Imbersago: una serata in ricordo di padre Tullio Favali
Venerdì 16 ottobre, alle ore 20.45, nella Cappella delle Confessioni del Santuario di Imbersago, andrà in scena «Questa vita che non possiedo», una rappresentazione teatrale dedicata alla vita e alla testimonianza missionaria di padre Tullio Favali, missionario del PIME ucciso nelle Filippine a soli 38 anni.
Prosegue al Santuario della Madonna del Bosco di Imbersago il cammino dell’Ottobre missionario, un mese dedicato alla preghiera, alla riflessione e alla riscoperta della vocazione missionaria della Chiesa. Un’occasione per lasciarsi interrogare dalla testimonianza di uomini e donne che hanno scelto di dedicare la propria esistenza all’annuncio del Vangelo, condividendo la vita delle comunità più povere e dimenticate.

Al centro dell’iniziativa di venerdì 16 ottobre ci sarà la figura di padre Tullio Favali, missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME), ucciso nelle Filippine all’età di 38 anni, mentre svolgeva il proprio ministero missionario nell’isola di Mindanao.
La sua vicenda umana e spirituale sarà raccontata attraverso lo spettacolo teatrale «Questa vita che non possiedo», una rappresentazione che invita il pubblico a entrare nella storia di un sacerdote che ha scelto di stare accanto alle persone più umili, condividendone le fatiche, le speranze e le sofferenze. Una testimonianza che attraversa i confini geografici e culturali, mettendo in luce la forza di un amore capace di farsi presenza concreta, servizio e dono di sé.
L’iniziativa vuole essere molto più di un semplice appuntamento culturale: attraverso il linguaggio del teatro, la storia di padre Favali diventa una provocazione per la coscienza di ciascuno, chiamato a interrogarsi sul significato della propria vita e sulla capacità di mettersi al servizio degli altri. La missione, infatti, non riguarda soltanto chi parte per terre lontane, ma interpella ogni cristiano nella quotidianità, nelle relazioni e nelle scelte di ogni giorno.
Lo spettacolo è una produzione del Teatro PIME, su testi di padre Gianni Criveller. L’adattamento, la drammaturgia e l’interpretazione sono affidati a Filippo Tampieri, accompagnato da Monja Marrone alla chitarra e alla voce.
L’appuntamento è fissato per venerdì 16 ottobre, alle ore 20.45, presso la Cappella delle Confessioni del Santuario della Madonna del Bosco, a Imbersago.
Con questa proposta, il Santuario, in collaborazione con il PIME, desidera offrire ai fedeli e a tutti gli interessati un’occasione per riscoprire il valore della testimonianza missionaria e lasciarsi raggiungere da una storia nella quale il Vangelo si fa vita vissuta, fino al dono totale di sé.
Per informazioni è possibile consultare il sito www.madonnadelbosco.org.
Una serata per conoscere una storia di coraggio e di fede, ricordando che la missione nasce dalla capacità di amare e di farsi prossimi, ovunque la vita ci chiami a essere presenti.
Prosegue al Santuario della Madonna del Bosco di Imbersago il cammino dell’Ottobre missionario, un mese dedicato alla preghiera, alla riflessione e alla riscoperta della vocazione missionaria della Chiesa. Un’occasione per lasciarsi interrogare dalla testimonianza di uomini e donne che hanno scelto di dedicare la propria esistenza all’annuncio del Vangelo, condividendo la vita delle comunità più povere e dimenticate.

Al centro dell’iniziativa di venerdì 16 ottobre ci sarà la figura di padre Tullio Favali, missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME), ucciso nelle Filippine all’età di 38 anni, mentre svolgeva il proprio ministero missionario nell’isola di Mindanao.
La sua vicenda umana e spirituale sarà raccontata attraverso lo spettacolo teatrale «Questa vita che non possiedo», una rappresentazione che invita il pubblico a entrare nella storia di un sacerdote che ha scelto di stare accanto alle persone più umili, condividendone le fatiche, le speranze e le sofferenze. Una testimonianza che attraversa i confini geografici e culturali, mettendo in luce la forza di un amore capace di farsi presenza concreta, servizio e dono di sé.
L’iniziativa vuole essere molto più di un semplice appuntamento culturale: attraverso il linguaggio del teatro, la storia di padre Favali diventa una provocazione per la coscienza di ciascuno, chiamato a interrogarsi sul significato della propria vita e sulla capacità di mettersi al servizio degli altri. La missione, infatti, non riguarda soltanto chi parte per terre lontane, ma interpella ogni cristiano nella quotidianità, nelle relazioni e nelle scelte di ogni giorno.
Lo spettacolo è una produzione del Teatro PIME, su testi di padre Gianni Criveller. L’adattamento, la drammaturgia e l’interpretazione sono affidati a Filippo Tampieri, accompagnato da Monja Marrone alla chitarra e alla voce.
L’appuntamento è fissato per venerdì 16 ottobre, alle ore 20.45, presso la Cappella delle Confessioni del Santuario della Madonna del Bosco, a Imbersago.
Con questa proposta, il Santuario, in collaborazione con il PIME, desidera offrire ai fedeli e a tutti gli interessati un’occasione per riscoprire il valore della testimonianza missionaria e lasciarsi raggiungere da una storia nella quale il Vangelo si fa vita vissuta, fino al dono totale di sé.
Per informazioni è possibile consultare il sito www.madonnadelbosco.org.
Una serata per conoscere una storia di coraggio e di fede, ricordando che la missione nasce dalla capacità di amare e di farsi prossimi, ovunque la vita ci chiami a essere presenti.
Date evento
venerdì, 16 ottobre 2026
























