Airuno: Birra e cultura al parco per la festa patronale

Divertimento e cultura si sono mischiati venerdì 25 settembre alle 18:30 ad Airuno nei pressi del parchetto Anita Pizzagalli Magno in occasione della presentazione Air1 beer “Rocchetta edition”, a cui ha fatto seguito il racconto della storia della “Rocca”, presentato da Rita Mauri.
AirRockRochhetta_3.jpg (493 KB)
A dare il via all’evento è stato il sindaco Gianfranco Lavelli, cheha  salutato i presenti e ha ricordato che “l'intenzione della Pro Loco è quella di dedicare una birra ad ogni rione del paese, e  quest' anno è dedicata alla “Rocchetta”. Al termine del suo intervento, il sindaco ha poi “ufficializzato” il tutto stappando la bottiglia, tra gli applausi generali.
A seguire il momento culturale con Rita Mauri che ha illustrato la parte storica. “La Rocca ha iniziato a vivere come accampamento Romano intorno all’anno zero essendo storicamente l'Adda terra di confine, in particolare in questo periodo storico con le tribù orobiche”. 
AirRockRochhetta_5.jpg (599 KB)
“Nel 500 d.C. è il turno dei Longobardi che costruiscono il castello, il primo della Rocca, e si stanziano in queste zone fino circa al 900 d.C. La certezza del periodo storico si basa su un testamento, scritto da Alcherio nel 960 d.C., in cui dona tutti i terreni alla Chiesa di Brivio, una selva a Campiano e ad Airuno dona due campi, uno chiamato Bedesco e una vigna”.
“Nel 1400 il territorio è oggetto di disputa tra la Repubblica Serenissima di Venezia e il Granducato di Milano, con Francesco Sforza che riesce a riconquistare in una notte i territori sottratti precedentemente dai veneziani. Al termine di queste guerre viene costruito il Santuario della Pace, dedicato alla Madonna della Pace, per poi cambiare nome nel ‘700, che con la fondazione della confraternita dell'addolorata viene rinominato in “Santuario della Madonna addolorata”.
AirRockRochhetta_6.jpg (459 KB)
Nella Rocca -ha continuato la relatrice- vivevano i romiti, i custodi della struttura rimasti fino a inizio ‘900, che compilavano un inventario ogni qual volta si verificava il cambio di uno di loro”.
Rita Mauri ha poi chiuso il suo intervento con un excursus sulla Scala Santa, costruita dall'ottobre 1923 al 21 aprile 1924 dai ragazzi di leva di Aizurro, Valgreghentino e Airuno, e ringraziando “tutte le persone che si sono prese e che si stanno prendendo cura della nostra Rocca”.
La serata è poi proseguita all’insegna di allegria e festeggiamenti con la gara di birra e salsiccia.
T.C.
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.