La speranza oltre il caos
Semplificare troppo in una società complessa come la nostra può rappresentare degli oggettivi rischi ma il non saper discernere le sue logiche essenziali, pur ovviamente in un ottica di costruttivo confronto, può essere un esercizio altrettanto miope.
Quindi domandarsi, naturalmente senza alcuna pretesa esaustiva, cosa può accomunare il caos planetario con tutte le sue articolazioni nazionali che stiamo vivendo, non può che essere cosa doverosa oltre che utile.
Dico la mia.
È da tempo che sostengo, non certo da solo, che prima o poi questo mondo sarebbe imploso a causa delle sue contraddizioni interne. Troppe le inequità (per dirla come Papà Francesco ma in sostanza anche dal suo degnissimo successore Leone XIV) che lo contraddistinguono: dalla crisi climatica, all'aumento delle disuguaglianze, dalla questione morale e del proliferare di guerre sempre più disumane a quella dei Diritti calpestati (e irrisi proprio da coloro che li avrebbero dovuti tutelare) e purtroppo via di seguito.
Un mondo ben riassunto da alcune coraggiose denunce in tempi antesignani da Papa Francesco Dall'Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium del 2013:
p.to 202 La necessità di risolvere le cause strutturali della povertà non può attendere …. I piani assistenziali, che fanno fronte ad alcune urgenze, si dovrebbero considerare solo come risposte provvisorie. Finché non si risolveranno radicalmente i problemi dei poveri, rinunciando all’autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria e aggredendo le cause strutturali della inequità, non si risolveranno i problemi del mondo e in definitiva nessun problema. L’inequità è la radice dei mali sociali.
p.to 203 …Quante parole sono diventate scomode per questo sistema! Dà fastidio che si parli di etica, dà fastidio che si parli di solidarietà mondiale, dà fastidio che si parli di distribuzione dei beni, dà fastidio che si parli di difendere i posti di lavoro, da fastidio che si parli della dignità dei deboli, da fastidio che si parli di un Dio che esige un impegno per la giustizia …. La comoda indifferenza di fronte a queste questioni svuota la nostra vita e le nostre parole di ogni significato ….
p.to 204 Non possiamo più confidare nelle forze cieche e nella mano invisibile del mercato. La crescita in equità esige qualcosa di più della crescita economica, benché la presupponga, richiede decisioni, programmi, meccanismi e processi specificatamente orientati a una miglior distribuzione delle entrate, alla creazione di opportunità di lavoro, a una promozione integrale dei poveri che superi il mero assistenzialismo. Lungi da me il proporre un populismo irresponsabile, ma l’economia non può più ricorrere a rimedi che sono un nuovo veleno, come quando si pretende di aumentare la redditività riducendo il mercato del lavoro e creando in tal modo nuovi esclusi.”
Ma partendo ad esempio dal nostro martoriato Paese e per non essere soverchiati dal caos che stiamo purtroppo vedendo anche in questi giorni, quali possono essere i possibili elementi d' inversione?
Indubbiamente in un quadro di una rifondazione delle logiche economicistiche https://www.merateonline.it/notizie/159836/un-altro-mondo-e-indispensabile occorre procedere rapidamente ad una miglior redistribuzione delle ricchezze proprio in ragione del processo degenerativo di concentrazione in sempre più poche mani a cui dà tempo stiamo assistendo. Un irrimandabile ricorso ad una Patrimoniale nei confronti dei super ricchi e un contemporaneo rialzo delle aliquote per i "Piani Alti" ben potrebbe consentire la doverosa sovvenzione delle varie componenti dello " Stato Sociale", a partire dalle delicatissime questioni sanitaria, abitativa e scolastica. Sarebbe perlomeno questo un primo importante segnale di " ravvedimento etico" ma anche di assai concreto operare nei confronti della sempre più crescente protesta popolare che sta infiammando vari Stati in particolare europei, compreso il nostro.
