Merate, occasione persa per dire: dove se non qui?
E’ davvero condivisibile l’appello sottoscritto da numerose associazioni giovanili del meratese e bello anche lo slogan: se non qui dove? Il qui sta per la strada, la piazza, il marciapiede, perché ampi spazi per ritrovarsi non ci sono. A Merate non ci sono per una precisa volontà della sinistra al governo: lasciare Palazzo Tettamanti con i suoi 4.200 metri quadrati a disposizione di una quarantina o poco più di impiegati e destinare oltre 2 milioni di euro per restaurare Villa Confalonieri, “polo della cultura territoriale”. Una scelta incomprensibile, d’élite, che tradisce i valori sociali della sinistra a favore di un ristretto pubblico, tanto quanto ne potrà ospitare la villa per ciascun evento (non più di ottanta persone alla volta).
Peccato che i giovani delle associazioni meratesi non abbiano condiviso la nostra solitaria battaglia per riposizionare Palazzo Tettamanti alla sua funzione originale, cioè di polo giovanile, riportando il Municipio nella sua sede naturale, quella che l’ha ospitato dal 1974 al 2008 nei suoi 1.600 metri quadrati.
Palazzo Tettamanti sarebbe stata la sede ideale per il mondo giovanile: ampi saloni per assemblee e iniziative comunitarie, luogo ideale per la biblioteca, locali da insonorizzare e attrezzare con strumenti musicali per le giovani band, altri da allestire con le tecnologie più avanzate grazie – ne siamo certi – alla disponibilità delle grandi multinazionali locali (Technoprobe, Elemaster, TxT, Fomas ecc.)
Un luogo protetto, in centro, con numerosi parcheggi gratuiti dopo le 20, bar e servizi a disposizione.
Ma la Giunta di sinistra, pensiamo sulla spinta della radical chic Patrizia Riva, a preferito investire nella Villa per manifestazioni di elevato spessore ma non certo di massa. E raramente rivolte al grande pubblico giovanile.
E pensare che alla guida della Giunta c’è un trentenne ex segretario di circolo del PD, spesso abbigliato come un militante di Askatasuna, il primo che avrebbe potuto (e a nostro parere dovuto) spingere per riprendere l’idea che fu di Dario Perego, oggi capogruppo di minoranza scarsamente invogliato a difendere in pubblico la sua idea risalente al 2002, e “regalare” a tutti i giovani del meratese una grande struttura organizzata, capace di dare le risposte che i ragazzi delle associazioni chiedono: dove se non qui?
Peccato che i giovani delle associazioni meratesi non abbiano condiviso la nostra solitaria battaglia per riposizionare Palazzo Tettamanti alla sua funzione originale, cioè di polo giovanile, riportando il Municipio nella sua sede naturale, quella che l’ha ospitato dal 1974 al 2008 nei suoi 1.600 metri quadrati.
Palazzo Tettamanti sarebbe stata la sede ideale per il mondo giovanile: ampi saloni per assemblee e iniziative comunitarie, luogo ideale per la biblioteca, locali da insonorizzare e attrezzare con strumenti musicali per le giovani band, altri da allestire con le tecnologie più avanzate grazie – ne siamo certi – alla disponibilità delle grandi multinazionali locali (Technoprobe, Elemaster, TxT, Fomas ecc.)
Un luogo protetto, in centro, con numerosi parcheggi gratuiti dopo le 20, bar e servizi a disposizione.
Ma la Giunta di sinistra, pensiamo sulla spinta della radical chic Patrizia Riva, a preferito investire nella Villa per manifestazioni di elevato spessore ma non certo di massa. E raramente rivolte al grande pubblico giovanile.
E pensare che alla guida della Giunta c’è un trentenne ex segretario di circolo del PD, spesso abbigliato come un militante di Askatasuna, il primo che avrebbe potuto (e a nostro parere dovuto) spingere per riprendere l’idea che fu di Dario Perego, oggi capogruppo di minoranza scarsamente invogliato a difendere in pubblico la sua idea risalente al 2002, e “regalare” a tutti i giovani del meratese una grande struttura organizzata, capace di dare le risposte che i ragazzi delle associazioni chiedono: dove se non qui?
Claudio Brambilla
























