Nel giorno dedicato ai defunti
Ho sempre pensato che "quel" giorno, fosse un giorno di liberazione. La necessità umana di dare una risposta a una domanda che risposta non ha, se non dopo il suo epilogo doloroso ci porta a trovare la pace, la serenità, che spesso fa da contraltare alla sofferenza e al dolore che invece paradossalmente si acuisce in chi resta. Quasi un paradosso, ecco perchè, dal punto di vista di chi va, è spesso una liberazione dal dolore mentre per chi resta, una volta tolta la speranza e di fronte alla mancanza totale del legame affettivo, si amplifica il dolore per l'ineluttabile destino che ci accompagna. Questa premessa era necessaria per sottolineare che alla fine, forse la nostra anima riacquista la libertà ma il nostro corpo, che è la prova tangibile della nostra esistenza, giace in un posto in cui ognuno può andare a piangere o portare un saluto o spesso un fiore. Libero di farlo ??
Non proprio. Almeno io parlo per il nostro piccolo cimitero di , in cui il cartello di divieto di posizionare vasi, lumini e altri oggetti nei vialetti e alla base dei loculi è addirittura passibile di pena pecuniaria e oggetto di rimozione da parte delle persone autorizzate. Ora, non vorrei tornare indietro di 200 anni e rispolverare la diatriba fra Foscolo, Pindemonte e Vincenzo Monti che "dei sepolcri" hanno fatto una crociata letteraria e ideologica, ma una piccola riflessione la possiamo fare ?? E' così fastidioso che qualcuno porti un fiore a una persona cara e che questo possa essere oggetto di rimozione (in sfregio morale a chi lo porta) o peggio ancora di sanzione pecuniaria ?. La sanzione pecuniaria dovrebbe essere applicata a chi i fiori li ruba, o peggio, a chi privo di sensibilità e di bassa morale, i "manufatti" li asporta rubandoli. Ora mi si obietterà che ci vuole il decoro, la pulizia, l'ordine e il rispetto delle regole e dei regolamenti. Per carità, lungi da me l'idea di scatenare la rivoluzione dei crisantemi ....ma un po' di buonsenso non guasterebbe. Vi piacciono i cimiteri dei film americani ? I prati in cui file di croci uguali su prati uguali danno un bel senso dell'ordine e del decoro, vi piacciono i cimiteri come quello di Legnano (che conosco per la presenza di parenti) in cui le tombe sono tutte uguali, asettiche e impersonali, come se fosse il cimitero dei replicanti e in cui la commemorazione è una battaglia navale emotiva "il suo parente è al sentiero B postazione 23.....colpito e affondato (negli affetti). Se tutto fosse uguale, se tutto fosse preordinato, forse anche i nostri sentimenti più intimi si sentirebbero più limitati. Penso a chi ha qualcuno in un loculo e si trova impossibilitato a portare un piccolo, magari minuscolo fiore perchè sarebbe rimosso e in più magari multato. Ma dai, già che c'è qualcuno che si ricorda, lo vogliamo pure tarpare nel suo personale tributo affettivo. Ah certo, dimenticavo che probabilmente qualcuno rispolvererà "A livella" , poesia bellissima di Totò. A livella dice che siamo tutti uguali davanti alla morte, che tutti abbiamo stessi diritti e stessi doveri, che il Marchese si lamenta della vicinanza del netturbino per il suo ceto sociale, non per la quantità di affetti che possa attirare o meno. Quindi dovremmo estirpare e multare le miriadi di fiori, di targhette, di "memorie" di cui sono piene le nostre strade, i nostri ponti, i nostri luoghi in cui il ricordo di qualcuno vive ancora nel cuore delle persone. Per fortuna un briciolo di umanità e di rispetto alberga nei cuori della gente. Badate bene, non ne faccio una distinzione sociale, non mi importa chi ha la cappella più grande o il monumento più alto, fra l'altro a Monte la cappella ce l'hanno solo i Bernasconi, i preti e la famiglia , che vorrei ricordarlo, visto che si dimentica spesso, è la famiglia che ' il terreno per realizzare il cimitero. Nella mia personale concezione del cimitero voglio citare un brano di Battisti, con un testo di Mogol che dice così " sogno un cimitero di campagna e io là, all'ombra di un ciliegio in fiore senza età" Ecco, una dimensione dell'eterno riposo lontano dal conformismo, dalla monotonia, in nome di quella libertà citata all'inizio che ti permette di stare sotto un ciliegio come un testimone in fioritura perpetua esonerato da permessi o regolamenti.