Non è più tempo di " pannicelli caldi" ma questa sì sarebbe una vera e concretissima "riforma", altro che quelle perennemente annunciate dai vari economisti. Una " riforma" che del resto non sarebbe altro che la pura applicazione del mandato della nostra preziosissima Costituzione.
Come sarebbe necessaria una rivisitazione critica dei "modelli mediatici" che così tanta presa sembrano avere specie sui più giovani proiettando loro un mondo dove conta più l'apparire che essere.
Ma una cosa, perlomeno a mio parere, va comunque detta oltre all'urgenza del dover delineare tutte le altre misure atte a ripristinare il senso più vero di appartenenza ad una Comunità:
Certo questo attuale Governo sta producendo molti disastri e non solo economici ma sarebbe sbagliato che anche l'insediarsi di una ben auspicabile alternativa politica non sappia muovere da una analisi assai critica dei fondamenti strutturali di questo sistema sociale ed economico che subordina l' Uomo al dio Mercato e alle sue inumane leggi basate sulla massimizzazione dei profitti e sulla “dittatura di una economia senza volto e senza uno scopo veramente umano”.
Solo così si potranno realmente scongiurare non solo reazioni esagitate di schiere sempre più numerose di oppressi ma anche manifestazioni di ingiustificabile saccheggio e distruzione specie di giovani alienati da questo sistema.
Anche qui ci vengono in aiuto le profetiche parole del 2013 di Papa Francesco: P.to 59 : “Oggi da molte parti si reclama maggior sicurezza. Ma fino a quando non si eliminano esclusione e l’inequità nella società e tra i diversi popoli sarà impossibile sradicare la violenza… Quando la società – locale, nazionale o mondiale – abbandona nella periferia una parte di sé, non vi saranno programmi politici, né forze dell’ordine o di intelligence che possano assicurare illimitatamente la tranquillità. Ciò non accade soltanto perché l’inequità provoca la reazione violenta di quanti sono esclusi dal sistema, bensì perché il sistema sociale ed economico è ingiusto alla radice.”
Quindi domandarsi, naturalmente senza alcuna pretesa esaustiva, cosa può accomunare il caos planetario con tutte le sue articolazioni nazionali che stiamo vivendo, non può che essere cosa doverosa oltre che utile.
Dico la mia.
È da tempo che sostengo, non certo da solo, che prima o poi questo mondo sarebbe imploso a causa delle sue contraddizioni interne. Troppe le inequità (per dirla come Papà Francesco ma in sostanza anche dal suo degnissimo successore Leone XIV) che lo contraddistinguono: dalla crisi climatica, all'aumento delle disuguaglianze, dalla questione morale e del proliferare di guerre sempre più disumane a quella dei Diritti calpestati (e irrisi proprio da coloro che li avrebbero dovuti tutelare) e purtroppo via di seguito.
Un mondo ben riassunto da alcune coraggiose denunce in tempi antesignani da Papa Francesco Dall'Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium del 2013:
p.to 202 La necessità di risolvere le cause strutturali della povertà non può attendere …. I piani assistenziali, che fanno fronte ad alcune urgenze, si dovrebbero considerare solo come risposte provvisorie. Finché non si risolveranno radicalmente i problemi dei poveri, rinunciando all’autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria e aggredendo le cause strutturali della inequità, non si risolveranno i problemi del mondo e in definitiva nessun problema. L’inequità è la radice dei mali sociali.
p.to 203 …Quante parole sono diventate scomode per questo sistema! Dà fastidio che si parli di etica, dà fastidio che si parli di solidarietà mondiale, dà fastidio che si parli di distribuzione dei beni, dà fastidio che si parli di difendere i posti di lavoro, da fastidio che si parli della dignità dei deboli, da fastidio che si parli di un Dio che esige un impegno per la giustizia …. La comoda indifferenza di fronte a queste questioni svuota la nostra vita e le nostre parole di ogni significato ….
