San Zeno: giro tra frazioni per meglio accogliere don Simone e don Emanuele
Prima il giro tra le chiesette della frazione a bordo di un’auto d’epoca, poi l’arrivo in Piazza San Zeno, dove ad aspettare Don Emanuele e Don Simone c’erano tante bandierine colorate sventolate dai bambini, numerosi parrocchiani e le autorità civili. Tra i presenti anche tanti fedeli arrivati da Peschiera Borromeo, la città in cui don Simone ha prestato servizio negli ultimi anni che per salutarlo hanno organizzato un pullman, scegliendo di essergli accanto anche in questo passaggio.


Prima di entrare in chiesa ha preso la parola la comunità di San Zeno, che in una lettera ha espresso la certezza che i due sacerdoti saranno «ottimi compagni di viaggio» per i ragazzi e per tutti i parrocchiani, assicurando una comunità pronta a camminare e collaborare al loro fianco. Un pensiero è andato anche a don Giancarlo, che per trentadue anni ha accompagnato la comunità lasciando un segno indelebile: «Don Giancarlo dal cielo tifa per voi».
A dare il benvenuto a don Emanuele e don Simone è stato anche il sindaco di Olgiate Molgora, Giovanni Battista Bernocco, che ha richiamato la missione condivisa da Chiesa e istituzioni, assicurando la massima disponibilità a collaborare per costruire una comunità sempre più coesa e partecipe.


Accanto a lui era presente anche Andrea Coden, sindaco di Peschiera Borromeo, che ha parlato non solo nelle vesti di primo cittadino, ma soprattutto da amico di don Simone. Ai fedeli di San Zeno ha rivolto un invito a non temere il cambiamento, descrivendo il sacerdote come una persona capace di prendere per mano chi incontra e accompagnarlo con una grande umanità: «I suoi abbracci sono una presenza preziosa soprattutto nei momenti più difficili», ha ricordato, prima di concludere con un augurio rivolto all’intera comunità: «Buon cammino a tutti, siete in ottime mani».
Parole che hanno trovato un filo conduttore nell’omelia di don Simone, dedicata proprio a quei legami invisibili che attraversano la vita delle persone, resistendo al tempo, alla distanza e ai cambiamenti. Fili che possono sembrare fragili, ma che custodiscono una forza straordinaria, perché permettono di ritrovarsi e continuare a camminare insieme.


Il sacerdote ha messo in guardia dal rischio di concentrarsi soltanto sui beni materiali e sulla soddisfazione dei bisogni immediati: ciò che sembra appagare, ha spiegato, può trasformarsi in una catena, finendo per renderci schiavi. Anche la Chiesa fa parte di questa trama, richiamando ciascuno alla propria fede, mentre il compito dei sacerdoti è proprio quello di tenere vivi questi fili, aiutando le persone a ritrovare e custodire il legame con Dio.

E così, quella che don Simone ha chiamato «la domenica dei fili invisibili» ha trovato il suo significato nelle tante persone riunite a San Zeno: nei fedeli arrivati da Peschiera Borromeo per accompagnare il sacerdote che hanno imparato a conoscere e amare, nelle braccia aperte della comunità pronta ad accogliere i nuovi parroci e nel ricordo di don Giancarlo, la cui presenza continua a vivere nell’affetto e nella memoria di chi lo ha conosciuto. Legami diversi, ma uniti dallo stesso desiderio di esserci.


Prima di entrare in chiesa ha preso la parola la comunità di San Zeno, che in una lettera ha espresso la certezza che i due sacerdoti saranno «ottimi compagni di viaggio» per i ragazzi e per tutti i parrocchiani, assicurando una comunità pronta a camminare e collaborare al loro fianco. Un pensiero è andato anche a don Giancarlo, che per trentadue anni ha accompagnato la comunità lasciando un segno indelebile: «Don Giancarlo dal cielo tifa per voi».
A dare il benvenuto a don Emanuele e don Simone è stato anche il sindaco di Olgiate Molgora, Giovanni Battista Bernocco, che ha richiamato la missione condivisa da Chiesa e istituzioni, assicurando la massima disponibilità a collaborare per costruire una comunità sempre più coesa e partecipe.

Andrea Coden, sindaco di Peschiera Borromeo, e Giovanni Battista Bernocco sindaco di Olgiate

Il diacono Misuraca Alessandro
Accanto a lui era presente anche Andrea Coden, sindaco di Peschiera Borromeo, che ha parlato non solo nelle vesti di primo cittadino, ma soprattutto da amico di don Simone. Ai fedeli di San Zeno ha rivolto un invito a non temere il cambiamento, descrivendo il sacerdote come una persona capace di prendere per mano chi incontra e accompagnarlo con una grande umanità: «I suoi abbracci sono una presenza preziosa soprattutto nei momenti più difficili», ha ricordato, prima di concludere con un augurio rivolto all’intera comunità: «Buon cammino a tutti, siete in ottime mani».
Parole che hanno trovato un filo conduttore nell’omelia di don Simone, dedicata proprio a quei legami invisibili che attraversano la vita delle persone, resistendo al tempo, alla distanza e ai cambiamenti. Fili che possono sembrare fragili, ma che custodiscono una forza straordinaria, perché permettono di ritrovarsi e continuare a camminare insieme.


Il sacerdote ha messo in guardia dal rischio di concentrarsi soltanto sui beni materiali e sulla soddisfazione dei bisogni immediati: ciò che sembra appagare, ha spiegato, può trasformarsi in una catena, finendo per renderci schiavi. Anche la Chiesa fa parte di questa trama, richiamando ciascuno alla propria fede, mentre il compito dei sacerdoti è proprio quello di tenere vivi questi fili, aiutando le persone a ritrovare e custodire il legame con Dio.

E così, quella che don Simone ha chiamato «la domenica dei fili invisibili» ha trovato il suo significato nelle tante persone riunite a San Zeno: nei fedeli arrivati da Peschiera Borromeo per accompagnare il sacerdote che hanno imparato a conoscere e amare, nelle braccia aperte della comunità pronta ad accogliere i nuovi parroci e nel ricordo di don Giancarlo, la cui presenza continua a vivere nell’affetto e nella memoria di chi lo ha conosciuto. Legami diversi, ma uniti dallo stesso desiderio di esserci.
F.Ri.
