E già che ci sono mi permetto di fare un ultima personalissima postilla : estumulazioni. Già da tempo sono apparsi i cartelli con le estumulazioni che avranno luogo nei cimiteri. Dopo 20 anni, dopo 30 anni, dopo 50 anni insomma, tutto secondo le norme e va bene. "Dura lex, sed lex" la legge è legge e va rispettata.....ma sono mesi che passando accanto alla tomba "della " guardo la sua fotografia e quel cartellino che contraddistingue il "tempo scaduto" e che sancisce l'imminente cancellazione di quella tomba e mi chiedo : siamo sicuri che vogliamo cancellare quella donna ? sicuri che vogliamo togliere la storia misteriosa che avvolge quella donna ? La è stata (se non erro) la prima inquilina del cimitero di Monte e la storia della sua vita è degna di un romanzo che mi piacerebbe scrivere e raccontare. Cosa ne sa la legge o il povero addetto alla riesumazione dei suoi resti che dietro ai riccioli scuri e a quel viso rotondo e levigato dalla stampa antica si cela una vita rocambolesca. La leggenda dice che la buona fosse (si dice monaca) in India e che il la fece tornare in patria nascosta in una botte su un mercantile.....e il resto è tutto da scoprire. Ma una domanda mi sorge spontanea : siamo sicuri che vogliamo farla sparire dalla storia adesso ?? non dico che debba restare come la tomba dei padri dell'umanità, il tempo e la storia comprimono e cancellano gli spazi come se fossero le interlinee di queste poche cartelle, erodendo dalla memoria cio' che dimentichiamo e che lasciamo cadere, come le foglie degli alberi. Se cadono già da sole....che bisogno c'è di anticiparne il distacco ??

E già che ci sono mi permetto di fare un ultima personalissima postilla : estumulazioni. Già da tempo sono apparsi i cartelli con le estumulazioni che avranno luogo nei cimiteri. Dopo 20 anni, dopo 30 anni, dopo 50 anni insomma, tutto secondo le norme e va bene. "Dura lex, sed lex" la legge è legge e va rispettata.....ma sono mesi che passando accanto alla tomba "della " guardo la sua fotografia e quel cartellino che contraddistingue il "tempo scaduto" e che sancisce l'imminente cancellazione di quella tomba e mi chiedo : siamo sicuri che vogliamo cancellare quella donna ? sicuri che vogliamo togliere la storia misteriosa che avvolge quella donna ? La è stata (se non erro) la prima inquilina del cimitero di Monte e la storia della sua vita è degna di un romanzo che mi piacerebbe scrivere e raccontare. Cosa ne sa la legge o il povero addetto alla riesumazione dei suoi resti che dietro ai riccioli scuri e a quel viso rotondo e levigato dalla stampa antica si cela una vita rocambolesca. La leggenda dice che la buona fosse (si dice monaca) in India e che il la fece tornare in patria nascosta in una botte su un mercantile.....e il resto è tutto da scoprire. Ma una domanda mi sorge spontanea : siamo sicuri che vogliamo farla sparire dalla storia adesso ?? non dico che debba restare come la tomba dei padri dell'umanità, il tempo e la storia comprimono e cancellano gli spazi come se fossero le interlinee di queste poche cartelle, erodendo dalla memoria cio' che dimentichiamo e che lasciamo cadere, come le foglie degli alberi. Se cadono già da sole....che bisogno c'è di anticiparne il distacco ??
Giustino Comi

