p.to 204 Non possiamo più confidare nelle forze cieche e nella mano invisibile del mercato. La crescita in equità esige qualcosa di più della crescita economica, benché la presupponga, richiede decisioni, programmi, meccanismi e processi specificatamente orientati a una miglior distribuzione delle entrate, alla creazione di opportunità di lavoro, a una promozione integrale dei poveri che superi il mero assistenzialismo. Lungi da me il proporre un populismo irresponsabile, ma l’economia non può più ricorrere a rimedi che sono un nuovo veleno, come quando si pretende di aumentare la redditività riducendo il mercato del lavoro e creando in tal modo nuovi esclusi.”
Ma partendo ad esempio dal nostro martoriato Paese e per non essere soverchiati dal caos che stiamo purtroppo vedendo anche in questi giorni, quali possono essere i possibili elementi d' inversione?
Indubbiamente in un quadro di una rifondazione delle logiche economicistiche https://www.merateonline.it/notizie/159836/un-altro-mondo-e-indispensabile occorre procedere rapidamente ad una miglior redistribuzione delle ricchezze proprio in ragione del processo degenerativo di concentrazione in sempre più poche mani a cui dà tempo stiamo assistendo. Un irrimandabile ricorso ad una Patrimoniale nei confronti dei super ricchi e un contemporaneo rialzo delle aliquote per i "Piani Alti" ben potrebbe consentire la doverosa sovvenzione delle varie componenti dello " Stato Sociale", a partire dalle delicatissime questioni sanitaria, abitativa e scolastica. Sarebbe perlomeno questo un primo importante segnale di " ravvedimento etico" ma anche di assai concreto operare nei confronti della sempre più crescente protesta popolare che sta infiammando vari Stati in particolare europei, compreso il nostro.
Non è più tempo di " pannicelli caldi" ma questa sì sarebbe una vera e concretissima "riforma", altro che quelle perennemente annunciate dai vari economisti. Una " riforma" che del resto non sarebbe altro che la pura applicazione del mandato della nostra preziosissima Costituzione.
Come sarebbe necessaria una rivisitazione critica dei "modelli mediatici" che così tanta presa sembrano avere specie sui più giovani proiettando loro un mondo dove conta più l'apparire che essere.
Ma una cosa, perlomeno a mio parere, va comunque detta oltre all'urgenza del dover delineare tutte le altre misure atte a ripristinare il senso più vero di appartenenza ad una Comunità:
Certo questo attuale Governo sta producendo molti disastri e non solo economici ma sarebbe sbagliato che anche l'insediarsi di una ben auspicabile alternativa politica non sappia muovere da una analisi assai critica dei fondamenti strutturali di questo sistema sociale ed economico che subordina l' Uomo al dio Mercato e alle sue inumane leggi basate sulla massimizzazione dei profitti e sulla “dittatura di una economia senza volto e senza uno scopo veramente umano”.
Solo così si potranno realmente scongiurare non solo reazioni esagitate di schiere sempre più numerose di oppressi ma anche manifestazioni di ingiustificabile saccheggio e distruzione specie di giovani alienati da questo sistema.
Anche qui ci vengono in aiuto le profetiche parole del 2013 di Papa Francesco: P.to 59 : “Oggi da molte parti si reclama maggior sicurezza. Ma fino a quando non si eliminano esclusione e l’inequità nella società e tra i diversi popoli sarà impossibile sradicare la violenza… Quando la società – locale, nazionale o mondiale – abbandona nella periferia una parte di sé, non vi saranno programmi politici, né forze dell’ordine o di intelligence che possano assicurare illimitatamente la tranquillità. Ciò non accade soltanto perché l’inequità provoca la reazione violenta di quanti sono esclusi dal sistema, bensì perché il sistema sociale ed economico è ingiusto alla radice.”
Germano Bosisio

























