Merate Consiglio/1: il DUP tra varianti e cancellazioni
Quasi sei ore ci sono volute per esaurire l’ordine del giorno del Consiglio comunale di Merate, iniziato, non a caso, alle 19.30.
I primi temi sono rituali: variazione al documento unico di programmazione 2026-2028, approvazione del DUP 2027/2029 e stato di attuazione del programma 2026.
Da decenni questa liturgia del “giro tavolo” si rinnova, sfiancando anche il più tenace ascoltatore. Di fatto l’unica variazione è la cancellazione dell’intervento di messa in sicurezza con l’installazione dell’antincendio al Collegio Manzoni in quanto non è stato ottenuto il relativo contributo dal bando (Merate ha uno score piuttosto negativo per i bandi; la proposta di allestire un vero e proprio ufficio dedicato andrebbe presa in considerazione). Era già accaduto in passato con i 350mila euro destinati agli spogliatoi del campo sportivo Enrico Ferrario, poi cancellati a seguito dell’esito negativo del bando. Allora era insorto Dario Perego di “Noi Merate”. E anche stavolta l’ex sindaco ha picchiato duro: nella delibera c’è scritto “cancellato”, inutile dire ora che affiderete a un tecnico l’incarico di rivalutare l’investimento (che comunque deve essere obbligatoriamente fatto). Per di più i 600mila euro destinati all’antincendio su un edificio pubblico vengono dirottati su una proprietà privata, per quanto in convenzione col Comune, il parco Belgiojoso che sarà riqualificato con una spesa di 647.912 euro. Sulla stessa linea anche Massimo Panzeri di “Prospettive per Merate”: l’investimento risulta letteralmente “cancellato” e comunque siamo in presenza di un piano triennale di opere pubbliche che evidenzia un solo investimento, la riqualificazione del Belgiojoso, pure attesa e sollecitata. Resta la perplessità della durata della convenzione. Per il resto non vediamo un centesimo su Villa Confalonieri, la Casa della Musica è dimenticata, non c’è alcun stanziamento per la biblioteca, che opera in locali vecchi, in zona inadeguata e che non è dotata neppure di climatizzazione. Gli interventi sulle frazioni sono in gran parte da progettare e finanziare, l’unico in corso è a Pagnano.

Quanto all’incrocio di Brugarolo, prima Salvioni poi Muzio, hanno ribadito che è da rivalutare col progetto del ponte nuovo a Paderno. Quindi ci vorranno anni. Panzeri ha sollecitato più controllo contro il passaggio di mezzi pesanti sulla SP 55, Muzio, assessore ai lavori pubblici, ha assicurato che sono state elevate parecchie contravvenzioni. Sempre in tema di opere pubbliche l’attacco più duro è stato condotto proprio da Mattia Muzio che evidentemente sta entrando nel ruolo ma difetta di esperienza dell’Aula: “Non ho mai visto un documento così scarso di manutenzioni come quello ereditato nel 2024. Oggi è tutto sotto controllo mentre prima non lo era. Quando siamo arrivati la situazione delle strade era disastrosa e non c’era nemmeno un piano di ripristini. Abbiamo dato vita a un modello organizzativo con i quattro operatori che si alternano nei lavori per i sottoservizi, acqua, gas, fibra e fogne affinchè al termine dei lavori procedano all’asfaltatura”.

Massimo Panzeri però non si è fatto camminare sui piedi dall’incauto Muzio: sfido chiunque a valutare lo stato delle strade di ieri e quello di oggi. Facciamo pure un sondaggio, giriamo per la città e vediamo quante strade sono dissestate.
Con l’aiuto delle consuete slide Mattia Salvioni ha illustrato l’attività svolte dai singoli settori (missioni), in buona sostanza la gestione ordinaria con precisazioni circa i lavori di ampliamento del Nido di via Verdi, quasi terminati, e del polo del soccorso di via degli Alpini con la Protezione Civile ormai pronta a prendere in consegna i locali.
I rilievi delle opposizioni sono stati numerosi, tra questi merita la segnalazione il lavoro fatto da Dario Perego girando per la città per valutare l’indice di manutenzione, soprattutto del verde pubblico. Perego ha chiesto di poter proiettare diverse immagini che fotografano situazioni di incuria notevole, tra rotonde abbandonate, aiuole incolte, caditoie non ripulite, strade secondarie rifugio di immondizia abbandonata.
Eppure Merate si è dotata di una figura specializzata che a tempo pieno per 35-40mila euro l’anno si dovrebbe dedicare proprio alla cura e alla gestione del verde pubblico.
Quanto alle opere l’intervento a Cassina è subordinato al reperimento delle risorse nel 2026, quello a Novate (rotatoria) è anch’esso subordinato al reperimento risorse nel 2027.
Filo conduttore di questa Giunta, ha concluso il capogruppo di “Noi Merate” è che le opere le facciamo se vinciamo i bandi, altrimenti si vedrà. E con quattro bocciature qualsiasi progetto è privo di finanziamento.
Come di consueto ai rilievi delle opposizioni hanno risposto lungamente tutti gli assessori, riassumendo quanto fatto sinora in una dimensione che però pare assolutamente ordinaria.

