Montevecchia: dove i giovani non fanno rumore...soltanto perché non ci sono

Il contributo della Consulta Giovani di Montevecchia alla lettera aperta sugli spazi e la socialità giovanile nel Meratese 

E' uscita una lettera aperta firmata da 18 realtà giovanili e associative del territorio, nata dalle polemiche di quest'estate sui giovani negli spazi pubblici e dalla domanda che le attraversa tutte: se non possiamo stare qui, dove dovremmo andare?
Come Consulta Giovani di Montevecchia l'abbiamo sottoscritta. Abbiamo però pensato che valesse la pena raccontare anche da dove arriviamo, perché il nostro paese in quelle cronache non c'è comparso e il motivo per cui non c'è comparso è, a suo modo, parte del problema.
A Montevecchia di polemiche sui giovani ne sono uscite poche. Potrebbe sembrare una buona notizia, e invece è uno dei motivi per cui abbiamo deciso di firmare questa lettera. Ci riconosciamo nel punto da cui parte: che degli adolescenti si parla quasi sempre come di un problema da gestire, e quasi mai come di ragazzi che stanno crescendo in un paese che è anche il loro.
Nel nostro paese mancano spazi in cui i ragazzi possano semplicemente trovarsi. Non ci sono lamentele perché non c'è quasi niente da cui possano nascere: chi ha l'età per spostarsi va altrove, i più piccoli restano a girare a piedi per il paese, perché è l'unica cosa che possono fare. L'assenza di segnalazioni non significa sempre che vada tutto bene, a volte racconta l'esatto contrario.
Le poche tensioni che abbiamo avuto (il passaggio di motorini e auto lungo la collina, qualche serata rumorosa sotto le finestre di qualcuno) non le raccontiamo come ingiustizie. Alcune di quelle segnalazioni erano fondate, e sulla sicurezza stradale non ci sono attenuanti. Ma anche quello è un modo in cui si manifesta la stessa esigenza: quando l'unico posto dove stare è la strada, si sta sulla strada. La domanda che ci facciamo è semplice: nei nostri paesi esistono luoghi in cui i ragazzi possano stare insieme senza disturbare nessuno?
Lo vediamo anche da dentro, nel nostro lavoro di Consulta, e non è un'osservazione di oggi: la mancanza di spazi per i giovani l'avevamo indicata già all'inizio del nostro mandato. Non sono solo i luoghi a mancare: gli spazi disponibili sono pochi, spesso hanno costi non sostenibili per ragazzi minorenni oppure vincoli di orario e di utilizzo che li rendono difficili da impiegare. Ma anche quando un'idea c'è, trovare chi la porti avanti insieme a noi non è affatto scontato. Organizzando i nostri eventi ci è capitato più volte di faticare a trovare persone, associazioni o realtà disposte a collaborare. Il risultato è che anche iniziative semplici richiedono uno sforzo sproporzionato e a volte non si fanno. Eppure non servirebbe molto: non un grande centro, ma spazi anche piccoli, gestiti pensando davvero a chi li usa. Dove esistono, funzionano.
Montevecchia è un paese piccolo e da sola la nostra esperienza conterebbe poco. Ma spostandosi negli altri Comuni vicini i ragazzi sono molti di più, le esigenze cambiano e aumentano mentre gli spazi restano pochi ovunque. È lì che le situazioni degenerano e per questo crediamo che non sia un problema di un singolo paese: è un problema di territorio e da territorio va affrontato.
Proprio per questo non crediamo che serva cercare responsabili. Crediamo serva un modo stabile di lavorare insieme. Non è solo un problema di informazioni che circolano poco, anche se capita spesso: idee che non arrivano a chi potrebbe sostenerle, spazi che nessuno sa essere disponibili, esperienze che funzionano in un paese e restano sconosciute in quello accanto. È che manca l'abitudine a muoversi insieme. Ogni realtà porta avanti le proprie attività con risorse limitate e molta buona volontà e finisce naturalmente per concentrarsi su quelle: così le energie restano separate, e ciò che nessuno riesce a fare da solo non lo fa nessuno.
Che muoversi insieme funzioni lo abbiamo visto anche noi, quando è successo. Nel nostro Comune è in corso un percorso che dovrebbe portare a qualcosa di concreto. Non è nato da un'intuizione isolata: è nato perché qualcuno si è parlato, amministrazione, consulta, realtà del territorio, e insieme si è riusciti a cogliere un'opportunità che da soli difficilmente si sarebbe colta. Non lo raccontiamo come un traguardo, perché un singolo percorso non risolve il problema di un territorio e la strada resta lunga. Lo raccontiamo perché dimostra una cosa semplice: quando il confronto c'è, i risultati arrivano. Il problema è che oggi quel confronto dipende dalle occasioni e dalle persone, non da un metodo stabile.
Come Consulta Giovani di Montevecchia riteniamo quindi fondamentale la creazione di incontri periodici tra consulte, associazioni, oratori, Comuni e ambiti del territorio: un luogo di confronto continuativo, non convocato solo quando scoppia una polemica, in cui conoscersi, mettere in comune ciò che esiste e progettare insieme ciò che manca. Da soli, ogni realtà arriva fin dove arriva. Insieme si può fare molto di più. Noi ci siamo e siamo disponibili a fare la nostra parte.
Consulta Giovani di Montevecchia
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