Airuno: in tanti in biblioteca  per il libro "Gocce d'inchiostro"

Una serata speciale dedicata all'ascolto, alle emozioni e alla riscoperta dei cinque sensi è quella che si è tenuta venerdì 16 ottobre nella biblioteca comunale di Airuno, gremita di cittadini per  la presentazione del libro "Gocce d'inchiostro" dell'autrice Silvia Schenatti.
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Non si tratta di un romanzo tradizionale, come quelli già pubblicati dall'airunese, "L'inferno dentro i suoi occhi" e "Il gelsomino di Sarajevo", bensì di una preziosa raccolta di testi nati originariamente sul suo blog, come ha spiegato la stessa autrice insieme alla bibliotecaria Roberta Consonni. Il volume unisce narrazione, illustrazioni in bianco e nero realizzate da artisti locali, spunti musicali e persino ricette, trasformandosi in un vero e proprio mosaico esperienziale.
Il tema centrale dell'opera: la necessità di superare la dominanza della vista per dare finalmente spazio e voce agli altri quattro sensi, spesso trascurati nella vita quotidiana. L'incontro è stato impreziosito dalle evocative letture di Marzia Consonni, donatrice di voce dell'associazione "Libro Parlato Lions", le cui parole sono state accompagnate ed esaltate dalle note eseguite alla pianola da Lorenzo Cavoli.
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I brani scelti per la serata hanno toccato corde profonde, spaziando da forti tematiche sociali a ricordi legati alle percezioni tattili, olfattive, visive e uditive. La prima lettura ha ripercorso una fittizia ma drammatica esperienza di tirocinio in un istituto penitenziario, focalizzandosi sulla figura di Abdul, un giovane condannato per stupro a cui venivano somministrati calmanti e che ha poi tragicamente concluso la propria vita con il suicidio.
"Caronte" ha invece affrontato la piaga dell'immigrazione attraverso la storia di un ragazzo tunisino accolto da una famiglia dopo aver perso la madre durante la traversata, guidato da un traghettatore verso un inferno d'acqua. "Aromi di storia" ha dato spazio all'olfatto con un testo intriso di odori, tra le suggestioni aromatiche della città di Lubiana. Il quarto brano ha esplorato la dimensione tattile, rievocando le vibranti sensazioni fisiche provate tra gli spalti dello stadio Meazza durante una partita. A chiusura del percorso narrativo, una riflessione visiva con una suggestiva veduta dall'alto che ha quasi provocato vertigine agli ascoltatori.
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 Lorenzo Cavoli, Roberta Consonni, Francesca Fumagalli, Silvia Schenatti e Marzia Consonni

La serata si è conclusa con un coinvolgente laboratorio artistico esperienziale curato da Francesca Fumagalli basato sul tatto: i presenti sono stati invitati a modellare l'argilla al buio, per concentrare la propria attenzione esclusivamente sulla pressione delle mani e sulla forma che la materia assumeva sotto le dita. Un esercizio per rievocare attraverso il tatto un ricordo e le sensazioni provate.
I.Bi.
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