La Valletta: l’Ente nulla può fare, solo colorare l’antenna
Non basta non condividere la posizione scelta per un'antenna né ritenerla poco opportuna dal punto di vista paesaggistico per poter intervenire sulla sua installazione: è questa, in estrema sintesi, la posizione che ha ribadito il sindaco Alberto Valli in apertura della seduta di martedì 3 novembre, dove la Commissione consiliare Funzioni comunali fondamentali è stata convocata per fare chiarezza sulla vicenda del ripetitore Iliad sorto nei pressi del cimitero di Rovagnate, in Via Papa Giovanni XXIII. Un incontro al quale ha preso parte anche Alfio Turco, rappresentante di Polab, la società specializzata in elettromagnetismo ambientale e pianificazione delle reti di telefonia mobile, chiamato a illustrare il quadro normativo e il percorso tecnico che ha condotto all'individuazione dell'area.

Ad aprire la serata è stato proprio il primo cittadino, che ha voluto ricostruire le ragioni alla base della posizione assunta dall'amministrazione dopo le richieste di accesso agli atti e le successive istanze presentate dai legali dei cittadini contrari all'impianto. Valli ha ricordato come la pubblica amministrazione disponga di strumenti per intervenire sui propri provvedimenti, ma possa farlo soltanto in presenza di determinati presupposti e entro certi limiti dettati dalla legge: «Abbiamo acquisito dei pareri che, allo stato attuale, non pongono l'amministrazione di fronte a illegittimità sufficientemente fondate per giustificare un annullamento d'ufficio, né a presupposti idonei per una revoca», ha spiegato il sindaco. Una premessa che, ha tenuto a precisare, non significa condividere la localizzazione dell'antenna, né rinunciare a tutelare l'interesse pubblico, ma riconoscere che il Comune deve agire nel rispetto della legge: «Se lo facesse al di fuori di questi presupposti, andrebbe incontro a un'illegalità», ha osservato, aggiungendo che l'amministrazione intende comunque utilizzare gli strumenti che le sono riconosciuti per esercitare la propria funzione di vigilanza.
La convocazione della commissione, ha aggiunto Valli, è nata proprio dall'esigenza di garantire maggiore trasparenza e offrire ai cittadini gli elementi necessari per comprendere una vicenda nella quale, accanto agli aspetti emotivi legati alla presenza di una struttura così imponente, esistono questioni tecniche e normative tutt'altro che semplici.
Assente il comitato NO Antenna, pur essendo stato invitato: «Peccato aver rinunciato a questa opportunità: da questa vicenda abbiamo tutti da imparare» ha commentato il primo cittadino.

A entrare nel merito è stato quindi Alfio Turco, che ha ripercorso l'evoluzione della legislazione in materia di telecomunicazioni. Entrando nel merito della normativa, il tecnico ha ricordato che il legislatore ha stabilito fin dall’inizio due principi fondamentali: da una parte, la telefonia mobile è considerata un'infrastruttura strategica per lo sviluppo del Paese; dall'altra, gli impianti sono equiparati alle opere di urbanizzazione primaria. Questo ridimensiona notevolmente il ruolo dei Comuni: un'amministrazione non può impedire in maniera generalizzata la realizzazione di impianti di telefonia mobile sul proprio territorio, né può decidere di privare una parte della popolazione di un servizio considerato essenziale.
Questo non significa però che gli enti locali non abbiano alcun margine di intervento. Come ha chiarito Turco, il loro compito è quello di disciplinare il corretto inserimento degli impianti sul territorio, cercando di contemperare gli interessi pubblici e privati e di minimizzare l'impatto sulla popolazione. Il Comune, in altre parole, non può decidere se garantire o meno il servizio, ma può concorrere a governare il processo di localizzazione attraverso strumenti di pianificazione individuando aree ritenute preferibili e compatibili con le esigenze urbanistiche e di tutela della popolazione. Il tecnico ha richiamato anche un principio espresso dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato: la pianificazione comunale deve trovare un equilibrio tra i diversi interessi in gioco, da una parte quello pubblico al corretto governo del territorio e dall'altra quello degli operatori privati a garantire la copertura del servizio di telefonia mobile. In quest'ottica le localizzazioni individuate dal Comune rappresentano una possibilità preferenziale anche per gli operatori, ma non costituiscono un vincolo assoluto: questi ultimi possono infatti discostarsene qualora le aree indicate dall'amministrazione non siano in grado di garantire una qualità del servizio equivalente a quella richiesta. Nel caso specifico di Iliad, questo quadro teorico si è tradotto nell’assenza di un sito pubblico alternativo all’interno dell’area di ricerca indicata dall’operatore.

