Sabbioncello: il rito dell'olio della lampada, simbolo di unità
Un gesto simbolico carico di significato e devozione per rinnovare il legame tra la comunità civile, le istituzioni e il mondo ecclesiale. In occasione della festa di San Francesco d'Assisi al convento di frati francescani di Sabbioncello è stata ospitato la tradizionale cerimonia dell'offerta e dell'accensione dell'olio per la lampada del Poverello di Assisi, evento che quest'anno ha visto protagonista proprio la città di Merate.


La celebrazione è stata presieduta dal parroco Don Mauro Malighetti, unitamente al frate guardiano padre Pietro Pagliarini, a Don Davide Serra e a Don Biagio Fumagalli, cappellano del presidio ospedaliero “Mandic” e della casa di riposo “Villa dei Cedri” di Merate. Presenti alcuni sindaci del territorio e in primis l'offerente, Mattia Salvioni di Merate, che si è portato nella cappella del Santo con il direttore generale dell'ospedale dottor Marco Trivelli.


Nel corso dell'omelia, Don Mauro si è soffermato sul profondo valore simbolico dell'olio, articolando quattro riflessioni centrali per la vita della comunità. Innanzitutto l'olio come simbolo di unità, con l'invocazione a San Francesco affinché aiuti Merate a rimanere una città coesa, superando ogni contrapposizione che mina la convivenza civile. In secondo luogo, l'olio che si fa fiamma e luce, ad indicare l'insegnamento luminoso del Santo che chiama a un costante ritorno al Vangelo, all'amore per la Chiesa, al servizio verso i più deboli e alla custodia del creato. L'olio è stato poi ricordato come elemento che lenisce le ferite, aprendo la strada a un futuro di solidarietà concreta. Infine, in quanto frutto della terra e del lavoro umano, l'olio rappresenta l'alleanza tra il Creatore e la responsabilità dell'uomo nel custodire la natura e metterla a disposizione del bene comune.
Il momento di preghiera si è concluso con la meditazione sulla celebre massima francescana "Quanto l'uomo vale davanti a Dio, tanto vale e non di più", un richiamo all'umiltà e all'impegno quotidiano.
A chiudere la cerimonia sono stati i ringraziamenti del guardiano del convento di Sabbioncello, Frate Pietro Pagliarini, che ha espresso profonda gratitudine alle autorità presenti e felicità per la feconda collaborazione tra il clero religioso e secolare di Merate, sottolineando la gioia per il valore ritrovato della ricorrenza di San Francesco.


La celebrazione è stata presieduta dal parroco Don Mauro Malighetti, unitamente al frate guardiano padre Pietro Pagliarini, a Don Davide Serra e a Don Biagio Fumagalli, cappellano del presidio ospedaliero “Mandic” e della casa di riposo “Villa dei Cedri” di Merate. Presenti alcuni sindaci del territorio e in primis l'offerente, Mattia Salvioni di Merate, che si è portato nella cappella del Santo con il direttore generale dell'ospedale dottor Marco Trivelli.


Nel corso dell'omelia, Don Mauro si è soffermato sul profondo valore simbolico dell'olio, articolando quattro riflessioni centrali per la vita della comunità. Innanzitutto l'olio come simbolo di unità, con l'invocazione a San Francesco affinché aiuti Merate a rimanere una città coesa, superando ogni contrapposizione che mina la convivenza civile. In secondo luogo, l'olio che si fa fiamma e luce, ad indicare l'insegnamento luminoso del Santo che chiama a un costante ritorno al Vangelo, all'amore per la Chiesa, al servizio verso i più deboli e alla custodia del creato. L'olio è stato poi ricordato come elemento che lenisce le ferite, aprendo la strada a un futuro di solidarietà concreta. Infine, in quanto frutto della terra e del lavoro umano, l'olio rappresenta l'alleanza tra il Creatore e la responsabilità dell'uomo nel custodire la natura e metterla a disposizione del bene comune.
Il momento di preghiera si è concluso con la meditazione sulla celebre massima francescana "Quanto l'uomo vale davanti a Dio, tanto vale e non di più", un richiamo all'umiltà e all'impegno quotidiano.
G.Lu.

























