Asilo viale Verdi, Salvioni: "Il nostro metodo ispirato al "learning by doing"

In merito all’articolo pubblicato sulla scuola dell’infanzia di Viale Verdi, riteniamo necessario intervenire perché il quadro rappresentato è profondamente fuorviante e, soprattutto, rischia di produrre esattamente l’effetto contrario rispetto a quello che dichiara di voler perseguire: favorire l’integrazione e una maggiore distribuzione delle iscrizioni tra i diversi plessi cittadini.
Parlare di “ghetto al contrario”, arrivando ad affermare che i bambini e le bambine italiani sarebbero “discriminati” o che la presenza di bambini e bambine di origine straniera determinerebbe di per sé difficoltà di gioco, apprendimento o rallentamenti didattici, significa formulare conclusioni estremamente pesanti senza alcun elemento oggettivo relativo alla qualità della didattica e al lavoro svolto quotidianamente all’interno della scuola.
La realtà della scuola dell’infanzia di Viale Verdi merita di essere raccontata nella sua interezza.
Proprio nel 2026 l’Amministrazione comunale ha destinato circa 200.000 euro al plesso, dopo anni nei quali erano mancati investimenti significativi sulla qualità degli ambienti educativi. Un intervento che non consiste semplicemente nel rinnovare locali e arredi, ma accompagna il grande lavoro di ripensamento didattico portato avanti dal corpo docente, che ringraziamo, per rispondere efficacemente ai bisogni di ciascuno, un approccio maggiormente personalizzato, capace di valorizzare le abilità di ogni bambino e favorire lo sviluppo di nuove competenze linguistiche, relazionali e di autonomia, con particolare attenzione all’integrazione e all’obiettivo di non lasciare indietro nessuno.
Da questo percorso è nata una nuova impostazione didattica, attiva, esperienziale e laboratoriale, ispirata al “learning by doing” e alla Didattica per Ambienti di Apprendimento (DADA). Il progetto prevede una profonda riorganizzazione degli spazi e il completo rinnovo degli arredi interni ed esterni, creando ambienti innovativi, flessibili e modulari nei quali gioco, manualità, creatività ed esperienza diventino strumenti di apprendimento, cooperazione e crescita autonoma, nel rispetto dei tempi e delle caratteristiche di ogni bambino.
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La nuova area esterna giochi completamente rifatta nel mese di luglio 2026

Questa estate, quindi, si è intervenuti sulla concezione stessa degli spazi educativi, superando la tradizionale logica rigida delle classi e creando ambienti maggiormente esperienziali, flessibili e condivisi. Gli arredi interni ed esterni sono stati completamente rinnovati e pensati in funzione della nuova impostazione didattica, proprio con l'obiettivo di favorire autonomia, relazione, apprendimento e integrazione.
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Il progetto dei nuovi spazi e arredi interni completamente rivisti per il nuovo anno scolastico e che verranno inaugurati nelle prossime settimane

È quindi paradossale che proprio mentre, per la prima volta da anni, si realizza un investimento così importante sulla qualità del contesto didattico di questa scuola, la stessa venga descritta alle famiglie con termini e considerazioni che minano la serenità di chi già frequenta la scuola e creano inutili allarmismi in chi si accinge a farlo.
C'è poi un elemento che deve essere chiarito: il Comune non decide e non può orientare la scelta della scuola da parte delle famiglie. Le iscrizioni sono il risultato delle libere scelte dei genitori. Allo stesso modo, per quanto riguarda il trasporto scolastico, l'Amministrazione ha sempre organizzato tutti i percorsi necessari sulla base delle richieste effettivamente ricevute dalle famiglie. Non è quindi possibile immaginare di “distribuire” i bambini e le bambine tra le scuole attraverso un servizio di trasporto prescindendo dalla volontà dei loro genitori.
L'Amministrazione è perfettamente consapevole della necessità di rendere attrattivi tutti i plessi cittadini e proprio per questo ha scelto di agire sull'elemento sul quale può e deve intervenire: la qualità della scuola. Investendo negli spazi, nella didattica, nei servizi e sostenendo il lavoro delle insegnanti.
Se vogliamo favorire davvero l'integrazione e un maggiore equilibrio nelle iscrizioni, serve però uno sforzo collettivo. Presentare una scuola come un “ghetto”, descrivere la presenza di bambini di origine straniera come causa di difficoltà per gli altri bambini e prospettare alle famiglie problemi di apprendimento significa alimentare proprio quei timori che possono spingerle a scegliere altri plessi.
È un meccanismo che rischia di autoalimentarsi e che non aiuta né la scuola, né le famiglie, né soprattutto i bambini e le bambine.
L'integrazione non si costruisce spostando l’utenza sulla base della loro origine o contrapponendo bambini e le bambine italiani e quelli di origine straniera. Si costruisce facendo in modo che una scuola sia bella, moderna, inclusiva e didatticamente qualificata, e che venga percepita e raccontata come tale.
È esattamente ciò che, insieme al corpo docente, stiamo facendo in Viale Verdi.
Invitiamo la redazione di Merateonline, e chiunque abbia dubbi, a visitare i nuovi spazi non appena verranno inaugurati nelle prossime settimane, per constatare di persona la qualità e la bellezza dell'offerta formativa che stiamo costruendo. È così che si fa vera integrazione.

Il Sindaco e l’Amministrazione Comunale
Non avevamo alcun dubbio: Mattia Salvioni - nel solco di quello che ormai abbiamo imparato in questi due anni - aveva già previsto tutto, teneva tutto sotto controllo e, a differenza delle precedenti Amministrazioni distratte, ha investito non solo soldi (200mila euro) ma anche ha erogato Know how al corpo insegnanti, alle famiglie dei bambini e, in definitgiva, al mondo oggi conosciuto. Del resto non è tuttologo a caso. L'articolo - naturalmente frutto di elementi raccolti tra addetti ai lavori - ha il solo scopo di mostrare una realtà, quella dell'asilo di viale Verdi, messa a confronto con un'altra realtà, quella di Sartirana, entrambe pubbliche. I numeri solo quelli e, francamente, a superare evidenti differenze educative, caratteriali, linguistiche non possono essere i giochi in giardino. L'integrazione è tale se si mettono assieme culture diverse, perchè dietro i bambini ci sono i genitori, loro con culture e tradizioni diverse (basta osservare le piazze centrali d'estate per averne la riprova). Mentre un solo italiano su venti o cinque su ventidue non è esattamente l'equilibrio perfetto. Ma che dire: Dio ci ha donato un genio che sa tutto e conosce i problemi persino prima che essi si palesino. Quindi prendiamoci questa ennesima lezione a capo chino. Ossequi.   
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