La Valletta: droga, farmaci, alcol, gioco. Le dipendenze giovanili al tempo dei social
A La Valletta Brianza, l’invito di giovedì 15 ottobre a parlare di dipendenze ha richiamato allo stadio Idealità tanti ragazzi, seduti accanto ad adulti e genitori per affrontare un tema che li riguarda da vicino. La serata, promossa dall’amministrazione comunale in collaborazione con la Polizia Locale e HS Security Italia, ha offerto l’occasione per conoscere più da vicino i rischi legati alle dipendenze giovanili e aprire uno spazio di confronto con chi, ogni giorno, si misura con queste problematiche.

A prendere la parola sono stati il dottor Luca Curci, responsabile della Polizia Locale di La Valletta Brianza, Federica Ruspini, fondatrice di HS Security Italia e Alessio Scanu, responsabile dell’area operativa e istruttore cinofilo della società.
Se un tempo per finire nella rete delle dipendenze serviva frequentare determinati ambienti o conoscere le persone "giuste", oggi il confine tra la quotidianità e il pericolo è molto più sottile. A spiegare come siano cambiate le modalità di accesso alle droghe è stato Curci, che ha affrontato i rischi legati al loro consumo, allargando poi il discorso ad altre forme di dipendenza, come l’abuso di sostanze alcoliche, l’uso eccessivo dello smartphone, il gioco d’azzardo e l’uso improprio di medicinali.

«Basta uno smartphone, un messaggio inviato su Telegram e la convinzione di sapere che cosa si sta comprando» ha spiegato il responsabile della Polizia Locale. Una facilità di accesso disarmante che rende più difficile individuare i comportamenti a rischio e che, soprattutto, può alimentare una falsa sensazione di controllo, specialmente quando non si conosce davvero ciò che si sta acquistando. A questo proposito Curci ha raccontato la vicenda di un ragazzo che avrebbe acquistato attraverso Telegram una sostanza credendo che fosse un’altra. Un episodio che richiama l’attenzione su un pericolo concreto: assumere qualcosa senza conoscerne la reale composizione può avere conseguenze gravi per la salute, oltre a possibili ripercussioni sul piano legale.
Il confronto si è poi allargato al consumo di alcol, che secondo i dati riportati da Curci coinvolgerebbe tre ragazzi su quattro. A preoccupare sono soprattutto gli effetti che l’abuso precoce può avere sulla memoria, sull’attenzione e sulla qualità del sonno, proprio in una fase della vita in cui il cervello non è ancora pienamente sviluppato. Con una battuta Curci ha richiamato i ragazzi anche a un aspetto più pratico: «se la salute non vi fa riflettere, pensate all’aspetto economico: ogni serata se ne vanno cinquanta euro».

Al centro della discussione sono finite anche le sigarette elettroniche, rese particolarmente attraenti da aromi e gusti accattivanti e spesso percepite come innocue. Oltre a queste il relatore ha menzionato l’assunzione impropria di farmaci, come gli sciroppi contenenti codeina usati in quantità superiori a quelle prescritte e il ricorso al protossido di azoto, conosciuto come gas esilarante. Anche il gioco d’azzardo è ormai facilmente accessibile dai ragazzi grazie alle piattaforme online e promosso sui social con la promessa di vincite facili. «Se in passato per avvicinarsi alle macchinette era necessario entrare in determinati locali, oggi le occasioni di gioco possono raggiungere direttamente lo smartphone» ha concluso Curci.
Capire la meccanica dei pericoli non basta se non si indaga ciò che spinge un ragazzo verso la sostanza: su questo piano si è innestato l’intervento di Ruspini che ha coinvolto i ragazzi in una riflessione sulle motivazioni che possono spingere i loro coetanei verso il consumo di sostanze attraversi esempi concreti tratti dall'esperienza sul campo.

A chiudere la serata è stata la dimostrazione pratica dell’unità cinofila guidata da Alessio Scanu, che ha mostrato il lavoro dei cani addestrati alla ricerca di sostanze.
Al di là dei numeri e delle normative, nella serata ai giovani è stato rivolto un invito preciso: non nascondere dubbi e non temere di chiedere aiuto. Che ci si rivolga alle forze dell'ordine, a un insegnante, a un allenatore o a un adulto di fiducia, parlarne è il primo passo per affrontare una situazione difficile. Questo richiamo riguarda anche i genitori, che sono chiamati a mantenere aperto il dialogo con i figli e a non liquidare come semplici ragazzate quei comportamenti che meritano invece attenzione. Perché riconoscere i segnali e affrontare insieme anche gli argomenti più scomodi è parte di quel percorso di prevenzione che, come emerso nel corso della serata, non può prescindere dal dialogo.

