Ponte San Michele: criticare il progetto di “R.F.I.” non basta, servono alternative concrete

Articolo: I Sindaci: Il nuovo Ponte di RFI non è una soluzione e neppure una opportunità

Le preoccupazioni espresse dai sindaci di Paderno d’Adda, Verderio, Robbiate e Imbersago riguardo al nuovo ponte sono legittime e meritano risposte puntuali. L’impatto sul traffico (in allegato l’ultimo studio redatto dalla Provincia di Lecco) , sulla qualità della vita dei residenti e sul patrimonio paesaggistico non possono in alcun modo essere sottovalutati. Tuttavia, il documento presenta alcune contraddizioni che meritano di essere evidenziate.

I sindaci affermano che un nuovo ponte è necessario, ma arrivano a sostenere che, piuttosto che realizzare quello (NON ANCORA) progettato da RFI, sarebbe meglio non costruirne alcuno. Una posizione forte, che però solleva una domanda fondamentale: quale alternativa concreta viene proposta per garantire i collegamenti stradali e ferroviari quando il ponte esistente non sarà più utilizzabile?

La proposta di spostare il nuovo attraversamento più a sud di un 1 km (circa…) viene citata come soluzione preferibile, ma non è accompagnata da elementi sufficienti a dimostrarne la fattibilità tecnica, geologica, economica e viabilistica. Contestare le motivazioni con cui un’alternativa è stata respinta è legittimo; dimostrare che quell’alternativa sia effettivamente realizzabile è però altrettanto necessario.

C’è poi una seconda contraddizione: si denuncia l’assenza di una pianificazione adeguata, ma non si presenta un piano complessivo capace di risolvere il problema. Mancano una proposta dettagliata per i collegamenti alla viabilità principale, una valutazione di costi, fattibilità e tempistica di una strategia alternativa per evitare che il traffico aggiuntivo attraversi i centri abitati.

Infine, dichiarare che sia preferibile non realizzare alcun ponte e, contemporaneamente, prepararsi allo scenario peggiore non chiarisce quale sia la strategia amministrativa perseguita: fermare il progetto, modificarlo oppure subordinare la sua realizzazione a precise garanzie per il territorio.

La questione non è scegliere tra le ragioni di RFI e quelle dei Comuni. È pretendere che ogni decisione sia sostenuta da dati, analisi e soluzioni verificabili.

Criticare un progetto non significa aver dimostrato che esista un’alternativa migliore. I sindaci hanno il diritto e il dovere di tutelare i propri cittadini, ma proprio per questo devono indicare una soluzione concreta, realizzabile e sostenibile, spiegando anche come intendano affrontare le conseguenze di un eventuale mancato intervento.

Il territorio chiede garanzie, non soltanto opposizione. E i cittadini hanno diritto di conoscere non solo ciò che i loro amministratori non vogliono, ma soprattutto ciò che propongono di fare.

Massimo Panzeri
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