Merate: all’asilo di V. Verdi su 62 bimbi solo 8 italiani. Rischio ghetto al contrario

Il tema non è di oggi ma di anno in anno si fa sempre più evidente. E l’inizio del nuovo ciclo scolastico conferma che il quadro si va consolidando. Sul tavolo il confronto tra bambini italiani e bambini di origine straniera iscritti alle scuole dell’infanzia di viale Verdi (e di conseguenza con riflessi sulla scuola elementare di via Montello).
Ma partiamo dai numeri con l’avvertenza che nelle ultime settimane qualche modifica può essere subentrata e che ci possono essere casi di coppie miste.
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Scuola dell’infanzia di viale Verdi: Sezione “A”, 20 iscritti, un solo italiano – Sezione “B” 22 iscritti, 5/6 italiani – Sezione “C” 20 iscritti, 2 italiani.
Le due statali, viale Verdi e Sartirana sono gratuite, si paga soltanto la mensa.
Negli altri due asili attivi in città, Pagnano e Ente Morale via don Perego, si paga 100 euro al mese più la mensa.
Inquadrato il tema qualche altro dato a confronto.
Scuola dell’infanzia di Sartirana: sezione “A” 19 iscritti, 16 italiani – Sezione “B” 19 iscritti, 14 italiani – Sezione “C” 18 iscritti, 12 italiani.
E’ facile quindi rilevare come la massa di bambini iscritti di origine straniera si sia riversata sull’asilo di viale Verdi. Le ragioni? Escludendo le opzioni “paritarie” per via del costo mensile, c’è da pensare che le famiglie straniere gravitino per lo più sul quartiere a sud della città e quindi si rivolgano all’asilo di viale Verdi per ragioni di comodità.
Ma così si è creata una scuola ghetto al contrario: sono i bambini italiani in assoluta minoranza con evidenti difficoltà sia di gioco sia di apprendimento. Anche perché il percorso successivo, quello verso la scuola elementare, porta inevitabilmente con sé due diversi gradi di “preparazione”: i bambini di origine straniera difficilmente possono contare su un aiuto a casa, soprattutto nel pronunciare la lingua italiana, per cui o restano indietro, oppure l’insegnamento ai bambini italiani subisce ritardi o, infine, le insegnanti debbono predisporre due percorsi didattici, nel tentativo di arrivare a fine ciclo con una preparazione sostanzialmente uniforme tra gli scolari.
Ma la presenza massiccia di bambini di origine straniera sta penalizzando così, anche la scuola di via Montello, a favore di quella di Sartirana e della paritaria “Villoresi” di via Monsignor Colombo.
Insomma, la situazione che avrebbe potuto e dovuto essere gestita con la massima attenzione cercando una migliore distribuzione tra scuole e classi, sta creando disparità, al contrario dell’obiettivo dichiarato dall’assessore all’istruzione Patrizia Riva di puntare all’inclusione.
Ricette precise non ce ne sono – come del resto non ce ne sono per fermare la biblica migrazione al di là del folclore propagandistico – ma qualche intervento è alla portata dell’Amministrazione comunale che, ad esempio, potrebbe organizzare pulmini per parte degli iscritti al plesso di viale Verdi, a quello di Sartirana in modo da riequilibrare i rapporti e rendere più agevole l’integrazione.
Non è sufficiente parlare di inclusione se poi ci si ferma alla presa d’atto. E’ di tutta evidenza che oggi i bambini in qualche misura “discriminati” sono quelli italiani che frequentano l’asilo di viale Verdi. E è comprensibile se i genitori, visto il quadro, cercano alternative, nel pubblico come nel privato.
Nido e asilo sono stati oggetto di forti investimenti da parte della pubblica amministrazione. Molto meno quelli rivolti agli over 65 che oggi sono già il 25% della popolazione e, secondo le stime del centro studi Itinerari previdenziali, saliranno al 27% nel 2030, al 33% nel 2040, al 35% nel 2050.
Con necessità e tipologie di consumi particolari.
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