A prendere la parola sono stati il dottor Luca Curci, responsabile della Polizia Locale di La Valletta Brianza, Federica Ruspini, fondatrice di HS Security Italia e Alessio Scanu, responsabile dell’area operativa e istruttore cinofilo della società.
Se un tempo per finire nella rete delle dipendenze serviva frequentare determinati ambienti o conoscere le persone "giuste", oggi il confine tra la quotidianità e il pericolo è molto più sottile. A spiegare come siano cambiate le modalità di accesso alle droghe è stato Curci, che ha affrontato i rischi legati al loro consumo, allargando poi il discorso ad altre forme di dipendenza, come l’abuso di sostanze alcoliche, l’uso eccessivo dello smartphone, il gioco d’azzardo e l’uso improprio di medicinali.

«Basta uno smartphone, un messaggio inviato su Telegram e la convinzione di sapere che cosa si sta comprando» ha spiegato il responsabile della Polizia Locale. Una facilità di accesso disarmante che rende più difficile individuare i comportamenti a rischio e che, soprattutto, può alimentare una falsa sensazione di controllo, specialmente quando non si conosce davvero ciò che si sta acquistando. A questo proposito Curci ha raccontato la vicenda di un ragazzo che avrebbe acquistato attraverso Telegram una sostanza credendo che fosse un’altra. Un episodio che richiama l’attenzione su un pericolo concreto: assumere qualcosa senza conoscerne la reale composizione può avere conseguenze gravi per la salute, oltre a possibili ripercussioni sul piano legale.
Il confronto si è poi allargato al consumo di alcol, che secondo i dati riportati da Curci coinvolgerebbe tre ragazzi su quattro. A preoccupare sono soprattutto gli effetti che l’abuso precoce può avere sulla memoria, sull’attenzione e sulla qualità del sonno, proprio in una fase della vita in cui il cervello non è ancora pienamente sviluppato. Con una battuta Curci ha richiamato i ragazzi anche a un aspetto più pratico: «se la salute non vi fa riflettere, pensate all’aspetto economico: ogni serata se ne vanno cinquanta euro».

Al centro della discussione sono finite anche le sigarette elettroniche, rese particolarmente attraenti da aromi e gusti accattivanti e spesso percepite come innocue. Oltre a queste il relatore ha menzionato l’assunzione impropria di farmaci, come gli sciroppi contenenti codeina usati in quantità superiori a quelle prescritte e il ricorso al protossido di azoto, conosciuto come gas esilarante. Anche il gioco d’azzardo è ormai facilmente accessibile dai ragazzi grazie alle piattaforme online e promosso sui social con la promessa di vincite facili. «Se in passato per avvicinarsi alle macchinette era necessario entrare in determinati locali, oggi le occasioni di gioco possono raggiungere direttamente lo smartphone» ha concluso Curci.
Capire la meccanica dei pericoli non basta se non si indaga ciò che spinge un ragazzo verso la sostanza: su questo piano si è innestato l’intervento di Ruspini che ha coinvolto i ragazzi in una riflessione sulle motivazioni che possono spingere i loro coetanei verso il consumo di sostanze attraversi esempi concreti tratti dall'esperienza sul campo.

A chiudere la serata è stata la dimostrazione pratica dell’unità cinofila guidata da Alessio Scanu, che ha mostrato il lavoro dei cani addestrati alla ricerca di sostanze.
Al di là dei numeri e delle normative, nella serata ai giovani è stato rivolto un invito preciso: non nascondere dubbi e non temere di chiedere aiuto. Che ci si rivolga alle forze dell'ordine, a un insegnante, a un allenatore o a un adulto di fiducia, parlarne è il primo passo per affrontare una situazione difficile. Questo richiamo riguarda anche i genitori, che sono chiamati a mantenere aperto il dialogo con i figli e a non liquidare come semplici ragazzate quei comportamenti che meritano invece attenzione. Perché riconoscere i segnali e affrontare insieme anche gli argomenti più scomodi è parte di quel percorso di prevenzione che, come emerso nel corso della serata, non può prescindere dal dialogo.
F.Ri.

























