Aizurro, scuolabus: Lavelli spiega perché viene tolto il servizio
Il servizio scuolabus dedicato agli alunni residenti ad Aizurro è destinato a non essere confermato nelle attuali modalità a partire dal prossimo anno scolastico. A chiarire la posizione dell’amministrazione comunale di Airuno è stato il sindaco Gianfranco Lavelli, che nei giorni scorsi ha risposto ufficialmente alla richiesta di informazioni presentata dai consiglieri del gruppo di minoranza CambiAmo Airuno-Aizurro, dopo che la questione era emersa durante una riunione della Consulta della frazione.
Nella lettera, datata 5 agosto, il primo cittadino parte innanzitutto dai numeri. Il contratto per il trasporto scolastico relativo al biennio 2024-2026 è infatti arrivato a scadenza e, in vista di un nuovo affidamento, gli uffici comunali hanno effettuato un’indagine informale di mercato per verificare i costi del servizio. Tre gli operatori economici ai quali è stato richiesto un preventivo. Il risultato, secondo quanto riferito dal sindaco, sarebbe stato tutt’altro che incoraggiante: rispetto agli attuali 91,85 euro al giorno, le offerte ricevute oscillerebbero tra i 176 euro giornalieri, con un aumento del 91%, e i 242 euro al giorno, pari a un incremento del 163%.
Parallelamente il Comune ha preso in esame anche l’andamento demografico dei bambini residenti ad Aizurro. Le proiezioni per il quinquennio compreso tra gli anni scolastici 2026/2027 e 2030/2031 parlano di un numero sostanzialmente stabile di possibili utenti della scuola primaria: tra i cinque e i sei bambini ogni anno. Un dato che, rapportato ai nuovi preventivi, avrebbe fatto lievitare il costo complessivo del servizio dagli attuali circa 16mila euro annui a circa 30.300 euro per l’anno scolastico 2026/2027. Una spesa che, secondo l’amministrazione, non sarebbe più sostenibile considerando il numero ristretto di beneficiari.
“Il costo complessivo del servizio supera in misura significativa gli ordinari parametri di economicità dell’azione amministrativa”, ha spiegato Lavelli nella risposta, sottolineando come il mantenimento dell’attuale organizzazione comporterebbe l’impiego di risorse pubbliche che potrebbero invece essere destinate ad altri interventi legati al diritto allo studio.
Da qui la scelta, che il sindaco definisce presa “con rammarico”, di procedere a una riorganizzazione del servizio attraverso la cessazione dello scuolabus dedicato alla frazione e la contestuale introduzione di un sostegno economico alle famiglie interessate. Il contributo dovrebbe essere stabilito in misura forfettaria e uguale per tutti gli aventi diritto, in considerazione delle condizioni territoriali e della sostanziale identica distanza dal plesso scolastico.
Nella sua risposta Lavelli insiste inoltre sul fatto che, secondo l’amministrazione, garantire il diritto allo studio non significhi necessariamente mantenere un servizio di scuolabus dedicato. L’alternativa individuata sarebbe quindi quella di mettere le famiglie nelle condizioni di organizzare autonomamente il trasporto dei figli attraverso un contributo economico comunale, cercando così di contenere la spesa pubblica.
Il primo cittadino ha poi ricordato che la questione non sarebbe stata affrontata senza un confronto preventivo con la frazione. Le valutazioni e le possibili soluzioni alternative erano state illustrate alla Consulta di Aizurro nella riunione del 25 giugno. Il giorno seguente si era poi svolto un incontro con le famiglie direttamente interessate, convocate nominalmente, durante il quale erano stati spiegati gli esiti dell’istruttoria, le ragioni che avrebbero portato alla cessazione del servizio e le modalità di sostegno ipotizzate. Le famiglie assenti sarebbero state successivamente informate.
Nella parte conclusiva della risposta Lavelli replica anche direttamente alla minoranza, ricordando come una soluzione simile fosse già stata prospettata dalla precedente amministrazione, “in gran parte rappresentata” proprio dai consiglieri che oggi hanno firmato la richiesta di chiarimenti. Alla luce dell’aumento dei costi, l’attuale giunta ha quindi deciso di riprendere quell’impostazione, ritenendola “oggi la scelta più sostenibile”.
