RFI “risponde” al territorio su limitazioni viarie, impatti e trasporto merci e passeggeri
Con una missiva a firma dell'ing. Rosa Pannetta, RFI ha dato riscontro alla nota dei comuni dell'associazione Isola Bergamasca, dell'alto Vimercatese e del Meratese circa il proogetto del nuovo ponte ferroviario sull'Adda.
Articolata in sette punti la risposta del proprietario del manufatto, che ha una vita stimata sino al 2030, va a toccare le richieste avanzate dai primi cittadini e della province interessate, Lecco e Bergamo
Per quanto riguarda la valutazioni degli scenari prospettati, dopo avere ripercorso le tappe vissute attraverso il Dibattito pubblico, strumento di "democrazia" e confronto risultato particolarmente efficace, e preso atto dell'assenza di una posizione convergente, RFI ribadisce “l’obiettivo di consegnare al territorio una nuova infrastruttura adeguata ai moderni standard di mobilità”.
La possibilità di alternative migliori suggerite dai progettisti, come richiesto dai comuni, viene accettata da RFI purchè si eserciti nel "perimetro dell'oggetto del concorso e dei vincoli posti dalla documentazione di gara" oltre che delle determinazioni già assunte all'esito del dibattito pubblico.

Confermata la volontà di tutela del ponte San Michele, indipendentemente dalla soluzione adottata per la sua "sostituzione" con una manutezione che lo preservi quale bene storico, simbolo del territorio.
Per quanto riguarda le limitazioni al traffico pesante, RFI suggerisce una "Cabina di Regia" tra gli enti gestori del traffico.
Sul nuovo manufatto, viene specificato, non ci saranno limitazioni viarie mentre non si esclude “l’attuazione di misure precauzionali e preventive restrittive dei volumi e tipologia di traffico, da attuarsi sulla base dell’avanzamento dello sviluppo delle opere di potenziamento viabilistico dell’area interessata”.
La priorità resta il trasporto passeggeri tra le due sponde, con la possibilità di incrementare la capacità della portata di viaggiatori attraverso il doppio binario e il collegamento con l'aeroporto di Orio al Serio.
La linea, si legge, avrà “una dotazione infrastrutturale idonea alla circolazione anche dei treni merci. Tale componente è da ritenersi quantitativamente residuale e comunque minoritaria rispetto ai servizi viaggiatori; tuttavia, non risulta possibile affermare in termini assoluti l'assenza di circolazioni merci in fascia notturna, potendosi verificare, in funzione delle esigenze di esercizio operativo commerciale o per necessità manutentive o emergenziali”.
Uno dei requisiti cardine del concorso di progettazione, si legge al punto 6, è quella di tutela paesaggistica e del contesto abitativo e produttivo nonchè la "minimizzazione dell'impatto espropriativo".
Come da intese con regione è stato istituito un "Tavolo Tecnico" per la redazione di uno studio del traffico sia di area vasta che di dettaglio. Tale analisi "nel porre specifica attenzione all’accessibilità stradale al nuovo ponte sull’Adda ed alle ripercussioni trasportistiche sulla viabilità locale, ha l’obiettivo di valutare le ricadute sugli attraversamenti dei centri abitati e l’adeguatezza delle connessioni tra le viabilità di rango provinciale, identificando eventuali situazioni / nodi critici e le possibili soluzioni viabilistiche aggiuntive necessarie per gestire e superare tali criticità, dando inoltre un’indicazione di priorità degli interventi valutati come risolutivi".
Si conclude dicendo che saranno sviluppate e analizzate opportune opere a sostituzione dei passaggi a livello oltre a quelle atte a garantire la funzionalità complessiva del sistema infrastrutturale, la continuità della mobilità e l'adeguata accessibilità del territorio interessato.
Articolata in sette punti la risposta del proprietario del manufatto, che ha una vita stimata sino al 2030, va a toccare le richieste avanzate dai primi cittadini e della province interessate, Lecco e Bergamo
Per quanto riguarda la valutazioni degli scenari prospettati, dopo avere ripercorso le tappe vissute attraverso il Dibattito pubblico, strumento di "democrazia" e confronto risultato particolarmente efficace, e preso atto dell'assenza di una posizione convergente, RFI ribadisce “l’obiettivo di consegnare al territorio una nuova infrastruttura adeguata ai moderni standard di mobilità”.
La possibilità di alternative migliori suggerite dai progettisti, come richiesto dai comuni, viene accettata da RFI purchè si eserciti nel "perimetro dell'oggetto del concorso e dei vincoli posti dalla documentazione di gara" oltre che delle determinazioni già assunte all'esito del dibattito pubblico.

Foto di Daniele Bonfanti (dicembre 2024)
Confermata la volontà di tutela del ponte San Michele, indipendentemente dalla soluzione adottata per la sua "sostituzione" con una manutezione che lo preservi quale bene storico, simbolo del territorio.
Per quanto riguarda le limitazioni al traffico pesante, RFI suggerisce una "Cabina di Regia" tra gli enti gestori del traffico.
Sul nuovo manufatto, viene specificato, non ci saranno limitazioni viarie mentre non si esclude “l’attuazione di misure precauzionali e preventive restrittive dei volumi e tipologia di traffico, da attuarsi sulla base dell’avanzamento dello sviluppo delle opere di potenziamento viabilistico dell’area interessata”.
La priorità resta il trasporto passeggeri tra le due sponde, con la possibilità di incrementare la capacità della portata di viaggiatori attraverso il doppio binario e il collegamento con l'aeroporto di Orio al Serio.
La linea, si legge, avrà “una dotazione infrastrutturale idonea alla circolazione anche dei treni merci. Tale componente è da ritenersi quantitativamente residuale e comunque minoritaria rispetto ai servizi viaggiatori; tuttavia, non risulta possibile affermare in termini assoluti l'assenza di circolazioni merci in fascia notturna, potendosi verificare, in funzione delle esigenze di esercizio operativo commerciale o per necessità manutentive o emergenziali”.
Uno dei requisiti cardine del concorso di progettazione, si legge al punto 6, è quella di tutela paesaggistica e del contesto abitativo e produttivo nonchè la "minimizzazione dell'impatto espropriativo".
Come da intese con regione è stato istituito un "Tavolo Tecnico" per la redazione di uno studio del traffico sia di area vasta che di dettaglio. Tale analisi "nel porre specifica attenzione all’accessibilità stradale al nuovo ponte sull’Adda ed alle ripercussioni trasportistiche sulla viabilità locale, ha l’obiettivo di valutare le ricadute sugli attraversamenti dei centri abitati e l’adeguatezza delle connessioni tra le viabilità di rango provinciale, identificando eventuali situazioni / nodi critici e le possibili soluzioni viabilistiche aggiuntive necessarie per gestire e superare tali criticità, dando inoltre un’indicazione di priorità degli interventi valutati come risolutivi".
Si conclude dicendo che saranno sviluppate e analizzate opportune opere a sostituzione dei passaggi a livello oltre a quelle atte a garantire la funzionalità complessiva del sistema infrastrutturale, la continuità della mobilità e l'adeguata accessibilità del territorio interessato.
























