Caldo, SOS sete per il riso lombardo

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E' SOS sete per il riso lombardo: la quarta ondata di calore in pieno svolgimento e le riserve idriche dimezzate mettono a rischio il raccolto di una delle eccellenze agroalimentari del territorio e del made in Italy. È l'allarme lanciato da Coldiretti Lombardia in un momento decisivo per la stagione.

In questi giorni - spiega Coldiretti - il riso deve formare le spighe con i chicchi. Se l'acqua manca, o se non viene assicurata con cadenza regolare e ravvicinata, le piantine non riescono a portare a termine questa fase di sviluppo. La conseguenza - continua Coldiretti - è una riduzione delle rese fino alla perdita del raccolto, che porta a vanificare un intero anno di lavoro e di investimenti.

Nei primi sette mesi del 2026 - precisa Coldiretti su dati Arpa Lombardia - le precipitazioni cumulate in regione sono state il 38% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, ma quello che preoccupa maggiormente è il fatto che tra invasi, laghi e manto nevoso mancano all'appello oltre 800 milioni di metri cubi di riserva idrica rispetto alla media del periodo, pari al 50,8% in meno, secondo gli ultimi dati regionali.

E proprio i principali bacini lacustri hanno percentuali di riempimento vicini ai minimi storici: si va dal 5,4% del lago Maggiore, al 5,9% del lago di Como, fino al 10% di quello di Iseo, con l'unica eccezione del Garda che al momento si mantiene intorno al 55% di riempimento.

Uno scenario che è una vera e propria spada di Damocle per la risicoltura dell'ovest Lombardia dove si concentrano le maggiori aree vocate: il Pavese con oltre 80mila ettari coltivati, prima provincia risicola d'Europa, e il Milanese con 12mila ettari destinati a questa coltura. Numeri che fanno sì che in Lombardia si concentri il 40% delle risaie italiane.

La siccità - continua Coldiretti - aggrava una situazione già critica per i risicoltori, messi a dura prova dall'aumento dei costi di produzione e da uno scenario di mercato molto difficile. La campagna commerciale 2025-2026 non ancora conclusa - spiega Coldiretti - ha visto arrivare in Italia oltre 190 milioni di chili di riso straniero, con quattro confezioni importate su cinque provenienti dall'Asia, alimentando un eccesso di offerta che ha fatto precipitare di oltre il 50% i prezzi riconosciuti ai produttori italiani.

A questo - conclude Coldiretti - si sommano le scelte commerciali dell'Unione europea che negli anni hanno favorito l'ingresso di prodotto ottenuto con regole ambientali, sanitarie e sociali profondamente diverse da quelle richieste agli agricoltori italiani.
Coldiretti Como Lecco
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