Merate, elementari: in calo Montello, cresce Sartirana

Il servizio sulla scuola dell’infanzia di viale Verdi a Merate ha suscitato parecchie reazioni di segno diverso. Non sono mancate significative riflessioni né accuse di razzismo. In realtà lo scopo del servizio era – e lo è anche questo – quello di fornire un’immagine della realtà scolastica, perché la scuola materna è l’anticamera, il passaggio obbligato per l’ingresso alla scuola elementare o scuola primaria e successivamente alla secondaria di I° grado. Ciò che era negli anni trascorsi lo è al presente, dalla Materna alla elementare.
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A Merate le scuole primarie pubbliche sono tre, in città a via Montello, a Pagnano e a Sartirana. La composizione delle classi si riflette come uno specchio da un grado scolastico all’altro, dalla Materna di viale Verdi, alla scuola elementare di via Montello. Con una penalizzazione in più, le cui motivazioni, certamente sono molteplici. Vediamo appunto la situazione di via Montello.
L’anno scolastico terminato a giugno del 2026 ha visto “uscire” quattro sezioni di quinta. Ma ne sono entrate soltanto due, cioè due prime classi contro le quattro quinte.
Al contrario, a Sartirana a una uscita hanno fatto seguito due entrate. Quindi per una quinta che ha lasciato il plesso due prime hanno fatto il loro ingresso.
Anche il numero di iscritti alle prime classi segnala un’anomalia: 36 nuovi ingressi a via Montello, cinquanta a Sartirana.
E ora vediamo la scomposizione per (presunta) etnia: a via Montello in una sezione ci sono 10 bambini le cui famiglie (in tutto o in parte) sono di origine straniera e 8 italiani; nell’altra 12 stranieri e sei italiani.
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Situazione del tutto capovolta a Sartirana dove nella sezione “A” ci sono 24 italiani e un alunno di origine straniera e nella “B” 23 italiani e due di famiglia immigrata.
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Pagnano è un caso a sé forse perchè molti iscritti alla prima classe arrivano direttamente dalla scuola materna paritaria montessoriana e contigua. Una sola sezione, 22 scolari, un iscritto da famiglia mista.
Sembra, dunque, che il “cuore” del primo servizio, tanto vituperato dal sindaco Mattia Salvioni e dalla sua Giunta, trovi ampia conferma in questi numeri: è mancata del tutto una attenzione sulla composizione delle sezioni per fare in modo che né i bimbi italiani né quelli di origine straniera si trovino in larghissima minoranza. E’ pur vero che i bambini si integrano facilmente, molto più facilmente degli adulti, ma restano pur sempre problemi legati alla lingua, alle abitudini, alle tradizioni, in molto casi al credo religioso.
Un’analisi più approfondita dovrebbe essere compito dell’assessorato all’Istruzione con i dirigenti scolastici. Sicuramente i nostri dati, raccolti come è stato possibile, possono essere oggetto di revisione.
Tuttavia la “fotografia” offre già più di uno spunto di dibattito. Ognuno naturalmente osserva questa fotografia dalla propria angolazione e la interpreta di conseguenza. Ma il dato è il dato. E non lo si può ignorare e nascondere dietro nuovissimi giochi, arredi e suppellettili.
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