Merate: in Consiglio Tari e mozione delle opposizioni

Dopo l’estenuante tirata per l’analisi dello stato di attuazione del Documento Unico di Programmazione (DUP) 2027-2029 l’Aula, prima della salutare pausa, ha affrontato due punti condensati in una sola discussione: il piano finanziario per la gestione dei rifiuti e l’approvazione della tariffa TARI.
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IL P.R. rifiuti salda per il 2026 a 1.732.618 euro, per il 2027 a 1.774.763 euro. Non ci saranno variazioni tariffarie se non il 6 euro per il bonus, ovvero per concorrere alla copertura della spesa da parte delle famiglie disagiate. Nel 2025, infatti, il P.S. saldava a 1.733.915 euro. La componente variabile 2026 assomma a 880.158, quella fissa a 852.460. Per le associazioni vale l’abbattimento del 40% a carico della fiscalità locale. Il servizio gestito da Silea si avvale dall’anno scorso di un operatore manuale che opera su tutta la città. Il consigliere Alfredo casaletto, prendendo atto che dal prossimo anno verrà meno la premialità in cambio di nuovi servizi ha chiesto al Comune di affrontare con Silea l’individuazione di nuove forme di riciclo dei rifiuti al fine di aumentare ancor più l’indice di recupero. Entrambi i punti sono stati votati all’unanimità.
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Più spinosa invece la mozione sulle interrogazioni. In passato, cioè fino a circa un an no fa, a maggioranza attuale, non c’era un vero e proprio limite temporale per discutere le interrogazioni che, peraltro, venivano inserite all’inizio dell’ordine del giorno. Poi il Sindaco ha iniziato a stringere i tempi fino a sospendere la discussione rinviando quindi il confronto sulla interrogazione alla seduta successiva, in genere a un mese mezzo dopo, con la conseguente perdita di “attualità” dell’argomento oggetto della interrogazione presentata da uno dei due gruppi di minoranza. Inoltre ha teso a inserire tali strumenti in coda al Consiglio, solitamente a tarda ora, posto che questa consigliatura passerà alla storia per la durata delle sedute (un consiglio, per la discussione del DUP si dedichi una seduta specifica così in tre ore ci si può stare).  Contro questa nuova modalità di gestione delle interrogazioni le minoranze hanno presentato una mozione.

A rispondere con sorprendente vivacità è stato il capogruppo di maggioranza Ernesto Sellitto, presente nelle consigliature Robbiani /2009-2014) e Massironi (2014-2019). L’articolo di riferimento del regolamento delle sedute consiliari è il nr. 27. In sintesi, il tempo massimo per ciascuna interrogazione è di 30 minuti di cui 10 per la lettura dell’interrogazione, 10 minuti per i gruppi di minoranza, 10 minuti per la risposta del sindaco o di un rappresentante di maggioranza e, per chiudere 5 minuti per la dichiarazione finale (soddisfatto o insoddisfatto). Il tema però, come si diceva, è nato non solo per l’applicazione inedita del regolamento ma anche per il fatto che le interrogazioni sono iscritte in coda all’ordine del giorno. Con la mozione si chiedeva la modifica del regolamento per eliminare o almeno estendere i 30 minuti, per evitare di rinviare il dibattito di una interrogazione a altra seduta, magari a distanza di un mese e di iscrivere all’ordine del giorno in via prioritaria le interrogazioni/mozioni. Panzeri ha sottolineato come, in effetti, si stia discutendo la mozione oltre la mezzanotte mentre due interrogazioni rimbalzano dalla precedente seduta, perdendo così di efficacia e attualità.
Sellitto ha risposto, “Capisco lo spirito ma vorrei fare un passo indietro. Il rispetto del regolamento è uno strumento di tutela di maggioranza e minoranza. La riforma del regolamento risale alla consigliatura Massironi. Una volta l’interrogazione andava anche in Commissione poi tornava in Consiglio in caso di insoddisfazione. Per evitare ciò si introdusse il question time per risposte urgenti e la soppressione del dibattito dell’interrogazione nelle Commissioni consiliari. In realtà l’interrogazione dovrebbe essere a risposta scritta e solo in casi eccezionali a risposta orale in Aula. Quindi il regolamento modificato è stato studiato proprio per tutelare le minoranze. Tra l’altro c’è stata una crescita notevole del numero di interrogazioni: nel 2020 erano 13, nel 2025, 25 e nel primo semestre del 2026, 16. Forse 30 minuti sono pochi ora. Comunque – ha concluso il capogruppo di maggioranza - ci impegniamo entro l’autunno a innalzare a 45 minuti il tempo massimo dedicato alle interrogazioni.  Per il resto respingiamo la mozione”.
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La replica è stata affidata prima a Perego che ha apprezzato l’apertura, poi Casaletto che ha sottolineato le differenze tra oggi con tre gruppi consiliari e allora, con solo due gruppi e, infine Panzeri che ha ribadito la necessità di collocare le interrogazioni all’inizio dell’ordine del giorno in modo che la trattazione sia nella prima fase dei lavori e non all’ultima, in genere dopo mezzanotte.
Comunque mozione respinta.   
C.B.
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