Sabbioncello: Francesco uomo lontanissimo e vicinissimo che parla all'uomo di oggi
Cosa può dire ancora oggi, a distanza di otto secoli, la figura di Francesco d'Assisi agli uomini e alle donne del nostro tempo? Attorno a questo interrogativo profondamente contemporaneo si è sviluppata la serata di riflessione promossa nella sala del Convento di Sabbioncello a Merate nella serata di mercoledì 30 settembre, organizzata in collaborazione con l'Associazione culturale "La Semina" APS.


L'incontro è stato introdotto dai saluti istituzionali di tutte le figure presenti e dall'accoglienza del guardiano del convento, Frate Pietro Pagliarini. Il sindaco di Merate Mattia Salvioni ha sottolineato il valore di Francesco come punto di riferimento culturale e civile per chi amministra la cosa pubblica, definendolo un'ispirazione per la cura del bene comune e della nostra cultura, basata su democrazia e partecipazione.


Il confronto, moderato da Frate Riccardo Rota Graziosi, ha visto la partecipazione di Frate Enzo Maggioni, già Ministro dei Frati Minori del Nord Italia, e della professoressa Paola Muller, docente dell'Università Cattolica di Milano. Durante la sua relazione, Frate Enzo Maggioni ha evidenziato il paradosso di un San Francesco "lontanissimo e vicinissimo": da un lato uomo radicato nel Medioevo e nella trascendenza, dall'altro figura rivoluzionaria capace di scardinare la concezione narcisistica che caratterizza il nostro tempo. Il religioso ha descritto il Santo come una persona autenticamente "eccentrica", capace cioè di spostare il centro dell'esistenza dall'affermazione dell'io verso l'attenzione al "tu" e all'altro.

La professoressa Paola Muller ha approfondito i temi della fraternità, della povertà e della pace, ricordando come l'esperienza di Francesco trovi il suo cuore nell'osservanza del Vangelo. L'autrice ha richiamato l'episodio emblematico dell'abbraccio al lebbroso, inteso come capacità di superare la paura, riconoscendo il volto del fratello ed entrando in una relazione autentica. Sul piano della fraternità e della povertà, Paola Muller ha evidenziato come la visione francescana non si riduca a un mero spogliarsi dei propri averi materiali, ma rappresenti una radicale libertà dai possessi di ogni genere e dall'orgoglio intellettuale, aprendo alla condivisione e al rifiuto di ogni controllo egocentrico sull'altro.


Riprendendo la parola, Frate Enzo Maggioni ha concluso la serata soffermandosi sul concetto francescano di pace, intesa non come semplice concetto formale o accordo amministrativo, ma come un cammino interiore profondo che passa inevitabilmente attraverso il perdono, la riconciliazione e la capacità di fare un passo indietro per lasciare spazio al prossimo.

Stefano Covino presidente Associazione La Semina e la professoressa Paola Muller

L'incontro è stato introdotto dai saluti istituzionali di tutte le figure presenti e dall'accoglienza del guardiano del convento, Frate Pietro Pagliarini. Il sindaco di Merate Mattia Salvioni ha sottolineato il valore di Francesco come punto di riferimento culturale e civile per chi amministra la cosa pubblica, definendolo un'ispirazione per la cura del bene comune e della nostra cultura, basata su democrazia e partecipazione.

Al microfono padre Pietro Pagliarini

Frate Enzo Maggioni e Frate Riccardo Rota Graziosi
Il confronto, moderato da Frate Riccardo Rota Graziosi, ha visto la partecipazione di Frate Enzo Maggioni, già Ministro dei Frati Minori del Nord Italia, e della professoressa Paola Muller, docente dell'Università Cattolica di Milano. Durante la sua relazione, Frate Enzo Maggioni ha evidenziato il paradosso di un San Francesco "lontanissimo e vicinissimo": da un lato uomo radicato nel Medioevo e nella trascendenza, dall'altro figura rivoluzionaria capace di scardinare la concezione narcisistica che caratterizza il nostro tempo. Il religioso ha descritto il Santo come una persona autenticamente "eccentrica", capace cioè di spostare il centro dell'esistenza dall'affermazione dell'io verso l'attenzione al "tu" e all'altro.

La professoressa Paola Muller ha approfondito i temi della fraternità, della povertà e della pace, ricordando come l'esperienza di Francesco trovi il suo cuore nell'osservanza del Vangelo. L'autrice ha richiamato l'episodio emblematico dell'abbraccio al lebbroso, inteso come capacità di superare la paura, riconoscendo il volto del fratello ed entrando in una relazione autentica. Sul piano della fraternità e della povertà, Paola Muller ha evidenziato come la visione francescana non si riduca a un mero spogliarsi dei propri averi materiali, ma rappresenti una radicale libertà dai possessi di ogni genere e dall'orgoglio intellettuale, aprendo alla condivisione e al rifiuto di ogni controllo egocentrico sull'altro.


Riprendendo la parola, Frate Enzo Maggioni ha concluso la serata soffermandosi sul concetto francescano di pace, intesa non come semplice concetto formale o accordo amministrativo, ma come un cammino interiore profondo che passa inevitabilmente attraverso il perdono, la riconciliazione e la capacità di fare un passo indietro per lasciare spazio al prossimo.
G.Lu.
