Un’altra questione evidenziata in sala ha riguardato l’impatto elettromagnetico: il tecnico ha chiarito che la distanza da un'abitazione, da sola, non costituisce un indicatore sufficiente per valutare l'esposizione ai campi elettromagnetici, che dipende da diversi fattori, tra cui la posizione e le caratteristiche dell'impianto e la copertura garantita. Questo vuol dire che non è automatico che un edificio più vicino a un impianto sia maggiormente esposto rispetto a uno più distante.
Sul fronte dei controlli, Valli ha riferito che il Comune ha già contattato ARPA chiedendo di effettuare le rilevazioni non appena l'antenna sarà entrata in funzione. L'agenzia avrebbe confermato la propria disponibilità a procedere, previa autorizzazione dei proprietari degli immobili interessati.

Il sindaco ha inoltre ricordato che gli uffici hanno chiesto a Iliad di ottemperare alle prescrizioni della Commissione per il Paesaggio, in particolare per quanto riguarda la colorazione del traliccio, che allo stato attuale dei lavori non risulterebbe ancora conforme.
La discussione si è poi spostata sulla necessità di evitare che una situazione simile si ripeta in futuro: il consigliere Cognetta ha richiamato l'attenzione sulle altre tre richieste di installazione che interesserebbero il territorio comunale (di cui una nella zona industriale di Viale Lombardia), sottolineando l'importanza di garantire ai residenti informazioni tempestive e la possibilità di conoscere le scelte prima che gli iter siano ormai conclusi. Un'esigenza condivisa anche dalla capogruppo di minoranza Anna Maria Perego e dal consigliere Peter Sironi.

Dal confronto è emersa, dunque, la volontà di non limitare la discussione alla sola vicenda di Iliad, ma di utilizzare quanto accaduto per migliorare le modalità di informazione e partecipazione in vista delle future installazioni. Lo stesso Valli ha riconosciuto il dispiacere di non poter intraprendere un'azione più incisiva, invitando tuttavia a non alimentare aspettative che potrebbero non trovare riscontro nelle effettive possibilità amministrative. L'obiettivo, ha spiegato, è continuare a cercare eventuali margini di mitigazione dell'impatto, senza prospettare soluzioni prive di concretezza.
Una volta chiusa la seduta, dal momento che il pubblico pur presente non aveva la possibilità di intervenire durante la discussione, il sindaco Valli e il consigliere Cognetta si sono fermati ad ascoltare i cittadini presenti, raccogliendone osservazioni e preoccupazioni.
Il prossimo appuntamento è fissato per giovedì 5 novembre, quando sarà invece il comitato NO Antenna a guidare il confronto.

Ad aprire la serata è stato proprio il primo cittadino, che ha voluto ricostruire le ragioni alla base della posizione assunta dall'amministrazione dopo le richieste di accesso agli atti e le successive istanze presentate dai legali dei cittadini contrari all'impianto. Valli ha ricordato come la pubblica amministrazione disponga di strumenti per intervenire sui propri provvedimenti, ma possa farlo soltanto in presenza di determinati presupposti e entro certi limiti dettati dalla legge: «Abbiamo acquisito dei pareri che, allo stato attuale, non pongono l'amministrazione di fronte a illegittimità sufficientemente fondate per giustificare un annullamento d'ufficio, né a presupposti idonei per una revoca», ha spiegato il sindaco. Una premessa che, ha tenuto a precisare, non significa condividere la localizzazione dell'antenna, né rinunciare a tutelare l'interesse pubblico, ma riconoscere che il Comune deve agire nel rispetto della legge: «Se lo facesse al di fuori di questi presupposti, andrebbe incontro a un'illegalità», ha osservato, aggiungendo che l'amministrazione intende comunque utilizzare gli strumenti che le sono riconosciuti per esercitare la propria funzione di vigilanza.
La convocazione della commissione, ha aggiunto Valli, è nata proprio dall'esigenza di garantire maggiore trasparenza e offrire ai cittadini gli elementi necessari per comprendere una vicenda nella quale, accanto agli aspetti emotivi legati alla presenza di una struttura così imponente, esistono questioni tecniche e normative tutt'altro che semplici.
Assente il comitato NO Antenna, pur essendo stato invitato: «Peccato aver rinunciato a questa opportunità: da questa vicenda abbiamo tutti da imparare» ha commentato il primo cittadino.