In sede di voto le minoranze hanno annunciato la contrarietà mentre il voto a favore è stato motivato dal capogruppo Ernesto Sellitto che, a parere di chi scrive, è solo una pallida copia del battagliero capogruppo della Giunta Robbiani (2009-2014) di centrodestra che si misurava con una minoranza di centrosinistra. Della quale oggi, a parte invertite, è ancora capogruppo.
Vibrante anche la replica di Silvia Sesana: abbiamo un piano per diserbare periodicamente che prima non c’era, un esperto che cataloga le piante e cura i rimboschimenti, poi certo qualche piantina messa a dimora (vedi lago Sartirana, sentiero Beatrice ecc.) può morire, è nell’ordine delle cose ma oggi il verde è molto curato.
Alle 23.35, dopo 4 ore di botta e risposta le dichiarazioni di voto.
Panzeri: le buone intenzioni sono tante ma i fatti pochi e se si perde un bando occorre decidere dove intervenire con risorse proprie. Altrimenti il tempo passa e non si fa nulla. Voto contrario.
Perego: non ci sono né tempestività né attenzione nella gestione delle criticità; è difficile sostenere che va tutto bene, che è tutto sotto controllo, che il monitoraggio è costante e perfetto. Come diceva mio nonno vale più “un andà che cent andem…”. Voto contrario.
Sellitto: ho sentito solo una critica chiara, voi non fate nulla se non avete i fondi dei bandi. Nelle 14 missioni tante cose sono state fatte e altrettante sono all’orizzonte. Voto favorevole.
I primi temi sono rituali: variazione al documento unico di programmazione 2026-2028, approvazione del DUP 2027/2029 e stato di attuazione del programma 2026.
Da decenni questa liturgia del “giro tavolo” si rinnova, sfiancando anche il più tenace ascoltatore. Di fatto l’unica variazione è la cancellazione dell’intervento di messa in sicurezza con l’installazione dell’antincendio al Collegio Manzoni in quanto non è stato ottenuto il relativo contributo dal bando (Merate ha uno score piuttosto negativo per i bandi; la proposta di allestire un vero e proprio ufficio dedicato andrebbe presa in considerazione). Era già accaduto in passato con i 350mila euro destinati agli spogliatoi del campo sportivo Enrico Ferrario, poi cancellati a seguito dell’esito negativo del bando. Allora era insorto Dario Perego di “Noi Merate”. E anche stavolta l’ex sindaco ha picchiato duro: nella delibera c’è scritto “cancellato”, inutile dire ora che affiderete a un tecnico l’incarico di rivalutare l’investimento (che comunque deve essere obbligatoriamente fatto). Per di più i 600mila euro destinati all’antincendio su un edificio pubblico vengono dirottati su una proprietà privata, per quanto in convenzione col Comune, il parco Belgiojoso che sarà riqualificato con una spesa di 647.912 euro. Sulla stessa linea anche Massimo Panzeri di “Prospettive per Merate”: l’investimento risulta letteralmente “cancellato” e comunque siamo in presenza di un piano triennale di opere pubbliche che evidenzia un solo investimento, la riqualificazione del Belgiojoso, pure attesa e sollecitata. Resta la perplessità della durata della convenzione. Per il resto non vediamo un centesimo su Villa Confalonieri, la Casa della Musica è dimenticata, non c’è alcun stanziamento per la biblioteca, che opera in locali vecchi, in zona inadeguata e che non è dotata neppure di climatizzazione. Gli interventi sulle frazioni sono in gran parte da progettare e finanziare, l’unico in corso è a Pagnano.

