato è anche la risposta ricevuta dal Comune dopo le richieste di intervento: l'amministrazione non avrebbe infatti ravvisato elementi sufficienti per procedere a un riesame del provvedimento. Valutazione ritenuta dai membri insoddisfacente, anche perché la verifica sulla regolarità dell'iter sarebbe stata condotta dagli stessi uffici che avevano seguito il procedimento autorizzativo.

Sul tavolo resta poi la questione della possibile alternativa alla collocazione attuale: proprio su questo aspetto Fontana ha riferito di essere stato ricontattato nella mattinata di giovedì dalla stessa Iliad e, secondo quanto comunicato dall'operatore al legale, il Comune non avrebbe avanzato alcuna richiesta di confronto per valutare un'altra localizzazione dell'impianto, confermando quindi la propria posizione senza avviare un'interlocuzione con la società. Iliad, dal canto suo, dovrebbe effettuare nei prossimi giorni una nuova valutazione della situazione.
La possibilità di proseguire la battaglia intanto dipenderà anche dagli approfondimenti tecnici e dalle scelte che il gruppo deciderà di compiere nelle prossime settimane. Finora, ha spiegato Fontana, il lavoro è stato portato avanti a titolo di cortesia, senza alcuna spesa a carico dei cittadini: «Non è stato speso un centesimo. Anche per una mia scelta di vivere in queste zone mi sono impegnato personalmente per approfondire e studiare la questione», ha raccontato, precisando anche di aver deciso di sospendere qualsiasi tipo di esposizione economica fino a quando un tecnico non avrà verificato la fondatezza degli elementi raccolti.

Se si dovesse arrivare a un'impugnazione del provvedimento nel mese dicembre, sarà necessario definire le modalità con cui organizzare il gruppo dei residenti. Per il momento, ha chiarito il legale, a nessuno è stato chiesto di conferire un mandato, apporre una firma o assumersi responsabilità, ma se i promotori decideranno di proseguire l'ipotesi è quella di costituire un'associazione, soggetto giuridico formalmente legittimato a promuovere un'eventuale azione giudiziaria.
La vicenda nel frattempo sta iniziando a trovare attenzione anche al di fuori dei confini comunali: durante l'assemblea è stato infatti riferito che il comitato è entrato in contatto con altri gruppi impegnati su tematiche analoghe, tra cui una realtà del Lazio che da alcuni anni si occupa di inquinamento elettromagnetico, che avrebbe manifestato apprezzamento per il lavoro avviato dai residenti di La Valletta Brianza. Al di là dei complimenti ricevuti, a detta dei promotori, si tratta di un’importante occasione per allargare il confronto, anche con comunità più lontane ma che si trovano ad affrontare questioni simili.
Nel frattempo, mentre si attendono nuovi sviluppi resta aperta la domanda: è ancora possibile trovare una soluzione diversa capace di garantire il servizio di telefonia mobile senza sacrificare il paesaggio?

I membri del direttivo: Monica Besana, Alba Vincenti, Mirko Sironi, avvocato Andrea Fontana, Marco Monga, Mauro Longhi, Luigi Mandelli
Durante il confronto i membri del direttivo hanno voluto innanzitutto chiarire la natura della propria contestazione, prendendo le distanze dall'etichetta di gruppo contrario alla tecnologia o allo sviluppo delle infrastrutture per la telefonia mobile: più volte è stato ribadito che il punto non è mettere in discussione la necessità di garantire la copertura del servizio, ma contestare le modalità con cui si è arrivati a individuare e autorizzare proprio quella specifica collocazione, interrogandosi sulla possibilità di individuare un sito alternativo.

«È utopia pensare di fare qualcosa per spostarla? Forse, ma non sarei a posto con me stessa senza averci provato»: è questa la considerazione portata da Monica Sesana, membro del direttivo, che restituisce da una parte la consapevolezza delle difficoltà che attendono i residenti, ma anche la volontà di non fermarsi prima di aver tentato tutte le strade percorribili.
Durante la serata l’avvocato Fontana ha ricostruito il lavoro portato avanti nelle ultime settimane, soffermandosi sulle criticità che a suo giudizio, sarebbero emerse dall'esame della documentazione relativa all'autorizzazione dell'impianto: «Al di là del fastidio e del fatto che non ci piaccia, se ci sono dei profili di illegittimità ci saranno dei danni» ha sottolineato, ribadendo la distinzione tra il dissenso nei confronti dell’antenna e gli eventuali vizi del procedimento.