Una decisione che il sindaco riconosce essere tutt’altro che semplice. Nelle sue parole si tratta infatti di una scelta “assunta a malincuore", ma dettata dalla necessità di amministrare le risorse dell’ente in maniera sostenibile, cercando allo stesso tempo di continuare a garantire il diritto allo studio attraverso una modalità considerata più compatibile con le possibilità economiche del Comune.
CLICCA QUI per visualizzare la risposta integrale
Nella lettera, datata 5 agosto, il primo cittadino parte innanzitutto dai numeri. Il contratto per il trasporto scolastico relativo al biennio 2024-2026 è infatti arrivato a scadenza e, in vista di un nuovo affidamento, gli uffici comunali hanno effettuato un’indagine informale di mercato per verificare i costi del servizio. Tre gli operatori economici ai quali è stato richiesto un preventivo. Il risultato, secondo quanto riferito dal sindaco, sarebbe stato tutt’altro che incoraggiante: rispetto agli attuali 91,85 euro al giorno, le offerte ricevute oscillerebbero tra i 176 euro giornalieri, con un aumento del 91%, e i 242 euro al giorno, pari a un incremento del 163%.
Parallelamente il Comune ha preso in esame anche l’andamento demografico dei bambini residenti ad Aizurro. Le proiezioni per il quinquennio compreso tra gli anni scolastici 2026/2027 e 2030/2031 parlano di un numero sostanzialmente stabile di possibili utenti della scuola primaria: tra i cinque e i sei bambini ogni anno. Un dato che, rapportato ai nuovi preventivi, avrebbe fatto lievitare il costo complessivo del servizio dagli attuali circa 16mila euro annui a circa 30.300 euro per l’anno scolastico 2026/2027. Una spesa che, secondo l’amministrazione, non sarebbe più sostenibile considerando il numero ristretto di beneficiari.
“Il costo complessivo del servizio supera in misura significativa gli ordinari parametri di economicità dell’azione amministrativa”, ha spiegato Lavelli nella risposta, sottolineando come il mantenimento dell’attuale organizzazione comporterebbe l’impiego di risorse pubbliche che potrebbero invece essere destinate ad altri interventi legati al diritto allo studio.
Da qui la scelta, che il sindaco definisce presa “con rammarico”, di procedere a una riorganizzazione del servizio attraverso la cessazione dello scuolabus dedicato alla frazione e la contestuale introduzione di un sostegno economico alle famiglie interessate. Il contributo dovrebbe essere stabilito in misura forfettaria e uguale per tutti gli aventi diritto, in considerazione delle condizioni territoriali e della sostanziale identica distanza dal plesso scolastico.
Nella sua risposta Lavelli insiste inoltre sul fatto che, secondo l’amministrazione, garantire il diritto allo studio non significhi necessariamente mantenere un servizio di scuolabus dedicato. L’alternativa individuata sarebbe quindi quella di mettere le famiglie nelle condizioni di organizzare autonomamente il trasporto dei figli attraverso un contributo economico comunale, cercando così di contenere la spesa pubblica.
Il primo cittadino ha poi ricordato che la questione non sarebbe stata affrontata senza un confronto preventivo con la frazione. Le valutazioni e le possibili soluzioni alternative erano state illustrate alla Consulta di Aizurro nella riunione del 25 giugno. Il giorno seguente si era poi svolto un incontro con le famiglie direttamente interessate, convocate nominalmente, durante il quale erano stati spiegati gli esiti dell’istruttoria, le ragioni che avrebbero portato alla cessazione del servizio e le modalità di sostegno ipotizzate. Le famiglie assenti sarebbero state successivamente informate.
Nella parte conclusiva della risposta Lavelli replica anche direttamente alla minoranza, ricordando come una soluzione simile fosse già stata prospettata dalla precedente amministrazione, “in gran parte rappresentata” proprio dai consiglieri che oggi hanno firmato la richiesta di chiarimenti. Alla luce dell’aumento dei costi, l’attuale giunta ha quindi deciso di riprendere quell’impostazione, ritenendola “oggi la scelta più sostenibile”.
Una decisione che il sindaco riconosce essere tutt’altro che semplice. Nelle sue parole si tratta infatti di una scelta “assunta a malincuore", ma dettata dalla necessità di amministrare le risorse dell’ente in maniera sostenibile, cercando allo stesso tempo di continuare a garantire il diritto allo studio attraverso una modalità considerata più compatibile con le possibilità economiche del Comune.
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E.Ma.
