Quanto all’incrocio di Brugarolo, prima Salvioni poi Muzio, hanno ribadito che è da rivalutare col progetto del ponte nuovo a Paderno. Quindi ci vorranno anni. Panzeri ha sollecitato più controllo contro il passaggio di mezzi pesanti sulla SP 55, Muzio, assessore ai lavori pubblici, ha assicurato che sono state elevate parecchie contravvenzioni. Sempre in tema di opere pubbliche l’attacco più duro è stato condotto proprio da Mattia Muzio che evidentemente sta entrando nel ruolo ma difetta di esperienza dell’Aula: “Non ho mai visto un documento così scarso di manutenzioni come quello ereditato nel 2024. Oggi è tutto sotto controllo mentre prima non lo era. Quando siamo arrivati la situazione delle strade era disastrosa e non c’era nemmeno un piano di ripristini. Abbiamo dato vita a un modello organizzativo con i quattro operatori che si alternano nei lavori per i sottoservizi, acqua, gas, fibra e fogne affinchè al termine dei lavori procedano all’asfaltatura”.

Massimo Panzeri però non si è fatto camminare sui piedi dall’incauto Muzio: sfido chiunque a valutare lo stato delle strade di ieri e quello di oggi. Facciamo pure un sondaggio, giriamo per la città e vediamo quante strade sono dissestate.
Con l’aiuto delle consuete slide Mattia Salvioni ha illustrato l’attività svolte dai singoli settori (missioni), in buona sostanza la gestione ordinaria con precisazioni circa i lavori di ampliamento del Nido di via Verdi, quasi terminati, e del polo del soccorso di via degli Alpini con la Protezione Civile ormai pronta a prendere in consegna i locali.
I rilievi delle opposizioni sono stati numerosi, tra questi merita la segnalazione il lavoro fatto da Dario Perego girando per la città per valutare l’indice di manutenzione, soprattutto del verde pubblico. Perego ha chiesto di poter proiettare diverse immagini che fotografano situazioni di incuria notevole, tra rotonde abbandonate, aiuole incolte, caditoie non ripulite, strade secondarie rifugio di immondizia abbandonata.
Eppure Merate si è dotata di una figura specializzata che a tempo pieno per 35-40mila euro l’anno si dovrebbe dedicare proprio alla cura e alla gestione del verde pubblico.
Quanto alle opere l’intervento a Cassina è subordinato al reperimento delle risorse nel 2026, quello a Novate (rotatoria) è anch’esso subordinato al reperimento risorse nel 2027.
Filo conduttore di questa Giunta, ha concluso il capogruppo di “Noi Merate” è che le opere le facciamo se vinciamo i bandi, altrimenti si vedrà. E con quattro bocciature qualsiasi progetto è privo di finanziamento.
Come di consueto ai rilievi delle opposizioni hanno risposto lungamente tutti gli assessori, riassumendo quanto fatto sinora in una dimensione che però pare assolutamente ordinaria.

In sede di voto le minoranze hanno annunciato la contrarietà mentre il voto a favore è stato motivato dal capogruppo Ernesto Sellitto che, a parere di chi scrive, è solo una pallida copia del battagliero capogruppo della Giunta Robbiani (2009-2014) di centrodestra che si misurava con una minoranza di centrosinistra. Della quale oggi, a parte invertite, è ancora capogruppo.
Vibrante anche la replica di Silvia Sesana: abbiamo un piano per diserbare periodicamente che prima non c’era, un esperto che cataloga le piante e cura i rimboschimenti, poi certo qualche piantina messa a dimora (vedi lago Sartirana, sentiero Beatrice ecc.) può morire, è nell’ordine delle cose ma oggi il verde è molto curato.
Alle 23.35, dopo 4 ore di botta e risposta le dichiarazioni di voto.
Panzeri: le buone intenzioni sono tante ma i fatti pochi e se si perde un bando occorre decidere dove intervenire con risorse proprie. Altrimenti il tempo passa e non si fa nulla. Voto contrario.
Perego: non ci sono né tempestività né attenzione nella gestione delle criticità; è difficile sostenere che va tutto bene, che è tutto sotto controllo, che il monitoraggio è costante e perfetto. Come diceva mio nonno vale più “un andà che cent andem…”. Voto contrario.
Sellitto: ho sentito solo una critica chiara, voi non fate nulla se non avete i fondi dei bandi. Nelle 14 missioni tante cose sono state fatte e altrettante sono all’orizzonte. Voto favorevole.
C.B.
