Da destra Fabio Cognetta, sindaco Alberto Valli, Gian Luigi Redaelli, Biagio Floridia, Pierantonio Cogliati
A entrare nel merito è stato quindi Alfio Turco, che ha ripercorso l'evoluzione della legislazione in materia di telecomunicazioni. Entrando nel merito della normativa, il tecnico ha ricordato che il legislatore ha stabilito fin dall’inizio due principi fondamentali: da una parte, la telefonia mobile è considerata un'infrastruttura strategica per lo sviluppo del Paese; dall'altra, gli impianti sono equiparati alle opere di urbanizzazione primaria. Questo ridimensiona notevolmente il ruolo dei Comuni: un'amministrazione non può impedire in maniera generalizzata la realizzazione di impianti di telefonia mobile sul proprio territorio, né può decidere di privare una parte della popolazione di un servizio considerato essenziale.
Questo non significa però che gli enti locali non abbiano alcun margine di intervento. Come ha chiarito Turco, il loro compito è quello di disciplinare il corretto inserimento degli impianti sul territorio, cercando di contemperare gli interessi pubblici e privati e di minimizzare l'impatto sulla popolazione. Il Comune, in altre parole, non può decidere se garantire o meno il servizio, ma può concorrere a governare il processo di localizzazione attraverso strumenti di pianificazione individuando aree ritenute preferibili e compatibili con le esigenze urbanistiche e di tutela della popolazione. Il tecnico ha richiamato anche un principio espresso dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato: la pianificazione comunale deve trovare un equilibrio tra i diversi interessi in gioco, da una parte quello pubblico al corretto governo del territorio e dall'altra quello degli operatori privati a garantire la copertura del servizio di telefonia mobile. In quest'ottica le localizzazioni individuate dal Comune rappresentano una possibilità preferenziale anche per gli operatori, ma non costituiscono un vincolo assoluto: questi ultimi possono infatti discostarsene qualora le aree indicate dall'amministrazione non siano in grado di garantire una qualità del servizio equivalente a quella richiesta. Nel caso specifico di Iliad, questo quadro teorico si è tradotto nell’assenza di un sito pubblico alternativo all’interno dell’area di ricerca indicata dall’operatore.

Riepilogo impianti di LVB
Un’altra questione evidenziata in sala ha riguardato l’impatto elettromagnetico: il tecnico ha chiarito che la distanza da un'abitazione, da sola, non costituisce un indicatore sufficiente per valutare l'esposizione ai campi elettromagnetici, che dipende da diversi fattori, tra cui la posizione e le caratteristiche dell'impianto e la copertura garantita. Questo vuol dire che non è automatico che un edificio più vicino a un impianto sia maggiormente esposto rispetto a uno più distante.
Sul fronte dei controlli, Valli ha riferito che il Comune ha già contattato ARPA chiedendo di effettuare le rilevazioni non appena l'antenna sarà entrata in funzione. L'agenzia avrebbe confermato la propria disponibilità a procedere, previa autorizzazione dei proprietari degli immobili interessati.

Anna Maria Perego, Peter Sironi e Samuele Panzeri
Il sindaco ha inoltre ricordato che gli uffici hanno chiesto a Iliad di ottemperare alle prescrizioni della Commissione per il Paesaggio, in particolare per quanto riguarda la colorazione del traliccio, che allo stato attuale dei lavori non risulterebbe ancora conforme.
La discussione si è poi spostata sulla necessità di evitare che una situazione simile si ripeta in futuro: il consigliere Cognetta ha richiamato l'attenzione sulle altre tre richieste di installazione che interesserebbero il territorio comunale (di cui una nella zona industriale di Viale Lombardia), sottolineando l'importanza di garantire ai residenti informazioni tempestive e la possibilità di conoscere le scelte prima che gli iter siano ormai conclusi. Un'esigenza condivisa anche dalla capogruppo di minoranza Anna Maria Perego e dal consigliere Peter Sironi.

Dal confronto è emersa, dunque, la volontà di non limitare la discussione alla sola vicenda di Iliad, ma di utilizzare quanto accaduto per migliorare le modalità di informazione e partecipazione in vista delle future installazioni. Lo stesso Valli ha riconosciuto il dispiacere di non poter intraprendere un'azione più incisiva, invitando tuttavia a non alimentare aspettative che potrebbero non trovare riscontro nelle effettive possibilità amministrative. L'obiettivo, ha spiegato, è continuare a cercare eventuali margini di mitigazione dell'impatto, senza prospettare soluzioni prive di concretezza.
Una volta chiusa la seduta, dal momento che il pubblico pur presente non aveva la possibilità di intervenire durante la discussione, il sindaco Valli e il consigliere Cognetta si sono fermati ad ascoltare i cittadini presenti, raccogliendone osservazioni e preoccupazioni.
Il prossimo appuntamento è fissato per giovedì 5 novembre, quando sarà invece il comitato NO Antenna a guidare il confronto.
F.Ri.

























