Cernusco: il paesaggio non è uno spazio pubblicitario
SP 342 dir: il vincolo paesaggistico si scopre dopo l’autorizzazione?
A Cernusco Lombardone accade qualcosa che merita una spiegazione molto chiara.
Il Comune autorizza l’installazione di un cartello pubblicitario lungo la S.P. 342 e solo successivamente emerge che sull’area insiste un vincolo paesaggistico.
Non è un’accusa: è quanto ricostruisce la stessa Determinazione comunale n. 171 del 6 agosto 2026. L’autorizzazione era stata rilasciata il 4 giugno sulla base della documentazione presentata, nella quale era stata dichiarata l’assenza di vincoli.
Successivamente gli uffici comunali accertano invece che il vincolo paesaggistico esiste e che l’autorizzazione rilasciata non costituiva autorizzazione paesaggistica.
La domanda, allora, è inevitabile:
prima di autorizzare un cartello pubblicitario, il Comune non avrebbe dovuto verificare direttamente se quell’area fosse vincolata?
Ma c’è di più.
Invece di chiudersi con la tutela dell’area, la vicenda prosegue oggi verso la verifica della possibilità di ottenere la compatibilità paesaggistica dell’intervento già realizzato/da regolarizzare, attraverso una specifica procedura e i pareri degli organismi competenti.
Per fortuna l’esito non è affatto scontato: la stessa determinazione stabilisce che dovranno pronunciarsi gli organismi competenti, compresa la Commissione per il Paesaggio e, ove previsto, la Soprintendenza.
E qui la questione diventa politica.
La determinazione parla addirittura di una futura delibera di Giunta di “indirizzo politico-amministrativo”.
Allora la Giunta dica chiaramente cosa vuole fare.
Vuole preservare la S.P. 342 dir e il paesaggio di Cernusco Lombardone, come avvenuto fino ad oggi, oppure vuole aprire la porta ai cartelloni pubblicitari?
I vincoli paesaggistici esistono per tutelare il territorio, non per essere scoperti dopo aver rilasciato un’autorizzazione.
E soprattutto non vorremmo che un cartello diventasse il precedente per cento cartelli.
Cernusco Lombardone merita di restare Cernusco Lombardone.
Il paesaggio non è uno spazio pubblicitario.
A Cernusco Lombardone accade qualcosa che merita una spiegazione molto chiara.
Il Comune autorizza l’installazione di un cartello pubblicitario lungo la S.P. 342 e solo successivamente emerge che sull’area insiste un vincolo paesaggistico.
Non è un’accusa: è quanto ricostruisce la stessa Determinazione comunale n. 171 del 6 agosto 2026. L’autorizzazione era stata rilasciata il 4 giugno sulla base della documentazione presentata, nella quale era stata dichiarata l’assenza di vincoli.
Successivamente gli uffici comunali accertano invece che il vincolo paesaggistico esiste e che l’autorizzazione rilasciata non costituiva autorizzazione paesaggistica.
La domanda, allora, è inevitabile:
prima di autorizzare un cartello pubblicitario, il Comune non avrebbe dovuto verificare direttamente se quell’area fosse vincolata?
Ma c’è di più.
Invece di chiudersi con la tutela dell’area, la vicenda prosegue oggi verso la verifica della possibilità di ottenere la compatibilità paesaggistica dell’intervento già realizzato/da regolarizzare, attraverso una specifica procedura e i pareri degli organismi competenti.
Per fortuna l’esito non è affatto scontato: la stessa determinazione stabilisce che dovranno pronunciarsi gli organismi competenti, compresa la Commissione per il Paesaggio e, ove previsto, la Soprintendenza.
E qui la questione diventa politica.
La determinazione parla addirittura di una futura delibera di Giunta di “indirizzo politico-amministrativo”.
Allora la Giunta dica chiaramente cosa vuole fare.
Vuole preservare la S.P. 342 dir e il paesaggio di Cernusco Lombardone, come avvenuto fino ad oggi, oppure vuole aprire la porta ai cartelloni pubblicitari?
I vincoli paesaggistici esistono per tutelare il territorio, non per essere scoperti dopo aver rilasciato un’autorizzazione.
E soprattutto non vorremmo che un cartello diventasse il precedente per cento cartelli.
Cernusco Lombardone merita di restare Cernusco Lombardone.
Il paesaggio non è uno spazio pubblicitario.
Beppe
