L'avvocato Andrea Fontana
Stando alla ricostruzione del legale dopo la richiesta di accesso agli atti, la documentazione sarebbe stata consegnata intorno al 23 ottobre, ma non sarebbe risultata completa. Da qui la richiesta di un'integrazione. A tal proposito Fontana ha riferito che Testa, il legale che assiste il Comune, avrebbe chiarito che i documenti mancanti verranno messi a disposizione nei prossimi giorni.
Tra i punti contestati figura il parere della Commissione Paesaggio, sul quale Fontana ha riferito di aver chiesto chiarimenti all'allora presidente, che avrebbe a sua volta trasmesso la richiesta al Comune, ritenendo che spettasse all'ente fornire una risposta. Posizione che il legale ha però contestato, richiamando il ruolo e la responsabilità personale dei componenti della commissione, chiamati a esprimere valutazioni sul contesto in cui si inserisce un intervento: «Se fai parte di una commissione e valuti che c'è un vincolo paesaggistico, circostanza attestata dal verbale, ma poi non ti prendi la briga di fare un sopralluogo per vedere in quale contesto si inserisce l'intervento stai dando un parere che a livello legale può risultare illegittimo», ha affermato.

«Quello che si rileva è che chi ha dato l'autorizzazione ha commesso degli errori. Sono valutazioni non definitive, ma ci sono indizi che qualcosa sia andato storto», ha aggiunto, precisando che si tratta di elementi ancora da approfondire e verificare.
A lasciare perplesso il comitato è anche la risposta ricevuta dal Comune dopo le richieste di intervento: l'amministrazione non avrebbe infatti ravvisato elementi sufficienti per procedere a un riesame del provvedimento. Valutazione ritenuta dai membri insoddisfacente, anche perché la verifica sulla regolarità dell'iter sarebbe stata condotta dagli stessi uffici che avevano seguito il procedimento autorizzativo.

Sul tavolo resta poi la questione della possibile alternativa alla collocazione attuale: proprio su questo aspetto Fontana ha riferito di essere stato ricontattato nella mattinata di giovedì dalla stessa Iliad e, secondo quanto comunicato dall'operatore al legale, il Comune non avrebbe avanzato alcuna richiesta di confronto per valutare un'altra localizzazione dell'impianto, confermando quindi la propria posizione senza avviare un'interlocuzione con la società. Iliad, dal canto suo, dovrebbe effettuare nei prossimi giorni una nuova valutazione della situazione.
La possibilità di proseguire la battaglia intanto dipenderà anche dagli approfondimenti tecnici e dalle scelte che il gruppo deciderà di compiere nelle prossime settimane. Finora, ha spiegato Fontana, il lavoro è stato portato avanti a titolo di cortesia, senza alcuna spesa a carico dei cittadini: «Non è stato speso un centesimo. Anche per una mia scelta di vivere in queste zone mi sono impegnato personalmente per approfondire e studiare la questione», ha raccontato, precisando anche di aver deciso di sospendere qualsiasi tipo di esposizione economica fino a quando un tecnico non avrà verificato la fondatezza degli elementi raccolti.

Se si dovesse arrivare a un'impugnazione del provvedimento nel mese dicembre, sarà necessario definire le modalità con cui organizzare il gruppo dei residenti. Per il momento, ha chiarito il legale, a nessuno è stato chiesto di conferire un mandato, apporre una firma o assumersi responsabilità, ma se i promotori decideranno di proseguire l'ipotesi è quella di costituire un'associazione, soggetto giuridico formalmente legittimato a promuovere un'eventuale azione giudiziaria.
La vicenda nel frattempo sta iniziando a trovare attenzione anche al di fuori dei confini comunali: durante l'assemblea è stato infatti riferito che il comitato è entrato in contatto con altri gruppi impegnati su tematiche analoghe, tra cui una realtà del Lazio che da alcuni anni si occupa di inquinamento elettromagnetico, che avrebbe manifestato apprezzamento per il lavoro avviato dai residenti di La Valletta Brianza. Al di là dei complimenti ricevuti, a detta dei promotori, si tratta di un’importante occasione per allargare il confronto, anche con comunità più lontane ma che si trovano ad affrontare questioni simili.
Nel frattempo, mentre si attendono nuovi sviluppi resta aperta la domanda: è ancora possibile trovare una soluzione diversa capace di garantire il servizio di telefonia mobile senza sacrificare il paesaggio?
F.Ri.

























