Sabbioncello: testimoni di fede per la "Cura del Creato"

Una serata di profonda riflessione, arricchita dalla musica e da testimonianze di vita vissuta a servizio degli ultimi. L'incontro promosso dal Convento di Sabbioncello, guidato da Saverio Pedoto nel ruolo di moderatore e conduttore dell'evento, ha posto al centro della discussione una domanda fondamentale che interpella ognuno di noi: "Cosa significa, concretamente, prendersi cura del fratello?". La serata di venerdì 11 settembre si è inserita in un cammino di sensibilizzazione iniziato lo scorso anno, in cui vengono portati al centro il tema del Creato. Tra gli elementi, l'acqua viva è stata scelta come tematica di quest'anno, portando a riflessioni sulla stessa, intesa non solo come risorsa naturale indispensabile, ma come elemento di speranza, dignità, comunità e fraternità per quei popoli costretti a percorrere chilometri per raggiungere una fonte.
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Padre Pietro Pagliarini, Saverio Pedoto, monsignor Giorgio Bertin 

La serata ha visto protagonisti due testimoni d'eccezione che hanno speso la propria vita a contatto con popolazioni lontane: sua Eccellenza Monsignor Giorgio Bertin, Vescovo Emerito di Gibuti e Presidente di Caritas Medio Oriente e Nord Africa, e padre Pietro Pagliarini, Responsabile delle Missioni della Provincia dei Frati Minori del Nord Italia e Guardiano del Convento di Sabbioncello. Ad accompagnare i loro racconti sono state le esibizioni del Corpo Musicale di Cernusco Lombardone, diretto dal Maestro Damiano Cricrì, che ha visto anche l'esordio dei giovani studenti della scuola di musica Giorgia Gavazzi, Ginevra La Rosa Colán e Asia Locatelli, in un percorso di avvicinamento verso il centenario della banda previsto per il 2028.

Ripercorrendo le origini della loro vocazione, entrambi i religiosi hanno ricordato gli incontri dell'infanzia che hanno segnato la loro strada: monsignor Bertin ha raccontato di quando, a soli nove anni a Gornate Olona, rimase affascinato dai racconti di un padre missionario, tanto da ispirargli l'ingresso nei "fratini" di Saiano; padre Pagliarini ha invece ricordato i sogni nati da bambino al seminario PIME di Monza. Interpellati su cosa abbiano ricevuto in dono dai popoli incontrati in missione, padre Pietro ha sottolineato la straordinaria capacità delle popolazioni africane di vivere con pochissimo e la loro incredibile inventiva, mentre monsignor Bertin ha evidenziato la riscoperta della bellezza della propria fede cristiana nel confronto con il mondo musulmano nel Corno d'Africa e nel Medio Oriente. Il Vescovo Emerito ha ribadito come l'Africa non debba essere ridotta soltanto a un racconto di guerre e povertà materiale, essendo un continente ricco di valori spirituali, sociali e artistici.

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Approfondendo il significato della parola "cura", monsignor Bertin ha ripercorso la propria esperienza di guida della Caritas in Somalia e in Gibuti dopo l'uccisione del suo predecessore monsignor Colombo, spiegando come il servizio si debba tradurre sia in aiuti concreti come cibo e pozzi d'acqua, sia nella "advocacy", ovvero nel farsi voce di chi non ne ha sul piano istituzionale. Dal canto suo, padre Pagliarini ha riflettuto sul concetto di "lebbroso" di francescana memoria, spiegando come mettersi al servizio degli altri significhi prima di tutto scendere dai propri piedistalli, superare le resistenze, a condividere la vita e riconoscere le proprie fragilità. Tra un intervento e l'altro, il Corpo Musicale di Cernusco Lombardone ha proposto diversi intermezzi sonori: dall'iniziale "Ompa Loompa" e "Rock This Band", passando per danze popolari africane ed europee, fino alle note di "Eleanor Rigby", "Hallelujah" e l'"Inno alla Gioia", prima del brano finale "Sahara Crossing".
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Il Maestro d'Orchestra Damiano Cricrì

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L'evento ha così intrecciato la spiritualità francescana nell'ottocentenario della morte di San Francesco con l'impegno concreto per il Creato, ricordando le difficoltà legate alla desertificazione e allo sfruttamento delle risorse, e promuovendo la raccolta fondi per la costruzione di pozzi d'acqua in Guinea, indispensabili per liberare donne e comunità da un lavoro faticoso e restituire dignità e speranza.
G.Lu.
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